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	<title>Antonio Moro Lifestream &#187; Internet</title>
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		<title>Haters gonna hate</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 11:16:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un hater, di quelli più accaniti, sei tu. Purtroppo hai questa brutta malattia e non perdi occasione ogni volta che si parla del marchio o prodotto che odi di propinare le tue assurdità. Pare quasi che ti abbiano fatto qualcosa, colpito sul vivo in qualche modo, oppure hai avuto un cattivo maestro, forse qualcuno sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_046110.jpeg" /></div></p>
<p>Un hater, di quelli più accaniti, sei tu.</p>
<p>Purtroppo hai questa brutta malattia e non perdi occasione ogni volta che si parla del marchio o prodotto che odi di propinare le tue assurdità.</p>
<p>Pare quasi che ti abbiano fatto qualcosa, colpito sul vivo in qualche modo, oppure hai avuto un cattivo maestro, forse qualcuno sul lavoro o all&#8217;università? un tuo professore di cui ti fidi ciecamente è un hater e negli anni ti ha indottrinato? O è forse invidia celata in certi casi?</p>
<p>Non pretendo certo che tu guarisca, è molto difficile, la negazione è difficile da abbattere, ma a volte mi chiedo come quelli come te finiscano in questo tunnel senza uscita: più ci si parla più è evidente che non è tanto importante ragionare o parlare di tecnologia o di mercato: <em>l&#8217;unica cosa importante è tirare merda e ragionare per compartimenti stagni</em>, omettendo inconsapevolmente (spero) gli aspetti positivi e concentrandosi unicamente su concetti e verità che si crede veri oppure su particolarismi di nessuna importanza, ma che, se tolti dal loro contesto, attirano un populismo becero, figlio dell&#8217;ignoranza e del bullismo di terz&#8217;ordine.</p>
<p>Non mi stanno per niente simpatici i FanBoy che vogliono vedere solo i lati positivi dei loro marchi preferiti, sono patetici&#8230; ma gli hater, che perdono intere giornate in giro per internet a vomitare il loro odio incondizionato&#8230; <strong>gli hater proprio non li posso sopportare</strong>, siete i nuovi bulli del quartierino, bulletti che cercano di imporsi sugli altri con la forza di false idee al posto dei muscoli, atteggiamento e attitudine che troppo mi ricorda la religione, sarà per questo forse che non vi posso ignorare e che quindi mi tocca rispondervi a modo ogni tanto.</p>
<p>Fanboy e Hater sono figli della stessa madre: l&#8217;ignoranza. <em>La nemesi di un nerd.</em></p>
<p>Ignorante è chi ignora, certo, ma questo non basta ai nostri nemici, questo è solo l&#8217;inizio della loro carriera di villain, una discesa infernale verso il qualunquismo e il populismo, altre caratteristiche semplicemente aberranti per quelli della mia specie.</p>
<p>E&#8217; chiaro che <em>questa è internet baby</em> e certi felloni sono parte del gioco, parte del divertimento a volte e parte di una rivoluzione della comunicazione sociale che internet stesso ha portato e porta tutti i giorni sulle nostre tastiere. </p>
<p>Purtroppo internet ci ha portato anche il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Online_disinhibition_effect" >GIFT</a>, regalo non particolarmente gradito che dobbiamo cuccarci su ogni blog, forum e chat della rete.</p>
<p>Questo chiaramente non vuol dire che tu mi piaci, la sofferenza e il disgusto intellettuale che mi provochi è però mitigato dall&#8217;idea che non c&#8217;è bene senza il male.</p>
<p>Ignorarti è difficile e in futuro <strong>mi limiterò a linkarti questo articolo</strong>, non ho dubbi che non servirà a redimerti, ma almeno avrò sprecato meno bit. </p>
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		<title>Hanno chiuso MegaUpload: Surprise!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 13:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io sono stato un assiduo utilizzatore di MegaUpload e di tutti gli altri servizi simili di File Sharing. Perchè? perchè funzionano bene, sono velocissimi e poco costosi. Offrono un buon servizio insomma, ma ho sempre saputo che quel servizio era un servizio illegale. Era palese, palese a tutti. Chi dice il contrario o è stupido, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045927.jpeg" /></div></p>
<p><strong>Io sono stato un assiduo utilizzatore di MegaUpload</strong> e di tutti gli altri servizi simili di File Sharing. Perchè? perchè funzionano bene, sono velocissimi e poco costosi.</p>
<p>Offrono un buon servizio insomma, <strong>ma ho sempre saputo che quel servizio era un servizio illegale.</strong> Era palese, palese a tutti. Chi dice il contrario o è stupido, oppure semplicemente vuole negare la realtà.</p>
<p>150 milioni di utenti registrati. 1 miliardo di visitatori al mese. il 4% di tutto il traffico di internet passava fino a ieri per i server di MegaUpload e dei suoi derivati (MegaVideo, ecc).</p>
<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045925.jpeg" /></div></p>
<p>Kim Schmitz, aka Kim Dotcom, ha fondato una società da 175 milioni di dollari e l&#8217;ha portata avanti per più di 5 anni con un unico vero obbiettivo in testa: <strong>monetizzare la pirateria online in maniera efficace.</strong></p>
<p>Il modello di business utilizzato da MegaUpload è lo stesso alla base di altre decine di servizi di file sharing disponibili online: <em>camuffare un servizio di diffusione delle pirateria in un semplice servizio di condivisione file</em>, il tutto a pagamento, anzi non a pagamento diretto, no: Free to Play, gamification, di base gratis, ma se lo vuoi migliore dacci un piccolo obolo&#8230; moltiplicate gli oboli per 150 milioni di iscritti.</p>
<p><strong>Monetizzare.</strong> Guadagnare, spillare, incassare, scroccare, riciclare, godere.</p>
<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045926.jpeg" /></div></p>
<p><blockquote>the conspirators conducted their illegal operation using a business model expressly designed to promote uploading of the most popular copyrighted works for many millions of users to download.</blockquote></p>
<p><strong>Un modello di business espressamente pensato e realizzato per promuovere il caricamento di materiale protetto da copyright</strong> in modo da renderlo disponibile a milioni di utenti.</p>
<p>Un crowdsourcing particolare, in cui gli utenti stessi che caricano i file illegali sono pagati in base ai risultati ottenuti:</p>
<p><blockquote>The conspirators further allegedly offered a rewards program that would provide users with financial incentives to upload popular content and drive web traffic to the site, often through user-generated websites known as linking sites.</blockquote></p>
<p>I gestori delle migliaia di siti che linkano i file ospitati da MegaUpload guadagnano dal loro lavoro di ricettazione, soldi. <strong>Soldi veri.</strong> In base a quanto traffico portano sul sito di file sharing.</p>
<p>Ma dico, ci rendiamo conto di cosa succedeva e succede tutt&#8217;ora in questo genere di siti o veramente vogliamo continuare a recitare la parte del finto-tonto-viva-la-libertà-di-sto-gran-cazzo?</p>
<p>175 milioni di dollari in 5 anni, tramite la pubblicità e gli account premium venduti, questi gli introiti solo di MegaUpload.</p>
<p><blockquote>the conspirators manipulated the perception of content available on their servers by not providing a public search function on the Megaupload site and by not including popular infringing content on the publicly available lists of top content downloaded by its users.</blockquote></p>
<p>Cioè in pratica su MegaUpload <em>ufficialmente non c&#8217;era niente di illegale:</em> niente motore di ricerca per non dover mostrare quello che era evidente a tutti e addirittura classifiche false dei file più scaricati <strong>che omettevano volutamente i file illegali.</strong></p>
<p>E quando un detentore dei diritti contattava MegaUpload per segnalare che un file illegale era presente sui loro server loro cosa facevano?</p>
<p><blockquote>when notified by a rights holder that a file contained infringing content, the indictment alleges that the conspirators would disable only a single link to the file, deliberately and deceptively leaving the infringing content in place to make it seamlessly available to millions of users to access through any one of the many duplicate links available for that file.</blockquote></p>
<p>Disabilitavano uno solo dei file a loro conosciuti <em>per mostrare la loro apparente buona fede</em>, ma chiaramente ne lasciavano mille altri attivi, per continuare a lucrare dal traffico che questi file generavano.</p>
<p><strong>Siamo chiari, basta cazzate.</strong></p>
<p>I gestori di MegaUpload non solo sapevano che sul loro network giravano file illegali, non solo non facevano abbastanza per limitarne la circolazione, ma, soprattutto, hanno creato il network stesso e tutto il business ad esso collegato proprio per lucrare da questo scambio di file illegali.</p>
<p>L&#8217;esistenza stessa di MegaUpload era illegale, tutte le procedure e attività di marketing ad essa legate erano finalizzate alla monetizzazione di un traffico di materiale illegale.</p>
<p>Chiamiamo le cose con il loro nome: <strong>MegaUpload è accusata di essere stata una vera e propria associazione a delinquere.</strong> Riciclaggio. Ricettazione. Estorsione. Violazione del copyright.</p>
<p>Kim Schmitz e i suoi compari sono stati arrestati in Australia, su decisione di un giudice americano, e affronteranno imputazioni per decine di anni di galera.</p>
<p><blockquote>The individuals each face a maximum penalty of 20 years in prison on the charge of conspiracy to commit racketeering, five years in prison on the charge of conspiracy to commit copyright infringement, 20 years in prison on the charge of conspiracy to commit money laundering and five years in prison on each of the substantive charges of criminal copyright infringement.</blockquote></p>
<p>Molti dei commenti che girano oggi su internet da parte di <strong>bimbiminchia a cui è stato tolto il giocattolo</strong>, sono imbarazzanti e deprimenti.</p>
<p>I paladini della libertà qui c&#8217;entrano ben poco: <a href="http://attivissimo.blogspot.com/2012/01/fbi-chiude-megaupload.html" >come dice giustamente Attivissimo</a> proprio oggi su questo argomento:</p>
<p><blockquote>Un conto è il file sharing senza scopo di lucro; un altro è lucrare sul file sharing.</blockquote></p>
<p>Qui si sta facendo finta di non capire a che livello assurdo siamo arrivati, <strong>non solo siamo riusciti a rendere il file sharing illegale alla portata di tutti, ma abbiamo addirittura trovato il modo di guadagnarci milioni di dollari.</strong></p>
<p>E&#8217; diventato talmente normale scambiarsi e guardare file illegali che ci si è completamente scordati del fatto che questi file e queste attività&#8230; sono illegali.</p>
<p>E&#8217; stato per caso eliminato il concetto di copyright da poco e non me ne sono accorto? no, perché a leggere certi commenti pare che sia così.</p>
<p>Vogliamo continuare a fare finta che sia tutto normale? benissimo. <strong>Ma non stupiamoci che leggi come il <a href="http://leganerd.com/tag/SOPA/" >SOPA</a> vengano depositate e rischino di essere addirittura approvate.</strong></p>
<p>Siamo andati oltre. <em>Completamente.</em></p>
<p>Una volta era difficile procurarsi certi file. Ti arrivavano su CD, da un &#8220;ricettatore&#8221;. Dovevi avere l&#8217;amico informatico.</p>
<p>Poi è nato il P2P e la pirateria è diventata <em>popolare</em>.</p>
<p>Poi sono arrivati i siti com MegaUpload e la pirateria è diventata un business diffuso a macchia d&#8217;olio su tutta internet. 1 miliardo di visitatori al mese. Rendiamoci conto.</p>
<p><strong>E siamo talmente abituati a tutto questo che se chiudono un sito palesemente illegale come MegaUpload i commenti indignati si sprecano!</strong> </p>
<p><em>Si! perché io guadagno poco al mese e MegaUpload mi permetteva di risparmiare e non dover andare al cinema!</em></p>
<p>Come se la visione di un film sia un diritto inalienabile dell&#8217;uomo. Ma dico, ci rendiamo conto di cosa stiamo dicendo o no? Ma sei completamente idiota o cosa?</p>
<p>Quando un crimine diventa la norma, questo crimine non cessa di essere illegale, il concetto è semplice, chiunque può capirlo, ma evidentemente non tutti hanno il cervello per riuscirci.</p>
<p>I vostri &#8220;eroi&#8221;, i fondatori di MegaUpload, avevano qualcosa come 14 &#8220;mega&#8221; mercedes intestate, con targhe personalizzate, le volete sapere?</p>
<p>“POLICE,” “MAFIA,” “V,” “STONED,” “CEO,” “HACKER,” GOOD,” “EVIL,” e per ultima la migliore: ”GUILTY.”, colpevole, appunto. Fanno ridere, certo, ma non credo proprio che Kim Schmitz stia ridendo ora.</p>
<p><div class="notamargine"><strong>Nota</strong> by <a href='http://leganerd.com/people/eagle1/' rel='nofollow'>@eagle1</a> per i commentatori:</p>
<p>IL <strong>SOPA</strong> non c&#8217;entra niente. <strong>Niente.</strong> Questa operazione è <em>perfettamente leggittima</em> secondo i canoni USA e rientra nel RICO:<br />
- <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Racketeer_Influenced_and_Corrupt_Organizations_Act" title="Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act" >Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act</a></div></p>
<p>Approfondite l&#8217;argomento:<br />
- <a href="http://www.stopfraud.gov/opa/pr/2012/January/12-crm-074.html" >Justice Department Charges Leaders of Megaupload with Widespread Online Copyright Infringement</a><br />
- <a href="http://www.scribd.com/doc/78786408/Mega-Indictment" >Mega Indictment (tutte le carte legali su Scribd)</a><br />
- <a href="http://attivissimo.blogspot.com/2012/01/fbi-chiude-megaupload.html" >Megaupload chiusa dall&#8217;FBI. Ma il file sharing c&#8217;entra poco</a><br />
- <a href="http://www.unclesamtrends.com/megaupload-closed-3770.html" >Megaupload Closed Owner accused front court</a> </p>
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		<title>Obama ferma il SOPA, per il momento</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 21:15:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(The) House Judiciary Committee hearing on HR 3261 was scheduled in Washington, DC – President Barack Obama has stepped in and said he would not support the bill. SOPA has been killed, for now. A quanto pare gli scioperi in grande stile come quello di oggi a qualcosina servono. Il presidente degli Stati Uniti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045904.jpg" /></div><blockquote>(The) House Judiciary Committee hearing on HR 3261 was scheduled in Washington, DC – President Barack Obama has stepped in and said he would not support the bill. SOPA has been killed, for now.</blockquote></p>
<p>A quanto pare gli scioperi in grande stile come quello di oggi a qualcosina servono. Il presidente degli Stati Uniti in persona è intervenuto sull&#8217;argomento <a href="http://leganerd.com/tag/SOPA/" >SOPA</a> dicendo che non supporterà la legge, bloccandola di fatto&#8230; per il momento. </p>
<p>Vedremo nei prossimi giorni e mesi se si tratta di una mossa populista o di una vera presa di posizione.</p>
<p>Nel frattempo Darrell Issa, uno dei più accaniti oppositori del SOPA al congresso, canta vittoria:</p>
<p><blockquote>The voice of the Internet community has been heard. Much more education for members of Congress about the workings of the Internet is essential if anti-piracy legislation is to be workable and achieve broad appeal.</blockquote></p>
<p><em>Vedremo.</em></p>
<p>fonte: <a href="http://www.forbes.com/sites/johngaudiosi/2012/01/16/obama-says-so-long-sopa-killing-controversial-internet-piracy-legislation/" >Forbes.com</a></p>
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		<title>Blackout di Oatmeal contro il SOPA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:05:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[The Oatmeal chiuso per un giorno contro la legge (SOPA) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica. Ne abbiamo già parlato: - Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio - PROTECT-IP: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/2012/01/sopa.gif" /></div><a href="http://theoatmeal.com/" >The Oatmeal</a> chiuso per un giorno contro la legge (<a href="http://leganerd.com/tag/SOPA/" >SOPA</a>) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica.</p>
<p><em>Ne abbiamo già parlato:</em><br />
- <a href="http://leganerd.com/2012/01/17/internet-blackout-oscurare-per-protesta/" >Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio</a><br />
- <a href="http://leganerd.com/2011/11/18/protect-ip-la-legge-americana-che-fara-finire-internet/" >PROTECT-IP: La legge americana che farà finire internet?</a></p>
<p>La lista dei siti che aderiscono al black out:<br />
- <a href="http://sopastrike.com/" >Web Goes on Strike!</a></p>
<p><em>Learn More (Inglese):</em><br />
- <a href="http://americancensorship.org" >Stop American Censorship</a><br />
- <a href="http://blacklists.eff.org" >Electronic Frontier Foundation / Strike Against Censorship</a>  </p>
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		<title>Blackout di XKCD contro il SOPA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:00:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[XKCD chiuso per un giorno contro la legge (SOPA) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica. Ne abbiamo già parlato: - Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio - PROTECT-IP: La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045897.png" /></div><a href="http://xkcd.com/" >XKCD</a> chiuso per un giorno contro la legge (<a href="http://leganerd.com/tag/SOPA/" >SOPA</a>) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica.</p>
<p><em>Ne abbiamo già parlato:</em><br />
- <a href="http://leganerd.com/2012/01/17/internet-blackout-oscurare-per-protesta/" >Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio</a><br />
- <a href="http://leganerd.com/2011/11/18/protect-ip-la-legge-americana-che-fara-finire-internet/" >PROTECT-IP: La legge americana che farà finire internet?</a></p>
<p>La lista dei siti che aderiscono al black out:<br />
- <a href="http://sopastrike.com/" >Web Goes on Strike!</a></p>
<p><em>Learn More (Inglese):</em><br />
- <a href="http://americancensorship.org" >Stop American Censorship</a><br />
- <a href="http://blacklists.eff.org" >Electronic Frontier Foundation / Strike Against Censorship</a>   </p>
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		<title>Blackout di WordPress.org contro il SOPA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 13:20:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[WordPress.org chiuso per un giorno contro la legge (SOPA) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica. Ne abbiamo già parlato: - Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio - PROTECT-IP: La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045894.png" /></div><a href="http://wordpress.org" >WordPress.org</a> chiuso per un giorno contro la legge (<a href="http://leganerd.com/tag/SOPA/" >SOPA</a>) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica.</p>
<p><em>Ne abbiamo già parlato:</em><br />
- <a href="http://leganerd.com/2012/01/17/internet-blackout-oscurare-per-protesta/" >Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio</a><br />
- <a href="http://leganerd.com/2011/11/18/protect-ip-la-legge-americana-che-fara-finire-internet/" >PROTECT-IP: La legge americana che farà finire internet?</a></p>
<p>La lista dei siti che aderiscono al black out:<br />
- <a href="http://sopastrike.com/" >Web Goes on Strike!</a></p>
<p><em>Learn More (Inglese):</em><br />
- <a href="http://americancensorship.org" >Stop American Censorship</a><br />
- <a href="http://blacklists.eff.org" >Electronic Frontier Foundation / Strike Against Censorship</a>  </p>
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		<title>Google doodle contro il SOPA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 12:52:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Google visualizza per gli utenti americani un doodle contro la legge (SOPA) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica. Ne abbiamo già parlato: - Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045893.png" /></div>Google visualizza per gli utenti americani un doodle contro la legge (<a href="http://leganerd.com/tag/SOPA/" >SOPA</a>) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica.</p>
<p><em>Ne abbiamo già parlato:</em><br />
- <a href="http://leganerd.com/2012/01/17/internet-blackout-oscurare-per-protesta/" >Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio</a><br />
- <a href="http://leganerd.com/2011/11/18/protect-ip-la-legge-americana-che-fara-finire-internet/" >PROTECT-IP: La legge americana che farà finire internet?</a></p>
<p>La lista dei siti che aderiscono al black out:<br />
- <a href="http://sopastrike.com/" >Web Goes on Strike!</a></p>
<p><em>Learn More (Inglese):</em><br />
- <a href="http://americancensorship.org" >Stop American Censorship</a><br />
- <a href="http://blacklists.eff.org" >Electronic Frontier Foundation / Strike Against Censorship</a> </p>
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		<title>Blackout di Minecraft contro il SOPA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 12:45:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il sito di Minecraft chiuso per un giorno contro la legge (SOPA) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica. Ne abbiamo già parlato: - Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045892.png" /></div>Il sito di Minecraft chiuso per un giorno contro la legge (<a href="http://leganerd.com/tag/SOPA/" >SOPA</a>) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica.</p>
<p><em>Ne abbiamo già parlato:</em><br />
- <a href="http://leganerd.com/2012/01/17/internet-blackout-oscurare-per-protesta/" >Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio</a><br />
- <a href="http://leganerd.com/2011/11/18/protect-ip-la-legge-americana-che-fara-finire-internet/" >PROTECT-IP: La legge americana che farà finire internet?</a></p>
<p>La lista dei siti che aderiscono al black out:<br />
- <a href="http://sopastrike.com/" >Web Goes on Strike!</a></p>
<p><em>Learn More (Inglese):</em><br />
- <a href="http://americancensorship.org" >Stop American Censorship</a><br />
- <a href="http://blacklists.eff.org" >Electronic Frontier Foundation / Strike Against Censorship</a> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Blackout di Boing Boing contro il SOPA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 11:31:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Boing Boing chiuso per un giorno contro la legge (SOPA) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica. Ne abbiamo già parlato: - Blackout di Wikipedia contro il SOPA - Internet blackout : mezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045888.png" /></div>Boing Boing chiuso per un giorno contro la legge (<a href="http://leganerd.com/tag/SOPA/" >SOPA</a>) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica.</p>
<p><em>Ne abbiamo già parlato:</em><br />
- <a href="http://leganerd.com/2012/01/18/blackout-di-wikipedia-contro-il-sopa/" >Blackout di Wikipedia contro il SOPA</a><br />
- <a href="http://leganerd.com/2012/01/17/internet-blackout-oscurare-per-protesta/" >Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio</a><br />
- <a href="http://leganerd.com/2011/11/18/protect-ip-la-legge-americana-che-fara-finire-internet/" >PROTECT-IP: La legge americana che farà finire internet?</a></p>
<p><em>Learn More (Inglese):</em><br />
- <a href="http://americancensorship.org" >Stop American Censorship</a><br />
- <a href="http://blacklists.eff.org" >Electronic Frontier Foundation / Strike Against Censorship</a></p>
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		<title>Blackout di Wikipedia contro il SOPA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 10:31:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Wikipedia chiusa per un giorno contro la legge (SOPA) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica. Ne abbiamo già parlato: - Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio - PROTECT-IP: La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045887.png" /></div>Wikipedia chiusa per un giorno contro la legge (<a href="http://leganerd.com/tag/SOPA/" >SOPA</a>) in studio negli USA contro la &#8220;pirateria&#8221; che permetterebbe la chiusura di siti senza il preventivo assenso di un giudice, sulla base unicamente della denuncia di una major disco/cinematografica.</p>
<p><em>Ne abbiamo già parlato:</em><br />
- <a href="http://leganerd.com/2012/01/17/internet-blackout-oscurare-per-protesta/" >Internet blackout : mezza internet oscurata il 18 gennaio</a><br />
- <a href="http://leganerd.com/2011/11/18/protect-ip-la-legge-americana-che-fara-finire-internet/" >PROTECT-IP: La legge americana che farà finire internet?</a></p>
<p><em>Supporta il blackout, shara:</em><br />
<a href="https://wikimediafoundation.org/wiki/SOPA/Blackoutpage" >https://wikimediafoundation.org/wiki/SOPA/Blackoutpage</a></p>
<p><em>Learn More (Inglese):</em><br />
<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia%3ASOPA_initiative/Learn_more" >https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:SOPA_initiative/Learn_more</a> </p>
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		<title>Loggarsi su Google senza premere tasti</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 23:31:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Dovete loggarvi su un computer pubblico e magari avete paura di keylogger o simili? andate su 
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E con il vostro smartphone attivate il QR Code&#8230; voilà! Apriti Sesamo&#8230; vi ritroverete loggati sul computer ch...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045865.png" /></div><br />
Dovete loggarvi su un computer pubblico e magari avete paura di keylogger o simili? andate su </p>
<p><a href="https://accounts.google.com/sesame" >https://accounts.google.com/sesame</a></p>
<p>E con il vostro smartphone attivate il QR Code&#8230; voilà! <em>Apriti Sesamo&#8230;</em> vi ritroverete loggati sul computer che ospitava il QR Code, senza aver premuto nessun tasto.</p>
<p><a href="http://lifehacker.com/5876559/sign-into-your-google-account-on-public-computers-without-typing-anything" >via</a></p>
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		<title>Me at the Zoo: il primo video postato su YouTube</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 13:16:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
The first video on YouTube, uploaded at 8:27PM on Saturday April 23rd, 2005. The video was shot by Yakov Lapitsky at the San Diego Zoo.
Caricato da Yakov Lapitsky, è nella storia di internet per ovvi motivi&#8230; per video di merda Yakov.
Me at the...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe class="youtube-player" type="text/html" width="660" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/jNQXAC9IVRw?html5=1" frameborder=""></iframe>
<div class="logo_head_facebook"><img src="http://img.youtube.com/vi/jNQXAC9IVRw/hqdefault.jpg"></div><blockquote>The first video on YouTube, uploaded at 8:27PM on Saturday April 23rd, 2005. The video was shot by Yakov Lapitsky at the San Diego Zoo.</blockquote></p>
<p>Caricato da Yakov Lapitsky, è nella storia di internet per ovvi motivi&#8230; per video di merda Yakov.</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Me_at_the_zoo" >Me at the zoo su Wikipedia</a></p>
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		<title>We The People</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 01:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Please spread this! I worked hard putting it together, although I rushed a few parts I wanted to release it while all is still relevant. There are too many referenced videos that I used to give true credit to, so if you come across this video and you know that I used a clip of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe class="youtube-player" type="text/html" width="660" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/uU4lxFezgek?html5=1" frameborder=""></iframe>
<div class="logo_head_facebook"><img src="http://img.youtube.com/vi/uU4lxFezgek/hqdefault.jpg"></div></p>
<p><blockquote>Please spread this! I worked hard putting it together, although I rushed a few parts I wanted to release it while all is still relevant. There are too many referenced videos that I used to give true credit to, so if you come across this video and you know that I used a clip of yours please know I am using it for good intentions.</blockquote></p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/anonymouSabu/status/155789539191951362" >Sabu chiede</a>, Sabu ottiene. <img src='http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/ln-smilies//resistance.png' alt=':res:' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il nuovo Facebook Timeline è ora disponibile per tutti</title>
		<link>http://leganerd.com/2011/12/15/il-nuovo-facebook-timeline-e-ora-disponibile-per-tutti/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 15:44:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo averlo presentato lo scorso settembre e tenuto in beta per quasi tre mesi, ecco che Facebook finalmente rilascia Timeline, la nuova gestione e visualizzazione del proprio profilo, per tutti i suoi utenti nel mondo. Vi consiglio di attivarlo e di verificare subito quali elementi sono visualizzati come pubblici, quali per i propri amici, ecc.. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045479.png" /></div><iframe class="youtube-player" type="text/html" width="660" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/hzPEPfJHfKU?html5=1" frameborder=""></iframe>
<div class="logo_head_facebook"><img src="http://img.youtube.com/vi/hzPEPfJHfKU%3E/hqdefault.jpg"></div></p>
<p>Dopo <a href="http://leganerd.com/2011/09/23/facebook-timeline-e-open-graph-la-rivoluzione-sociale-continua-ed-e-tinta-di-blu/" >averlo presentato lo scorso settembre</a> e tenuto in beta per quasi tre mesi, ecco che Facebook finalmente rilascia Timeline, la nuova gestione e visualizzazione del proprio profilo, per tutti i suoi utenti nel mondo.</p>
<p>Vi consiglio di attivarlo e di verificare subito quali elementi sono visualizzati come pubblici, quali per i propri amici, ecc.. insomma dateci un&#8217;occhiata perché potrebbe esserci in evidenza qualcosa che non volete sia visto.</p>
<p><em>Per averlo subito e ora vi basta andare nella pagina di presentazione e cliccare su [i]&#8220;Get it Now&#8221;</em>:[/i]</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/about/timeline" >https://www.facebook.com/about/timeline</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuovo Google Map Maker</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 15:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Together with other volunteer map makers, you can easily go into Google Map Maker and make changes to make the map reflect the real world for millions to see. So whether you want to add a new bike path, correct a business location, or map an entire city you can start with Google Map Maker. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045478.jpeg" /></div><iframe class="youtube-player" type="text/html" width="660" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/qyXTvj-Mm9k?html5=1" frameborder=""></iframe>
<div class="logo_head_facebook"><img src="http://img.youtube.com/vi/qyXTvj-Mm9k%3E/hqdefault.jpg"></div><blockquote>Together with other volunteer map makers, you can easily go into Google Map Maker and make changes to make the map reflect the real world for millions to see. So whether you want to add a new bike path, correct a business location, or map an entire city you can start with Google Map Maker.</blockquote></p>
<p>Semplicemente bellissimo e utile il nuovo Map Maker di Google che permette di contribuire a Google Maps aggiungendo dettagli o, ancora meglio, di creare mappe personali in maniera ancora più facile rispetto alla vecchia versione.</p>
<p><em>Love it.</em></p>
<p><a href="http://www.google.com/mapmaker%20" >http://www.google.com/mapmaker </a></p>
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		<title>Le hashtag su Google+</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 10:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le hashtag su Google+ mi fanno incazzare di brutto. Google ha scelto di trasformarle in semplici link alla ricerca per keyword relativa, invece che in vere hashtag. Se clicco una hashtag mi aspetto di vedere tutti i post (e al limite commenti) in cui quell&#8217;hashtag è stata, volontariamente, inserita. Non è così. Google+ semplicemente lancia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045469.jpeg" /></div></p>
<p>Le hashtag su Google+ mi fanno incazzare di brutto. Google ha scelto di trasformarle in semplici link alla ricerca per keyword relativa, invece che in vere hashtag.</p>
<p>Se clicco una hashtag mi aspetto di vedere tutti i post (e al limite commenti) in cui quell&#8217;hashtag è stata, volontariamente, inserita.</p>
<p><em>Non è così.</em></p>
<p>Google+ semplicemente <em>lancia una ricerca per quella parola</em> e ti fa vedere tutti i post che contengono quella parola.</p>
<p>Assurdo.</p>
<p>In questa maniera si &#8220;rompe&#8221; il vantaggio stesso delle hashtag. Se ne disincentiva l&#8217;utilizzo, perché se io mi metto a spingere una hashtag voglio essere certo che se qualcuno poi la clicca escono i miei post in cui l&#8217;ho messa, non quelli di uno qualunque in cui ha usato per caso quella parola o una parola simile.</p>
<p>Un peccato.</p>
<p><em>Google, fix the hashtags. </em><a href="https://plus.google.com/117395748457451251195/posts/HWtmhCqX47g" >#fixthehashtags</a></p>
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		<title>Le hashtag su Google+</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 10:09:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le hashtag su Google+ mi fanno incazzare di brutto. Google ha scelto di trasformarle in semplici link alla ricerca per keyword relativa, invece che in vere hashtag. Se clicco una hashtag mi aspetto di vedere tutti i post (e al limite commenti) in cui quell&#8217;hashtag è stata, volontariamente, inserita. Non è così. Google+ semplicemente lancia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045469.jpeg" /></div></p>
<p>Le hashtag su Google+ mi fanno incazzare di brutto. Google ha scelto di trasformarle in semplici link alla ricerca per keyword relativa, invece che in vere hashtag.</p>
<p>Se clicco una hashtag mi aspetto di vedere tutti i post (e al limite commenti) in cui quell&#8217;hashtag è stata, volontariamente, inserita.</p>
<p><em>Non è così.</em></p>
<p>Google+ semplicemente <em>lancia una ricerca per quella parola</em> e ti fa vedere tutti i post che contengono quella parola.</p>
<p>Assurdo.</p>
<p>In questa maniera si &#8220;rompe&#8221; il vantaggio stesso delle hashtag. Se ne disincentiva l&#8217;utilizzo, perché se io mi metto a spingere una hashtag voglio essere certo che se qualcuno poi la clicca escono i miei post in cui l&#8217;ho messa, non quelli di uno qualunque in cui ha usato per caso quella parola o una parola simile.</p>
<p>Un peccato.</p>
<p><em>Google, fix the hashtags. </em><a href="https://plus.google.com/117395748457451251195/posts/HWtmhCqX47g" >#fixthehashtags</a></p>
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		<title>Come attivare subito la nuova Google Bar</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 10:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi avevo già annunciato che Google sta per rilasciare per tutti la nuova Google Bar. Se volete cominciare ad usarla subito in tutti i servizi di Google, ecco come fare: 1. Andate su Google.com 2. Aprite la console javascript del browser 3. Inserite questo codice nella console javascript del browser: document.cookie="PREF=ID=03fd476a699d6487:U=88e8716486ff1e5d:FF=0:LD=en:CR=2:TM=1322688084:LM=1322688085:S=McEsyvcXKMiVfGds; path=/; domain=.google.com";window.location.reload(); Enjoy. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045202.png" /></div></p>
<p>Vi avevo <a href="http://leganerd.com/2011/11/30/la-nuova-google-bar/" >già annunciato</a> che Google sta per rilasciare per tutti <a href="http://leganerd.com/2011/11/30/la-nuova-google-bar/" >la nuova Google Bar</a>.</p>
<p>Se volete cominciare ad usarla subito in tutti i servizi di Google, ecco come fare:</p>
<p>1. Andate su Google.com<br />
2. Aprite la console javascript del browser<br />
3. Inserite questo codice nella console javascript del browser:</p>
<p><div class="CodiceLN">document.cookie="PREF=ID=03fd476a699d6487:U=88e8716486ff1e5d:FF=0:LD=en:CR=2:TM=1322688084:LM=1322688085:S=McEsyvcXKMiVfGds; path=/; domain=.google.com";window.location.reload();</div></p>
<p>Enjoy.</p>
<p><div class="notamargine">Non sapete come aprire la console javascript nel vostro browser? imparate ad usare la guida del programma o google, noobs!, oppure <a href="http://webmasters.stackexchange.com/questions/8525/how-to-open-the-javascript-console-in-different-browsers" >andate qua</a>.</div></p>
<p><a href="https://plus.google.com/117395748457451251195/posts/dVsvvEKiFgX" >via</a></p>
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		<title>La nuova Google Bar</title>
		<link>http://leganerd.com/2011/11/30/la-nuova-google-bar/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 12:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[a new Google bar that will enable you to navigate quickly between our services, as well as share the right stuff with the right people easily on Google+. L&#8217;integrazione estetico-funzionale di tutti i prodotti di Google continua ed è stata presentata oggi la nuova Google Bar che sostituirà l&#8217;attuale barra nera con link ai prodotti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045179.png" /></div><iframe class="youtube-player" type="text/html" width="660" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/vSIMpFfNLEA?html5=1" frameborder=""> </iframe></p>
<p><blockquote>a new Google bar that will enable you to navigate quickly between our services, as well as share the right stuff with the right people easily on Google+.</blockquote></p>
<p>L&#8217;integrazione estetico-funzionale di tutti i prodotti di Google continua ed è stata presentata oggi la nuova Google Bar che sostituirà l&#8217;attuale barra nera con link ai prodotti.</p>
<p>In pratica si opterà per uniformare le head di tutti i prodotti e si implementerà un menù a comparsa sui loghi dei vari prodotti che presenta tutti gli altri servizi offerti da Google.</p>
<p>Chiaro che un menù è più gestibile per Google visto il numero dei servizi che offre, me no usabile e intuitivo, ma era quasi inevitabile.</p>
<p>Bene invece l&#8217;uniformazione definitiva di tutte le head che da un&#8217;ulteriore boost di visibilità a Google Plus, sempre più al centro della strategia online di Google.</p>
<p>- <a href="http://googleblog.blogspot.com/2011/11/next-stage-in-our-redesign.html" >Official Google Blog: The next stage in our redesign</a></p>
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		<title>WordPress sta per lanciare un AdSense proprietario: WordAds</title>
		<link>http://leganerd.com/2011/11/29/wordpress-sta-per-lanciare-un-adsense-proprietario-wordads/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 18:32:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Over the years one of the most frequent requests on WordPress.com has been to allow bloggers to earn money from their blog through ads. We’ve resisted advertising so far because most of it we had seen wasn’t terribly tasteful, and it seemed like Google’s AdSense was the state-of-the-art, which was sad. You pour a lot [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045170.png" /></div></p>
<p><blockquote>Over the years one of the most frequent requests on WordPress.com has been to allow bloggers to earn money from their blog through ads.</p>
<p>We’ve resisted advertising so far because most of it we had seen wasn’t terribly tasteful, and it seemed like Google’s AdSense was the state-of-the-art, which was sad.</p>
<p>You pour a lot of time and effort into your blog and you deserve better than AdSense.</blockquote></p>
<p>Se uno pensa che <a href="http://wordpress.com/" >WordPress.com</a> è un network con milioni e milioni di blog&#8230; uno si chiede semplicemente che diavolo aspettavano in <a href="http://automattic.com/" >Automattic</a> (i creatori di WordPress e proprietari di WordPress.com) a mettere in piedi un sistema di advertising proprietario per la piattaforma, ora colonizzata, come il resto di internet, da AdSense di Google.</p>
<p>AdSense ha una resa per i blog medio/piccoli veramente ridicola. Per i blog personali o quasi hostati da WordPress.com, definibili mini/micro&#8230; la resa è praticamente nulla.</p>
<p>Il meccanismo del CTR introdotto e man a mano modificato da Google per il suo AdSense è una miniera di soldi per Google stessa che alla fine da le <em>briciole</em> ai milioni di siti su internet che mostrano la pubblicità che Google vende con AdWords e compagnia.</p>
<p>Da un punto di vista del business AdSense è semplicemente geniale e non è certo un caso che siano nati network simili di continuo negli ultimi anni.</p>
<p>Basterà a WordAds dare un CPC (Cost per Click, quanto pagano per ogni click che gli fai fare) anche solo un po&#8217; più alto di AdSense per avere successo, <em>soprattutto all&#8217;inizio</em> la tecnica di questi network è di premiare molto i publisher in modo da farsi un buon nome attraverso le inevitabili <em>&#8220;storie di successo&#8221;</em> che generano.</p>
<p>Il &#8220;trucco&#8221; è poi progressivamente abbassare il CPC con varie tecniche e formule super complicate&#8230; ci sono intere aziende specializzate nel cercare di sfruttare al meglio AdSense, tanto per intenderci.. </p>
<p>Chi ha un blog su WordPress.com può già dirsi interessato ad entrare nel programma WordAds <a href="http://en.wordpress.com/apply-for-wordads/" >andando a questa pagina</a>.</p>
<p>Il tutto è fatto in collaborazione con Federated Media, tanto per chiarirci la società che segue l&#8217;advertising di siti come Boing Boing o Apple Insider&#8230; boh, sinceramente mi aspettavo una collaborazione con qualcosa di ancora più grosso, qua stiamo parlando di milioni e milioni di pageview da vendere.</p>
<p><a href="http://en.blog.wordpress.com/2011/11/29/wordads/" >Introducing WordAds</a> | <a href="http://techcrunch.com/2011/11/29/wordpress-introduces-wordads-you-deserve-better-than-adsense" >via</a></p>
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		<title>I gradi di separazione su Facebook? 4.74</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 11:03:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[When considering even the most distant Facebook user in the Siberian tundra or the Peruvian rainforest, a friend of your friend probably knows a friend of their friend Il Facebook Data Team ci rivela che grazie a Facebook si è abbassato il grado di separazione medio tra persone nel mondo, dal classico 6 ad un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045063.jpeg" /></div></p>
<p><blockquote>When considering even the most distant Facebook user in the Siberian tundra or the Peruvian rainforest, a friend of your friend probably knows a friend of their friend</blockquote></p>
<p>Il <em>Facebook Data Team</em> ci rivela che grazie a Facebook si è abbassato il grado di separazione medio tra persone nel mondo, dal classico 6 ad un più <em>amichevole</em> 4.74. </p>
<p>Nel 2008 era 5.28</p>
<p><del>Interessante</del> la lettura del <a href="https://www.facebook.com/notes/facebook-data-team/anatomy-of-facebook/10150388519243859" >post su Facebook ufficiale</a>, se vi piacciono queste <del>statistiche</del>&#8230;</p>
<p>Seamo tutti amicici!</p>
<p><a href="http://www.foxnews.com/scitech/2011/11/22/facebook-claims-474-degrees-kevin-bacon/" >via</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il billboard di Yahoo a San Francisco verrà rimosso</title>
		<link>http://leganerd.com/2011/11/22/il-billboard-di-yahoo-a-san-francisco-verra-rimosso/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 12:27:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[It’s been a San Francisco icon for more than a decade. It’s graced our skyline through the dot.com boom and bust. And it’s one of the most recognizable pieces of advertising the city has seen in a long time. But the San Francisco Egotist has learned that in two weeks, the Yahoo! billboard will be [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_045043.jpeg" /></div></p>
<p><blockquote>It’s been a San Francisco icon for more than a decade. It’s graced our skyline through the dot.com boom and bust. And it’s one of the most recognizable pieces of advertising the city has seen in a long time. But the San Francisco Egotist has learned that in two weeks, the Yahoo! billboard will be no longer. Jon Charles, Vice President and General Sales Manager for Clear Channel Outdoor in San Francisco confirmed, “Yes, the Yahoo! board will be available starting in December 2011.”</blockquote></p>
<p>E&#8217; uno dei simboli della &#8220;New Economy&#8221;, installato da Yahoo nel 1999, al culmine del primo &#8220;Boom&#8221; ha accompagnato i cittadini di San Francisco e di tutta la Valley per oltre dieci anni. Ora pare stia per essere rimosso, non è un bel segnale per Yahoo, che anche se non naviga nell&#8217;oro ultimamente credo che si possa tranquillamente ancora permettere questo piccolo pezzo di storia.</p>
<p>Sono stato in California lo scorso febbraio proprio a San Francisco e mi sono detto: &#8220;non vado a fotografarlo, tanto ci ritorno a breve&#8221;&#8230; epic fail.</p>

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</div>


<p><a href="http://boingboing.net/2011/11/17/san-franciscos-iconic-neon-y.html" >via</a></p>
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		<title>PROTECT-IP: La legge americana che farà finire internet?</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 20:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lega Nerd]]></category>
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		<description><![CDATA[Cos&#8217;è la PROTECT-IP PROTECT-IP è una legge che è stata presentata al Senato e Camera del governo americano e sta per essere approvata al Congresso. PROTECT-IP da al governo e le corporation americane la possibilità di oscurare dei siti internet nel nome della protezione della &#8220;creatività&#8221;. La legge consente infatti il blocco di interi siti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/31100268?color=009933" width="660" height="410" frameborder=""></iframe></p>
<p><h3>Cos&#8217;è la PROTECT-IP</h3></p>
<p>PROTECT-IP è una legge che è stata presentata al Senato e Camera del governo americano e sta per essere approvata al Congresso.</p>
<p>PROTECT-IP da al governo e le corporation americane la possibilità di oscurare dei siti internet nel nome della protezione della &#8220;creatività&#8221;. La legge consente infatti il blocco di interi siti internet da parte del governo o di singole società se convincono un giudice che il suddetto sito è &#8220;dedito alla violazione del copyright&#8221;.</p>
<p>Con questa legge condividere un video con qualunque cosa coperta da copyright al suo interno, in pratica quello che fanno Youtube o Twitter per intenderci, verrà considerato un comportamento illegale punibile con la reclusione fino a 5 anni e la chiusura immediata del sito.</p>
<p>E&#8217; in atto una protesta fortissima negli Stati Uniti contro la PROTECT-IP, appggiata da tutti i più grandi siti e blog. Il tutto parte da questo sito:</p>
<p><a href="http://fightforthefuture.org" >http://fightforthefuture.org</a></p>
<p>Si ritiene, secondo me a ragione, che se questo tipo di legge verrà approvata ed applicata negli Stati Uniti, costituirà un precedente fondamentale che farà da fondamenta alla creazione di leggi simili nel resto del mondo, gettando le basi ad una nuova regolamentazione mondiale di internet incentrata sulla protezione del diritto d&#8217;autore e quindi della censura in suo nome.</p>
<p>Vi ricorda niente? <a href="http://leganerd.com/tag/nosiae" >#NOSIAE</a></p>
<p>E&#8217; di oggi un messaggio di Anonymous sull&#8217;argomento:</p>
<p><iframe class="youtube-player" type="text/html" width="660" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/WCQGjV8uH64?html5=1" frameborder=""> </iframe><br />
<blockquote>Hello American Congress. We are Anonymous. Your proposal of the so-called Online Piracy Bill is a blatent act of violation to the constitutional rights of American citizens. You claim that the bill is being passed to prevent online piracy, but anyone with eyes and ears can tell that this is false. Chairman Lamar Smith (R-Texas.) we know that you don&#8217;t like us, and that&#8217;s acceptable to Anonymous. We don&#8217;t like you either. This bill will make it unlawful to post copy righted data Such as tips and walk throughs in games, and sports highlights. More importantly, it will allow social media sites to remove re-posted videos and data from the internet. This, however, is unacceptable to Anonymous. The American Government supports the fight for democracy and Freedom of information in other countries, but when it comes to their own land they attempt to demolish it with brute force and censorship. The one thing they are yet to understand is that you can&#8217;t arrest an idea. You can&#8217;t kill an idea, and you can&#8217;t stop an idea. Every act of violence against the protesters across the globe simply fuels the fire. You do not understand that for each of us that falls, ten more will take his place. You do not understand that corporate media has been forced to show the events happening around America and across the globe. You do not understand that ideals, people, countries, beliefs and religions will fade, but the internet will remain. To pass this bill will cause public outcry, which will greatly improve our movement. We, Anonymous, know that this is a hidden campaign to destroy the ability of people across the world to connect and share their experiences with one another. To the American Congress:</p>
<p><strong>If you pass this bill, you will pay for it.</strong></p>
<p>We are Anonymous.<br />
We are Legion.<br />
We do not forgive.<br />
We do not forget.<br />
To the American Congress<br />
Expect us.</blockquote></p>
<p>Lo scorso 16 novembre si è tenuto l&#8217;<a href="http://americancensorship.org" >American Censorship Day</a>, mezza internet si è mobilitata, ma è solo l&#8217;inizio.</p>
<p>E&#8217; inutile dire che Lega Nerd appoggia le iniziative di <a href="http://fightforthefuture.org/" >FightForTheFuture.org</a>, augurandoci che PROTECT-IP non venga definitivamente approvata e che tutte le leggi che consentono una qualunque forma di censura di internet decadano o non vengano mai più presentate a livello mondiale.</p>
<p>Speranza ingenua e forse utopistica, ma sperare non costa niente. <em>Per tutto il resto c&#8217;è <a href="http://leganerd.com/tag/Anonymous/" >Anonymous</a>.</em></p>
<p><a href="http://boingboing.net/2011/11/11/stop-sopa-save-the-internet.html" >via</a> | <a href="http://fightforthefuture.org" >source</a></p>
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		<title>Inglorious Hunterz su La7 Innovation</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 12:29:06 +0000</pubDate>
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Inglorious Hunterz, il progetto di Luca Baggiarini aka @InsettoMalvagio che abbiamo contribuito a promuovere proprio qua su Lega Nerd, mette una bella tacca sul fucile e riceve un bel servizio della trasmissione Innovation su La7. Bravo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- YT EMBED -->
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<!-- YT THUMB PER FACEBOOK -->
<div class="logo_head_facebook"><img src="http://img.youtube.com/vi/OKPD7P-fvUk/1.jpg"></div></p>
<p><a href="http://leganerd.com/tag/inglorious-hunterz/" >Inglorious Hunterz</a>, il progetto di Luca Baggiarini aka <a href='http://leganerd.com/people/insettomalvagio/' rel='nofollow'>@InsettoMalvagio</a> che <a href="http://leganerd.com/2011/04/28/inglorious-hunterz-world-premiere-su-lega-nerd/" >abbiamo contribuito a promuovere</a> proprio qua su Lega Nerd, mette una bella tacca sul fucile e riceve un bel servizio della trasmissione Innovation su La7. Bravo Luca, bravi tutti. </p>
<p> <img src='http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/ln-smilies//resistance.png' alt=':res:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>- <a href="http://www.inglorioushunterz.com" >Sito Ufficiale Inglorious Hunterz</a><br />
- <a href="http://www.la7.it/innovation/pvideo-stream?id=i477434" >Video originale La7</a><br />
- <a href="http://leganerd.com/tag/inglorious-hunterz/" >Inglorious Hunterz su Lega Nerd</a></p>
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		<title>RIP Ilya Zhitomirskiy</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 11:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ilya Zhitomirskiy, uno dei fondatori di Diaspora, è morto ieri. Le cause della morte non sono ancora state rese pubbliche. Aveva solo 22 anni. Diaspora ha oggi rilasciato una nuova alpha chiusa che promette una interfaccia completamente nuova. Continuo a pensare che Diaspora, un social network decentralizzato e open, sia una grande idea che merita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044765.jpeg" /></div></p>
<p>Ilya Zhitomirskiy, uno dei fondatori di <a href="http://leganerd.com/tag/Diaspora/" >Diaspora</a>, è morto ieri. Le cause della morte non sono ancora state rese pubbliche.</p>
<p>Aveva solo 22 anni.</p>
<p>Diaspora ha oggi rilasciato una nuova alpha chiusa che promette una interfaccia completamente nuova. Continuo a pensare che Diaspora, un social network decentralizzato e open, sia una grande idea che merita rispetto e supporto, spero vivamente che il progetto continui senza intoppi dopo la morte di Ilya.</p>
<p><a href="http://diasporafoundation.org" >http://diasporafoundation.org</a></p>
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		<title>La SIAE risponde a Punto Informatico sulla questione trailer e video: dovete pagare</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 18:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stefania Ercolani, direttore dell&#8217;Ufficio Multimedialità della SIAE, torna a parlare con PI circa le licenze richieste ai siti per la musica dei trailer: salvi i link ma non le pagine dei social network, se utilizzate con fini commerciali Vi invito ad andare a leggere l&#8217;intervista a Stefania Ercolani in cui si chiarisce una volta per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044530.jpg" /></div></p>
<blockquote><p>Stefania Ercolani, direttore dell&#8217;Ufficio Multimedialità della SIAE, torna a parlare con PI circa le licenze richieste ai siti per la musica dei trailer: salvi i link ma non le pagine dei social network, se utilizzate con fini commerciali</p></blockquote>
<p>Vi invito ad <a href="http://punto-informatico.it/3331310/PI/Interviste/trailer-nuove-risposte-siae.aspx" >andare a leggere l&#8217;intervista a Stefania Ercolani</a> in cui si chiarisce una volta per tutte fondamentalmente che&#8230; bisogna pagare.</p>
<p>L&#8217;atteggiamento rimane sempre lo stesso, i punti cardine sono la difesa del diritto d&#8217;autore e il parallelismo con altri usi che si fanno della musica e che sono già tassati:</p>
<blockquote><p>Per esempio, se acquisto un CD, nel prezzo è considerata anche la quota per diritto d&#8217;autore; ma questo non consente di utilizzare lo stesso CD trasmettendolo attraverso una radio oppure in discoteca. Idem per un DVD, i cui diritti sono corrisposti per la visione domestica. Ogni utilizzo è distinto e indipendente dal precedente.</p></blockquote>
<p>Insomma, quello che ci aspettavamo di leggere. Si continua poi a fare orecchie da mercanti sulla questione pubblicità e diffusione dei video su internet, a domanda diretta sulla questione, su come queste direttive porteranno di fatto ad una minore diffusione dei trailer online, la Ortolani risponde:</p>
<blockquote><p>E chi dice che bisogna limitarne la circolazione? Al contrario. Qui stiamo parlando di corrispondere un compenso dovuto agli autori delle musiche, come avviene per le altre utilizzazioni delle colonne sonore. Non dimentichiamo che l&#8217;invito a regolarizzare spedito ai siti di trailer dalla SIAE riguarda siti commerciali, molti dei quali sono in rete da anni e vedono crescere le inserzioni pubblicitarie grazie anche all&#8217;attrattività dei trailer e degli spezzoni di film. Molti di loro contengono anche altre musiche.</p></blockquote>
<p>Non solo. Si chiarisce anche la questione Facebook e social network: se inserite dei video in delle pagine create per <em>uso commerciale</em> (che vuol dire esattamente su Facebook, non si sa) dovrete pagare anche voi la famosa tassa.</p>
<blockquote><p>Le pagine aziendali sono siti commerciali. La SIAE ha il compito di riscuotere i diritti per conto dei suoi iscritti in condizioni di economicità ed efficienza. La legge sul diritto d&#8217;autore (quella italiana come quella degli altri paesi  occidentali) prevede che qualsiasi uso debba essere autorizzato. Quindi indipendentemente dalle scelte aziendali della SIAE, gli autori possono ritenere che la presenza in certi siti o in certi social network non siano compatibili con la presenza delle loro opere e agiscano di conseguenza, sempre che i siti non abbiano una regolare licenza.<br />
Un sito di informazione serio e credibile come Punto Informatico è molto utile per mettere a fuoco le sostanziali differenze che possono esistere tra varie pagine di Facebook: una cosa è il ragazzino che dialoga con i suoi amici, un&#8217;altra cosa è la casa discografica o il music store che apre una pagina su Facebook per avere un rapporto diretto con il suo target. È evidente che i secondi esempi sono decisamente commerciali e i profili &#8220;commerciali&#8221; o di imprese su Facebook ormai sono di realtà molto presenti e molto incisive. Non è il social network quindi che elimina il carattere commerciale dell&#8217;offerta.</p></blockquote>
<p>In generale, non è cambiato nulla in due settimane. La SIAE rimane ferma nella sua posizione e, se possibile, la peggiora includendo anche i social network in questa assurdità.</p>
<p>Il metodo di riscossione rimane ancora assurdamente casuale, motivo di vanto per la Ortolani a quanto pare che alla domanda in cui si chiede se l&#8217;embedding verrà così di fatto bandito ha il coraggio di rispondere:</p>
<blockquote><p>Qui non si vuole &#8220;ufficialmente bandire&#8221; niente! Tutt&#8217;altro. Se questa fosse stata l&#8217;intenzione, non sarebbe stato inviato un cortese invito a regolarizzare ma si sarebbe fatto ricorso ad altri strumenti che pure la legge italiana e le direttive europee mettono a disposizione degli autori e dei loro rappresentanti. La SIAE ha un servizio antipirateria che non è mai stato chiamato in causa proprio perché non si vuole impedire niente ma anzi facilitare al massimo il rispetto del diritto d&#8217;autore!</p></blockquote>
<p><em>Tutt&#8217;altro!</em> viene da ridere, ma ci sarebbe da piangere.</p>
<p>E&#8217; evidente che la nostra protesta serve a ben poco. Non mi aspettavo certo di cambiare nulla con Lega Nerd, ma mi aspettavo, questo si, un sollevamento generale da parte della rete, cosa che non è avvenuta.</p>
<p>La SIAE conta proprio su questo: se ne parlerà per un altro po&#8217; e poi tutto finirà nel dimenticatoio.</p>
<p>Un messaggio a tutti i blogger la fuori: se tra un mese, o tra un anno, o tra dieci anni, avrete fatto crescere il vostro blog sufficientemente da essere notato dalla SIAE e vi arriverà quindi una bella ingiunzione di pagamento&#8230; un <em>pochino</em> ve lo siete meritato.</p>
<p>Dal canto nostro abbiamo cercato <a href="http://leganerd.com/2011/10/28/lega-nerd-rimuove-tutti-i-video-dal-suo-sito-per-protesta-contro-la-siae/" >attraverso un atto <em>eclatante</em></a> di far risaltare la notizia il più possibile e di farla quindi girare attraverso Twitter, Facebook e Google+ in modo che arrivasse sotto gli occhi di più persone possibili. Di più non potevamo fare.</p>
<p>Lega Nerd torna <em>da oggi a mostrare i video normalmente</em>. Vedremo cos&#8217;altro ci riserverà la SIAE e tutti i suoi cugini statali esperti di internet.</p>
<p>Hulk sad.</p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/3331310/PI/Interviste/trailer-nuove-risposte-siae.aspx" >via</a></p>
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		<title>La SIAE risponde a Punto Informatico sulla questione trailer e video: dovete pagare</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 18:37:54 +0000</pubDate>
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<blockquote><p>Stefania Ercolani, direttore dell&#8217;Ufficio Multimedialità della SIAE, torna a parlare con PI circa le licenze richieste ai siti per la musica dei trailer: salvi i link ma non le pagine dei social network, se utilizzate con fini commerciali</p></blockquote>
<p>Vi invito ad <a href="http://punto-informatico.it/3331310/PI/Interviste/trailer-nuove-risposte-siae.aspx" >andare a leggere l&#8217;intervista a Stefania Ercolani</a> in cui si chiarisce una volta per tutte fondamentalmente che&#8230; bisogna pagare.</p>
<p>L&#8217;atteggiamento rimane sempre lo stesso, i punti cardine sono la difesa del diritto d&#8217;autore e il parallelismo con altri usi che si fanno della musica e che sono già tassati:</p>
<blockquote><p>Per esempio, se acquisto un CD, nel prezzo è considerata anche la quota per diritto d&#8217;autore; ma questo non consente di utilizzare lo stesso CD trasmettendolo attraverso una radio oppure in discoteca. Idem per un DVD, i cui diritti sono corrisposti per la visione domestica. Ogni utilizzo è distinto e indipendente dal precedente.</p></blockquote>
<p>Insomma, quello che ci aspettavamo di leggere. Si continua poi a fare orecchie da mercanti sulla questione pubblicità e diffusione dei video su internet, a domanda diretta sulla questione, su come queste direttive porteranno di fatto ad una minore diffusione dei trailer online, la Ortolani risponde:</p>
<blockquote><p>E chi dice che bisogna limitarne la circolazione? Al contrario. Qui stiamo parlando di corrispondere un compenso dovuto agli autori delle musiche, come avviene per le altre utilizzazioni delle colonne sonore. Non dimentichiamo che l&#8217;invito a regolarizzare spedito ai siti di trailer dalla SIAE riguarda siti commerciali, molti dei quali sono in rete da anni e vedono crescere le inserzioni pubblicitarie grazie anche all&#8217;attrattività dei trailer e degli spezzoni di film. Molti di loro contengono anche altre musiche.</p></blockquote>
<p>Non solo. Si chiarisce anche la questione Facebook e social network: se inserite dei video in delle pagine create per <em>uso commerciale</em> (che vuol dire esattamente su Facebook, non si sa) dovrete pagare anche voi la famosa tassa.</p>
<blockquote><p>Le pagine aziendali sono siti commerciali. La SIAE ha il compito di riscuotere i diritti per conto dei suoi iscritti in condizioni di economicità ed efficienza. La legge sul diritto d&#8217;autore (quella italiana come quella degli altri paesi  occidentali) prevede che qualsiasi uso debba essere autorizzato. Quindi indipendentemente dalle scelte aziendali della SIAE, gli autori possono ritenere che la presenza in certi siti o in certi social network non siano compatibili con la presenza delle loro opere e agiscano di conseguenza, sempre che i siti non abbiano una regolare licenza.<br />
Un sito di informazione serio e credibile come Punto Informatico è molto utile per mettere a fuoco le sostanziali differenze che possono esistere tra varie pagine di Facebook: una cosa è il ragazzino che dialoga con i suoi amici, un&#8217;altra cosa è la casa discografica o il music store che apre una pagina su Facebook per avere un rapporto diretto con il suo target. È evidente che i secondi esempi sono decisamente commerciali e i profili &#8220;commerciali&#8221; o di imprese su Facebook ormai sono di realtà molto presenti e molto incisive. Non è il social network quindi che elimina il carattere commerciale dell&#8217;offerta.</p></blockquote>
<p>In generale, non è cambiato nulla in due settimane. La SIAE rimane ferma nella sua posizione e, se possibile, la peggiora includendo anche i social network in questa assurdità.</p>
<p>Il metodo di riscossione rimane ancora assurdamente casuale, motivo di vanto per la Ortolani a quanto pare che alla domanda in cui si chiede se l&#8217;embedding verrà così di fatto bandito ha il coraggio di rispondere:</p>
<blockquote><p>Qui non si vuole &#8220;ufficialmente bandire&#8221; niente! Tutt&#8217;altro. Se questa fosse stata l&#8217;intenzione, non sarebbe stato inviato un cortese invito a regolarizzare ma si sarebbe fatto ricorso ad altri strumenti che pure la legge italiana e le direttive europee mettono a disposizione degli autori e dei loro rappresentanti. La SIAE ha un servizio antipirateria che non è mai stato chiamato in causa proprio perché non si vuole impedire niente ma anzi facilitare al massimo il rispetto del diritto d&#8217;autore!</p></blockquote>
<p><em>Tutt&#8217;altro!</em> viene da ridere, ma ci sarebbe da piangere.</p>
<p>E&#8217; evidente che la nostra protesta serve a ben poco. Non mi aspettavo certo di cambiare nulla con Lega Nerd, ma mi aspettavo, questo si, un sollevamento generale da parte della rete, cosa che non è avvenuta.</p>
<p>La SIAE conta proprio su questo: se ne parlerà per un altro po&#8217; e poi tutto finirà nel dimenticatoio.</p>
<p>Un messaggio a tutti i blogger la fuori: se tra un mese, o tra un anno, o tra dieci anni, avrete fatto crescere il vostro blog sufficientemente da essere notato dalla SIAE e vi arriverà quindi una bella ingiunzione di pagamento&#8230; un <em>pochino</em> ve lo siete meritato.</p>
<p>Dal canto nostro abbiamo cercato <a href="http://leganerd.com/2011/10/28/lega-nerd-rimuove-tutti-i-video-dal-suo-sito-per-protesta-contro-la-siae/" >attraverso un atto <em>eclatante</em></a> di far risaltare la notizia il più possibile e di farla quindi girare attraverso Twitter, Facebook e Google+ in modo che arrivasse sotto gli occhi di più persone possibili. Di più non potevamo fare.</p>
<p>Lega Nerd torna <em>da oggi a mostrare i video normalmente</em>. Vedremo cos&#8217;altro ci riserverà la SIAE e tutti i suoi cugini statali esperti di internet.</p>
<p>Hulk sad.</p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/3331310/PI/Interviste/trailer-nuove-risposte-siae.aspx" >via</a></p>
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		<title>Pagina Ufficiale di Lega Nerd su Google+</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 10:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente Google ha aperto la possibilità di creare pagine ufficiali su Google+ e noi ovviamente non abbiamo aspettato un secondo! - Pagina Ufficiale di Lega Nerd su Google+ Correte immediatamente a fare il follow della nostra pagina! Sperando che al più presto Google implementi un po&#8217; di strumenti, come l&#8217;integrazione diretta di un RSS esterno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044654.jpg" /></div></p>
<p>Finalmente Google ha aperto la possibilità di creare pagine ufficiali su Google+ e noi ovviamente non abbiamo aspettato un secondo!</p>
<p>- <a href="https://plus.google.com/101921111608457813403" >Pagina Ufficiale di Lega Nerd su Google+</a></p>
<p>Correte immediatamente a fare il follow della nostra pagina!</p>
<p>Sperando che al più presto Google implementi un po&#8217; di strumenti, come l&#8217;integrazione diretta di un RSS esterno e la possibilità di avere un vanity url decente&#8230; <img src='http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/ln-smilies//smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Siete ancora qua? andate a fare <a href="https://plus.google.com/101921111608457813403" >follow della nostra pagina</a>, ora!</p>
<p> <img src='http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/ln-smilies//resistance.png' alt=':res:' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Siae, trailer, video, YouTube… Sveglia Blogosfera!</title>
		<link>http://leganerd.com/2011/11/07/siae-trailer-video-youtube-sveglia-blogosfera/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 10:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un&#8217;intervista rilasciata a MyTech.it, Manlio Mallia, vicedirettore generale SIAE nonché responsabile dell’Area Attività Internazionale e Accordi Broadcasting e New Media, dichiara che: “La licenza YouTube esclude gli embed” e ancora: “e i siti, con gli embed, si arricchiscono di contenuto“. E avanti. Segue una comunicazione ufficiale della Siae, che riporto integralmente: Sul magazine on-line [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044634.jpg" /></div></p>
<p>In un&#8217;<a href="http://mytech.it/digitale/2011/11/02/siae-trailer-cinematografici-riflessioni/" >intervista rilasciata a MyTech.it</a>, Manlio Mallia, <em>vicedirettore generale</em> SIAE nonché <em>responsabile dell’Area Attività Internazionale e Accordi Broadcasting e New Media</em>, dichiara che:</p>
<blockquote><p>“La licenza YouTube esclude gli embed”</p></blockquote>
<p>e ancora:</p>
<blockquote><p>“e i siti, con gli embed, si arricchiscono di contenuto“.</p></blockquote>
<p>E avanti.</p>
<p>Segue una <a href="http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&#038;view=4&%23038;open_menu=yes&%23038;id_news=10683" >comunicazione ufficiale della Siae</a>, che riporto integralmente:</p>
<blockquote><p>Sul magazine on-line &#8220;MyTech.it&#8221; è stata pubblicata un&#8217;intervista a Manlio Mallia, Vicedirettore generale della Siae e Capo Area attività internazionale e accordi broadcasting e new media della Siae, nella quale si affronta l&#8217;argomento di grande attualità delle musiche nei trailer cinematografici. Nei giorni scorsi in rete si è scatenato un dibattito sulla licenza Siae che regolarizza l&#8217;uso delle musiche abbinate ai trailer, licenza che alcuni siti a carattere commerciale, si sottolinea commerciale, non hanno ancora sottoscritto. Uno dei motivi del contendere è la presenza dei trailer sotto forma di contenuto direttamente tratto (per dirla brutalmente &#8220;embeddato&#8221;)e ospitato su altri siti, come ad esempio YouTube. </p>
<p>Per Manlio Mallia la licenza Siae sottoscritta da YouTube &#8220;esclude gli embed e i siti, con gli embed, si arricchiscono di contenuto&#8221;. Si tratta quindi di una vera e propria &#8220;comunicazione al pubblico&#8221; delle musiche utilizzate, che porta profitti ai siti a carattere commerciale facendo aumentare i contatti e attirando gli inserzionisti pubblicitari. </p>
<p>“Tuttavia la Siae – ha dichiarato nell&#8217;intervista Manlio Mallia – è disponibile ad esaminare i singoli casi e valutare se ci sia effettivamente attività commerciale”.</p></blockquote>
<p>Continua quindi la posizione di SIAE sulla <a href="http://leganerd.com/tag/nosiae/" >questione trailer/video online</a>, evidentemente <a href="http://leganerd.com/2011/10/30/come-risolvere-la-questione-siae-dei-trailer-e-video-online/" >la nostra proposta</a> che prevedeva l&#8217;esclusione dei video embeddati dalla loro tassa non è stata recepita, anzi, ha causato una risposta diretta sulla questione che &#8220;chiarisce&#8221; il loro punto di vista.</p>
<p>La risposta di Mallia non mi stupisce effettivamente, la SIAE sta portando avanti su internet la stessa filosofia che l&#8217;ha caratterizzata nel corso della sua storia: monetizzare ogni forma di espressione artistica, a prescindere, sventolando la bandiera dei diritti d&#8217;autore.</p>
<p>Rimango convinto che questo continuo sottolineare il profitto dei siti internet come se si stesse parlando di grandi network televisivi connota una miopia o una ignoranza pura e semplice di come è nata e si è sviluppata internet negli anni: dando spazio alla creazione di contenitori liberi che portano nel 99% dei casi pochi spiccioli nelle tasche dei loro creatori grazie a qualche banner e in cambio offrono una pluralità e un&#8217;occasione di scambio interattivo come mai era successo prima nella storia dell&#8217;editoria.</p>
<p>Formalmente e legalmente la SIAE e Mallia paiono dalla parte della ragione, ma questo non toglie che la decisione di applicare le stesse regole che si applicano a media completamente diversi a internet porterà inevitabilmente all&#8217;impoverimento e ad una regressione di un processo di libertà editoriale che ha connotato gli ultimi 15 anni come mai prima si era visto.</p>
<p>Non solo: non ci piace per niente questo concetto malsano del &#8220;dovrebbero pagare tutti, ma per ora facciamo pagare solo chi decidiamo noi&#8221;, un atteggiamento inaccettabile dovuto unicamente al fatto che è praticamente impossibile per SIAE verificare e tassare ogni sito attualmente tassabile in Italia, <em>si parla di milioni di siti</em>, intendiamoci, e SIAE sa bene che andrà a monetizzare unicamente i più visibili e facili da individuare, lasciando quindi uno strascico di siti di fatto illegali &#8220;colpibili&#8221; in qualunque momento con una scure retroattiva da 1800 euro di tassa/multa.</p>
<p><div class="dida_right">E&#8217; necessario fare definitivamente chiarezza.</div>E&#8217; necessario in questo caso fare definitivamente chiarezza: <em>la SIAE deve regolamentare chiaramente questo aspetto tirando fuori dei numeri e dei parametri precisi</em>, o veramente si vuole intendere che anche chi guadagna 50 euro all&#8217;anno con AdSense di Google deve pagarne 1800 alla SIAE se vuole embeddare dei video da YouTube? <strong>perchè è di questo che stiamo parlando</strong>, troppo facile prendere ad esempio grandi network che fatturano centinaia di migliaia di euro all&#8217;anno e per i quali quei 1800 euro sono solo l&#8217;ennesima tassa da pagare e da prevedere in un budget,<em> troppo facile puntare il dito sul profitto e fare finta di non sapere come è composto in realtà il mercato che si sta cercando di tassare.</em></p>
<p>Dal canto nostro continuiamo la <a href="http://leganerd.com/2011/10/28/lega-nerd-rimuove-tutti-i-video-dal-suo-sito-per-protesta-contro-la-siae/" >nostra protesta passiva</a> che ha portato alla rimozione di fatto di tutti i video dai nostri oltre 26000 articoli.</p>
<p>Lo facciamo perché crediamo che ci sia bisogno di un segnale forte, speranzosi che anche altri siti seguano il nostro esempio: il punto non è che Lega Nerd lucra dai video che embedda, il punto è che Lega Nerd, e tutti gli altri siti, pubblicizzano e spingono i video che embedda da YouTube <strong>che sono in realtà ben monetizzati da YouTube stessa</strong>, attraverso l&#8217;inserimento di banner e spot all&#8217;interno degli stessi video.</p>
<p>Rimane quindi per noi inaccettabile il pagamento di una tassa su dei video nei fatti monetizzati direttamente da YouTube e <strong>chiediamo ancora una volta che la SIAE faccia un passo indietro</strong> per lo meno escludendo gli embed da questa sua politica di tassazione.</p>
<p>E a questo punto ci rivolgiamo a YouTube chiedendogli:</p>
<p>1) Quanto paga alla SIAE annualmente per diritti musicali sui video che pubblica?<br />
2) Quanto questa tassa è influenzata dal traffico che effettivamente genera?<br />
3) Quanto il traffico di Youtube in Italia proviene dagli embed?<br />
4) Cosa comporterebbe per YouTube l&#8217;eliminazione di fatto degli embed in Italia per tutti i siti che non abbiamo pagato la tassa SIAE?<br />
5) Qual&#8217;è la posizione di YouTube su tutta questa vicenda?</p>
<p>Abbiamo letto solo <a href="http://www.webnews.it/2011/10/28/trailer-affair-youtube-garante-embed/" >una intervista in cui YouTube si dichiarava &#8220;garante dei propri embed&#8221;</a>&#8230; <strong>l&#8217;esatto contrario poi dichiarato da SIAE sulla questione</strong>, ci aspettiamo quindi una risposta chiara da Google / YouTube su questo aspetto e rimaniamo fiduciosi in una soluzione sensata.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><div class="dida_right">Sveglia Blogosfera!</div>Utilizzate i nostri strumenti di sharing e fate girare questo articolo, non abbiamo i mezzi dei grandi network, non parliamo per comunicati stampa, non pubblichiamo interviste esclusive, ma una cosa la sappiamo fare bene su Lega Nerd: comunicare e diventare braccio di una community vera, che rappresenta l&#8217;internet vera che ancora ci piace tanto, quella fatta da piccoli editori indipendenti e appassionati che hanno costruito la base su cui si poggia il grande business che oggi esiste e che piace tanto alla SIAE. </p>
<p>Sveglia Blogosfera!</p>
<p> <img src='http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/ln-smilies//resistance.png' alt=':res:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come far tornare decente Google Reader</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 10:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lega Nerd]]></category>
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		<description><![CDATA[Google ha da poco rilasciato il nuovo redesign di Google Reader che riprende le linee e stile generale introdotto prima su Google+ e quindi su tutti gli altri suoi prodotti. A me in generale questo nuovo stile piace molto, minimale, bianco e nero, accenti colorati nei posti giusti&#8230; è ok. Non fosse però che stanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044609.gif" /></div></p>
<p>Google ha da poco rilasciato il nuovo redesign di Google Reader che riprende le linee e stile generale introdotto prima su Google+ e quindi su tutti gli altri suoi prodotti.</p>
<p>A me in generale questo nuovo stile piace molto, minimale, bianco e nero, accenti colorati nei posti giusti&#8230; è ok.</p>
<p>Non fosse però che stanno facendo un uso eccessivo dello &#8220;spazio bianco&#8221; che senz&#8217;altro aiuta la leggibilità, ma in questo caso uccide gli spazi del sito: su Google Reader lo spazio verticale usato di base è folle, si è lasciato al contenuto veramente troppo poco spazio e su risoluzioni medio basse rimane praticamente mezza pagina per il contenuto, è inaccettabile.</p>
<p>Ecco quindi arrivare in nostro aiuto Stylish, una comodissima estensione <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/stylish/?src=external-userstyleshome" >per Firefox</a> e <a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/fjnbnpbmkenffdnngjfgmeleoegfcffe" >per Chrome</a> che ci permette di modificare i CSS di un sito, sostituendoli o integrandoli con nuovi fatti ad hoc.</p>
<p>- <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/stylish/?src=external-userstyleshome" >Stylish per Firefox</a><br />
-  <a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/fjnbnpbmkenffdnngjfgmeleoegfcffe" >Stylish per Chrome</a></p>
<p>Una volta installato Stylish sul nostro browser preferito ecco che potremo aggiungere uno stile personalizzato per Google Reader, ne stanno arrivando svariati, ma quello che uso io è per ora il più compatto:</p>
<p>- <a href="http://userstyles.org/styles/55559/google-reader-minimal" >Google Reader+ Minimal</a></p>
<p>Si perde la ricerca, ma a me interessa poco visto che non la uso mai&#8230; il risultato sarà un Google Reader bello compatto e molto più incentrato sul contenuto invece che sull&#8217;interfaccia.</p>
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		<title>Carlo Verdone e gli altri su Trailer e SIAE</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 11:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[AGIS]]></category>
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		<category><![CDATA[Carlo Verdone]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[nosiae]]></category>
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		<description><![CDATA[Carlo Verdone sulla questione SIAE e video online: &#8220;Il trailer non è un furto, ma una promozione fondamentale&#8221; “La Siae dovrebbe interpretare con “buon senso” la presenza di trailer cinematografici e le loro rispettive musiche che li accompagnano in alcuni siti molto visitati. Mai come in questo momento il cinema ha bisogno di lancio pubblicitario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044560.jpeg" /></div></p>
<p><strong>Carlo Verdone</strong> sulla questione SIAE e video online: <a href="http://www.cinemotore.com/?p=3226" >&#8220;Il trailer non è un furto, ma una promozione fondamentale&#8221;</a></p>
<p><blockquote>“La Siae dovrebbe interpretare con “buon senso” la presenza di trailer cinematografici e le loro rispettive musiche che li accompagnano in alcuni siti molto visitati.</p>
<p>Mai come in questo momento il cinema ha bisogno di lancio pubblicitario per riportare in sala il 40% di spettatori latitanti.</p>
<p>E  la presenza di trailer  è un tentativo più che comprensibile , da parte dei distributori e produttori, di poter sperare di portare al cinema più pubblico possibile.</p>
<p>Scoraggiare la messa on line di un trailer per un  piccolo distributore è un grosso danno. Certamente se si applica la legge perfettamente si finisce per rinunciarci. Ma allora se la si applica (faccio un esempio) quanti diritti dovrei chiedere io per circa tre milioni di scene postate da fan su youtube , spesso con musica annessa?.   Quanto dovrei  chiedere ad alcune radio private che da anni aprono le loro trasmissioni la mattina con intere scene di alcuni miei film?.</p>
<p>Comunque per tornare al trailer, non lo vedo come un furto ma come una promozione fondamentale per suscitare interesse ad andare a staccare il biglietto per entrare in una  sala cinematografica”. <a href="http://www.cinemotore.com/?p=3226" >via</a></blockquote></p>
<p>Bravo Carlo. </p>
<p>Ma Carlo Verdone non è certo l&#8217;unico a pensarla così nel mondo del cinema:</p>
<p>&nbsp;
<p><strong>Luca Miniero </strong>regista di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord:</p>
<blockquote><p>”A me sembra una follia. Non è possibile confondere gli obiettivi promozionali con lo sfruttamento dei diritti. E come sempre la Siae, alla quale siamo tutti iscritti, si preoccupa di inviare la rivista e mai una informazione importante sulle decisioni che sta prendendo. Di certo una decisione che dovesse essere seguita danneggerebbe tutto il sistema promozionale del cinema, con maggiori problemi con i film che hanno meno soldi. Aggiungo poi che, anche se involontariamente, questa scelta sembra appartenere alla medesima mentalità che cerca di mettere sotto attacco il web, per limitarne le potenzialità”. <a href="http://www.asca.it/news-CINEMA__TASSA_SUI_TRAILER__MINIERO____A_ME_SEMBRA_UNA_FOLLIA__-1062323-att-.html" >via</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;
<p>
La produttrice <strong>Federica Lucisano</strong>:</p>
<blockquote><p>”Ignobile a dir poco. Non tutela il diritto d’autore (si scarica gratis tutto) e fanno pagare il trailer? Oltre il danno la beffa! Vergogna!” <a href="http://www.asca.it/news-CINEMA__FEDERICA_LUCISANO____IGNOBILE___TASSA_SUI_TRAILER-1062329-att-.html" >via</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;
<p>
Il regista e sceneggiatore <strong>Paolo Virzì</strong>:</p>
<blockquote><p>“Voglio pensare che sia solo una distorsione giornalistica. Altrimenti sarebbe un’iniziativa più insensata che goffa. Dimostrerebbe di esser stata concepita da chi non ha idea di cosa sia la Rete. E finirebbe suo malgrado per danneggiare la circolazione e la promozione dei film”. <a href="http://www.asca.it/news-CINEMA__TRAILER_A_PAGAMENTO__VIRZI___SPERO_DISTORSIONE_GIORNALISTICA-1062344-att-.html" >via</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;
<p>
<strong>Massimo Boldi</strong>:</p>
<blockquote><p>”La tassa che la SIAE vuole applicare sui trailer dei film è ingiusta e non costituzionale, capisco che internet è diventato un inferno per tutti dove non ci sono regole e chiunque può metter bocca dicendo qualsiasi cosa le passi per la testa, ma chi ci lavora con internet non può essere penalizzato e messo alla pari con qualsiasi capace di metter le mani sulla tastiera. Perchè invece la SIAE non fa un accordo con le agenzie e le major e perseguiti invece chi fa abuso della musica e dei diritti d’autore con pene al limite della denuncia penale. (…) Speriamo che si possa trovare un accordo e regolamentare così il problema, perchè poi il problema c’è, anche se non si vede”. <a href="http://www.asca.it/news-CINEMA__TRAILER_A_PAGAMENTO__MASSIMO_BOLDI____TASSA_INGIUSTA__-1062349-att-.html" >via</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;
<p>
Il regista <strong>Carlo Vanzina</strong>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Mi sembra che la decisione di tassare un trailer in rete sia sbagliata, soprattutto è lesiva per la diffusione dei film in uscita tra il pubblico degli utenti cinematografici..&#8221; <a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/giuseppe-giulietti-opinioni/siae-diritti-autore-trailer-giulietti-1001196/" >via</a>
</p></blockquote>
<p>&nbsp;
<p>
Ricordo che potete seguire tutti i nostri articoli sulla questione SIAE con questo tag: <a href="http://leganerd.com/tag/nosiae/" >#NoSiae</a> e che la pagina principale della protesta è <a href="http://leganerd.com/nosiae" >leganerd.com/nosiae</a></p>
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		<item>
		<title>Come risolvere la questione SIAE dei trailer e video online</title>
		<link>http://leganerd.com/2011/10/30/come-risolvere-la-questione-siae-dei-trailer-e-video-online/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 13:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cominciano finalmente a parlarne anche i giornali: dal Corriere alla Repubblica hanno dato visibilità alla &#8220;questione SIAE&#8221; che in questi giorni sta facendo sollevare tante polemiche ed iniziative. Noi ci siamo immediatamente schierati eliminando dal nostro sito tutti i video, un&#8217;iniziativa che non serve certo a schivare il balzello di SIAE sulla pubblicazione di video [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044530.jpg" /></div></p>
<p>Cominciano finalmente a parlarne anche i giornali: dal <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/11_ottobre_28/siae-trailer-costo_3ad78900-015d-11e1-994a-3eab7f8785af.shtml" >Corriere</a> alla <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/29/news/trailer_web-24101677/" >Repubblica</a> hanno dato visibilità alla &#8220;questione SIAE&#8221; che in questi giorni sta facendo sollevare tante polemiche ed iniziative.</p>
<p>Noi ci siamo immediatamente schierati <a href="http://leganerd.com/2011/10/28/lega-nerd-rimuove-tutti-i-video-dal-suo-sito-per-protesta-contro-la-siae/#.Tq07qlZl1UM" >eliminando dal nostro sito tutti i video</a>, un&#8217;iniziativa che non serve certo a schivare <a href="http://leganerd.com/2011/10/28/siae-conferma-che-bisogna-pagare-per-mostrare-trailer-online" >il balzello di SIAE sulla pubblicazione di video su internet</a>, ma che <strong>serve a far capire quanto la redistribuzione dei piccoli e grandi blog di video in embed è importante per la diffusione di un video</strong>, sia esso un trailer o altro.</p>
<p>La nostra iniziativa arriva come forma estrema di protesta, altri siti si sono limitati ad elimanare i trailer dal loro sito, ma come ha già confermato la SIAE, la tassa si applica a qualunque video che contiene musica e addirittura è retroattiva: abbiamo quindi deciso di dare un segnale piuttosto che non fare nulla o semplicemente smettere di pubblicare trailer.</p>
<p>Da due giorni tutti i nostri 26.000 articoli riportano al posto dell&#8217;eventuale video embeddato un&#8217;immagine che rimanda alla pagina dedicata alla nostra protesta.</p>
<p>Lega Nerd è visitata ogni mese da 250.000 lettori che, magari in cerca di un video o di un trailer, ora arriveranno ad una pagina che spiega cosa sta succedendo in Italia.</p>
<p>Oltre a questo abbiamo fatto partire un hashtag trend su Twitter, spingendo l&#8217;hashtag #nosiae che in questi due giorni è stato retwittato letteralmente migliaia e migliaia di volte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="float:left;display:block;margin-right:10px;">Usate questo pulsante per retwittare:</div>
<p><a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="punt di vision" data-text="#nosiae Come risolvere la questione SIAE dei trailer e video online http://goo.gl/tDh4J" data-count="none" data-via="leganerd" data-lang="it">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></p>
<p><a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID837424651'), this, 'Mostra Approfondimento &#9660;', 'Nascondi Approfondimento &#9650;');">Mostra Approfondimento &#9660;</a></p>
<div id='SID837424651' style='display:none;'>
<p>&nbsp;</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://cdn.widgetserver.com/syndication/subscriber/InsertWidget.js"></script><script type="text/javascript">if (WIDGETBOX) WIDGETBOX.renderWidget('0976f41f-0fd5-4e8e-9fcc-5d900766545f');</script></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p>Ma tutto questo ovviamente non basta. </p>
<p><strong>Non mi aspetto che la SIAE semplicemente faccia marcia indietro</strong> eliminando questa tassa secondo noi completamente iniqua e ingiusta. Non credo sia possibile, sarebbe bello, ma mi pare irrealizzabile.</p>
<p>E allora come risolvere questa situazione?</p>
<p>La SIAE sbaglia per tanti motivi, <strong>ma quello più incredibile è la sua posizione riguardo gli embed.</strong></p>
<p>La SIAE <strong>non distingue</strong> infatti tra siti che ospitano i video in proprio e quelli che semplicemente pubblicano video ospitati da altri fornitori di contenuto (YouTube, Vimeo, Etc.) tramite la tecnica tanto usata dell&#8217;embed.</p>
<p>Questo errore incredibile ai nostri occhi deriva semplicemente dall&#8217;ignoranza evidente di chi si occupa e decide di questi argomenti <em>senza una conoscenza anche minima di come funziona il mezzo internet.</em></p>
<p>In particolare pare evidente che alla SIAE neanche conoscono i loro stessi accordi con player importanti come YouTube, che infatti ha già fatto notare un aspetto molto importante:</p>
<blockquote><p>Da sempre YouTube prende in grande considerazione la tutela del diritto d’autore, nelle sue diverse forme. Cinque anni fa abbiamo realizzato una sofisticata tecnologia che noi chiamiamo Content ID e che permette gratuitamente a tutti i legali proprietari di diritti d’autore, per opere audio e video, di controllare e tutelare i propri diritti su YouTube. Il sistema é in grado di rintracciare automaticamente sulla nostra piattaforma tutti i file audio e video coperti da copyright e rivendicati dagli aventi diritto per poi applicare la policy che loro stessi hanno definito all’interno di un ventaglio di opportunità: bloccare la riproduzione, tracciarla o monetizzarla.</p>
<p>Tra i partner di YouTube figurano anche anche case cinematografiche ed etichette che da tempo si avvalgono di questo sistema.</p>
<p><strong>Inoltre più di un anno fa abbiamo stretto un accordo in Italia con SIAE proprio per l’utilizzo della musica sulla nostra piattaforma video e per la tutela del diritto d’autore.</strong> Per questo riteniamo che oggi, attraverso gli accordi stipulati e gli strumenti tecnologici sviluppati all’interno della nostra piattaforma si possa operare in un contesto di collaborazione e vantaggio per le diverse parti coinvolte.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.webnews.it/2011/10/28/trailer-affair-youtube-garante-embed/#ixzz1cGjvMkzq" >via</a></p>
<p>Questo semplicemente significa che <strong>la SIAE già incassa fior di soldi da YouTube</strong> per la pubblicazione su internet di musica sulla loro piattaforma video, giusto o non giusto non sta a me dirlo, ma questo aspetto è determinante nella soluzione di tutta questa storia.</p>
<p>Come risolvere quindi?</p>
<p>Semplicemente <strong>distinguendo tra chi ospita e chi embedda un video su internet:</strong> <em>E&#8217; semplicemente folle che la SIAE richieda il pagamento del tanto odiato balzello a chi embedda un video di YouTube dopo che Youtube stessa paga la SIAE per quel video.</em></p>
<p>E&#8217; Youtube a guadagnare da quel video, non il sito che lo embedda, questo è un aspetto fondamentale.</p>
<p>La SIAE ha puntato fin da subito sulla questione imprenditoriale, marcando sul fatto che questi contenuti portano soldi a chi li pubblica, <em>ma sbaglia incredibilmente nel non fare nessun distinguo</em>, peccando ancora di un&#8217;odiosa ignoranza di come funziona YouTube e, in generale, la distribuzione video su Internet.</p>
<p>YouTube già da anni protegge in tutti i modi i produttori di contenuto e le major della musica attraverso svariati sistemi di protezione del copyright, compensando i detentori dei diritti attraverso una parte degli incassi pubblicitari che quegli stessi video portano nella casse di Google.</p>
<p>La SIAE già oggi riceve parte di quegli incassi grazie all&#8217;accordo fatto con YouTube.</p>
<p>Un video in embed è completamente gestito da YouTube: può eliminarlo perché contiene materiale protetto, può inserire un banner o uno spot prima del video per compensare i detentori dei diritti: chi embedda quel video si limita a creare un nuovo punto di visione per quel video, aumentandone la diffusione in maniera determinante e, alla fine, aumentando il guadagno per i detentori dei diritti di quel video / musica e, quindi, per la SIAE stessa.</p>
<p>Cosa voglio dire? voglio dire che <strong>embeddando un video di YouTube già adesso stiamo pagando la SIAE</strong>.</p>
<p>La soluzione a tutta questa vicenda è infine molto semplice. <strong>La SIAE deve specificare che il suo balzello riguarda unicamente chi ospita e trasmette in proprio un video contenente musica, non chi semplicemente embedda un video di YouTube.</strong></p>
<p>Chi dei grandi network e siti internet già ha creato una piattaforma video propria, con il fine di monetizzare il contenuto video, è giusto che stipuli un accordo con la SIAE come ha già fatto YouTube. </p>
<p>Chi invece semplicemente riporta contenuti pubblicati da altri tramite la tecnica dell&#8217;embed dovrebbe essere solo ringraziato da SIAE, in quanto contribuisce alla diffusione di video i cui diritti sono già monetizzati da tempo.</p>
<p>Spero vivamente che la SIAE faccia un bagno di umiltà, si aggiorni su come funziona internet e arrivi al più presto ad una soluzione sensata</p>
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		<title>Lega Nerd rimuove tutti i video dal suo sito per protesta contro la SIAE</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 12:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la conferma da parte della SIAE che è necessario il pagamento di una licenza/tassa per poter pubblicare sul proprio sito un trailer o un &#8220;video che contiene musica&#8221;, Lega Nerd ha deciso di eliminare da tutti i suoi oltre 26.000 articoli tutti i video embeddati attraverso le piattaforme Youtube e Vimeo, sono compresi quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044536.jpg" /></div></p>
<p>Dopo la <a href="http://leganerd.com/2011/10/28/siae-conferma-che-bisogna-pagare-per-mostrare-trailer-online">conferma da parte della SIAE</a> che è necessario il pagamento di una licenza/tassa per poter pubblicare sul proprio sito un trailer o un &#8220;video che contiene musica&#8221;, <strong>Lega Nerd ha deciso di eliminare da tutti i suoi oltre 26.000 articoli tutti i video</strong> embeddati attraverso le piattaforme Youtube e Vimeo, sono compresi quindi tutti i video musicali, trailer, filmati, o quant&#8217;altro abbiamo contribuito a diffondere negli ultimi due anni di attività.</p>
<p>Lega Nerd è letta ogni mese da oltre 250.000 lettori e contribuisce, anche attraverso la diffusione di video e trailer, alla diffusione della cultura cinematografica e alla pubblicità dei migliori film in uscita.</p>
<p>Riteniamo i trailer cinematografici una semplice ed efficace forma pubblicitaria <strong>il cui uso su internet dovrebbe essere incentivato e favorito, non certo monetizzato</strong>.</p>
<p>Riteniamo le ultime decisioni e accordi presi da SIAE e AGIS assolutamente contrari a questa filosofia e in generale all&#8217;intento stesso di un trailer: <strong>dovrebbero secondo noi essere le stesse case cinematografiche a ribellarsi a queste decisioni in quanto sono le prime ad avere un danno da tutto questo.</strong></p>
<p>Chiediamo a tutti voi di seguire il nostro esempio e di eliminare dai vostri siti tutti i trailer e video musicali per protesta verso queste decisioni. <img src='http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/ln-smilies//resistance.png' alt=':res:' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Siete liberi di utilizzare l&#8217;immagine presente in questo articolo come placeholder per i vostri video.</em></p>
<h3>Solo quando si capirà l&#8217;importanza che hanno i siti internet indipendenti nella diffusione di questi contenuti si capirà anche quanto sia importante promuoverne l&#8217;uso, non tassarne la pubblicazione.</h3>
<p>Ulteriori informazioni <a href="http://leganerd.com/2011/10/28/siae-conferma-che-bisogna-pagare-per-mostrare-trailer-online" >su questo post</a>.</p>
<p>Sharate questo link: <a href="http://leganerd.com/nosiae" >http://leganerd.com/nosiae</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><h3>Usate questo Hashtag: <a href="http://twitter.com/#!/search/%23nosiae" >#nosiae</a></h3></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><h3>Update da Youtube</h3><br />
<a href="http://www.webnews.it/2011/10/28/trailer-affair-youtube-garante-embed/" >Youtube fa sapere attraverso WebNews</a> che i suoi video sono già coperti da licenza SIAE regolare e che quindi non si dovrebbe incappare in nessun pagamento se si utilizza il suo embed classico (come facciamo noi da sempre).</p>
<p>Peccato che Stefania Ercolani, direttore dell’Ufficio Multimedialità della SIAE, <a href="http://punto-informatico.it/3319948/PI/Interviste/trailer-risposte-della-siae.aspx" ><strong>abbia detto l&#8217;esatto contrario sull&#8217;intervista rilasciata a Punto Informatico</strong></a>, rispondendo proprio ad una domanda diretta su questo punto.</p>
<p>Attendiamo quindi un chiarimento definitivo in questa vicenda sempre più assurda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><h3>Risposta ufficiale della SIAE</h3></p>
<blockquote><p>La polemica oggi presente su newsletter e blog riguardo ai diritti sulla musica contenuta nei trailer, accende il faro su una regola da sempre contenuta nella legge italiana e nei trattati internazionali, per cui se una musica viene utilizzata l’autore di quella musica ha diritto ad un compenso. La SIAE è solo lo strumento attraverso il quale questa regola viene fatta rispettare.</p>
<p>Ricordiamo brevemente il contesto. In questi giorni la SIAE ha invitato numerosi siti di trailer a carattere commerciale a regolarizzare la propria posizione poiché diffondere al pubblico colonne sonore senza aver assolto i diritti rappresenta una violazione della legge. Nell’interesse di tutta la filiera cinematografica (incluse le riviste on line che si dedicano all’audiovisivo) è importante diffondere la cultura del rispetto dei diritti degli autori anche su Internet.</p>
<p>I magazine e i blog cinematografici on line e gli altri siti aumentano la loro attrattività verso gli utenti (e quindi verso gli inserzionisti pubblicitari) arricchendo con i trailer e con la musica in genere i loro contenuti. È una bella opportunità offerta dal digitale con costi che, grazie alle soluzioni tecnologiche disponibili, come embedding e deep link, sono ormai alla portata di moltissimi siti e blog. In questo modo la rete è un vivaio di iniziative e di idee ed è anche un motore di sviluppo economico. Chi riesce ad azzeccare l’idea commercialmente più valida e a veicolarla ad un pubblico sempre più vasto, ha la possibilità di beneficiare economicamente della sua attività e del suo spirito imprenditoriale.</p>
<p>La musica è chiaramente tra le materie prime dei contenuti audiovisivi come i trailer. Dov’è la sorpresa se un’impresa deve pagare quando si procura le materie prime per fare business? Grazie ai produttori e ai distributori cinematografici i trailer arrivano pronti all’uso ai siti e alle riviste on line che trattano dell’argomento. L’unico diritto da pagare è quello per le colonne sonore. Chi le utilizza dovrebbe trovare tutti i titolari delle varie musiche, ma con la licenza della SIAE gli utenti risolvono il problema con un unico pagamento.</p>
<p>La licenza della SIAE è quindi una soluzione pratica per chi vuole rispettare la legge.</p>
<p>La questione dei trailer e più in generale dei contenuti audiovisivi promozionali è stata trattata con l’AGIS e con l’ANICA, che rappresenta produttori e distributori, ovvero coloro che sono anche i proprietari originali dei trailer.</p></blockquote>
<p><em>È una bella opportunità</em> ci dicono. Dovremmo ringraziare che ci fanno pagare così poco ci dicono. Dovremmo ringraziare che abbiamo la possibilità di usufruire di contenuti già pronti per i nostri utenti ci dicono&#8230; Con soli 1800 euro all&#8217;anno possiamo mostrarvi i trailer dei film, un affare incredibile che noi stupidi <em>impreditori del web</em> non capiamo secondo la SIAE. </p>
<p>Lasciamo a voi ogni commento. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><h3>Aggiornamento della SIAE</h3></p>
<blockquote><p>28-Ott-2011 Alcune precisazioni</p>
<p>La Siae e i diritti della musica nei trailer<br />
Come sempre la SIAE guarda con attenzione alla rete e le reazioni sulla questione musica nei trailer hanno suscitato alcune riflessioni, soprattutto su certi punti:<br />
1) I produttori dell’ANICA, che sono i proprietari dei trailer, pagano alla SIAE i compensi per l’uso della musica. La Licenza che hanno negoziato tre anni fa con la SIAE è comunque successiva al contratto standard per i Video on Demand. Questo tipo di licenza (www.siae.it ), che la SIAE ha pubblicato nel 2005, riguarda tutti i contenuti audiovisivi. La licenza è stata offerta &#8211; a seguito di controlli documentati &#8211; a quei siti commerciali di trailer che finora hanno evitato di rispettare i diritti sulla musica.<br />
2)	La tariffa attuale copre fino a un massimo di 10 ore di musica che, per trailer di 15-30 secondi, significa poter inserire nel sito fino a 200 trailer contemporaneamente.<br />
3)	I compensi sono parametrati sui siti commerciali, che vendono pubblicità e fanno business sui contenuti. Ed è a queste imprese che la SIAE si è rivolta per chiedere il rispetto del diritto d’autore.<br />
4)	I maggiori quotidiani in rete hanno da anni una licenza della SIAE che copre la musica nei trailer e altri contenuti musicali, anche se questi non sono la parte principale della loro della loro offerta al pubblico.</p></blockquote>
<p>200 trailer da 30 secondi sono 100 minuti, non certo 10 ore, <strong>non riuscite neanche a fare un semplice conto alla Siae?</strong> inoltre si era detto che sotto i 45 secondi doveva valere un diverso regolamento&#8230; e ancora: la regola o vale per tutti o per nessuno, oppure specificate, attualmente tutti i siti sono illegali, vivono nell&#8217;illegalità sperando di non essere contattati, una follia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SIAE conferma che bisogna pagare per mostrare trailer online</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 11:19:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[UPDATE: Lega Nerd rimuove tutti i video dal suo sito per protesta contro la SIAE Dopo aver cercato di fare chiarezza (inutilmente) nell&#8217;articolo di ieri, ecco che un&#8217;intervista su Punto Informatico riporta finalmente la versione ufficiale di SIAE sulla questione. A rispondere a Punto Informatico è Stefania Ercolani, direttore dell&#8217;Ufficio Multimedialità della SIAE, che in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044530.jpg" /></div></p>
<p><strong>UPDATE: <a href="http://leganerd.com/2011/10/28/lega-nerd-rimuove-tutti-i-video-dal-suo-sito-per-protesta-contro-la-siae/">Lega Nerd rimuove tutti i video dal suo sito per protesta contro la SIAE</a></strong></p>
<p>Dopo aver cercato di fare chiarezza (inutilmente) nell&#8217;<a href="http://leganerd.com/2011/10/26/siae-e-agis-ci-vogliono-fare-pagare-anche-i-trailer-su-internet/" >articolo di ieri</a>, ecco che <a href="http://punto-informatico.it/3319948/PI/Interviste/trailer-risposte-della-siae.aspx" >un&#8217;intervista su Punto Informatico</a> riporta finalmente la versione ufficiale di SIAE sulla questione.</p>
<p>A rispondere a Punto Informatico è Stefania Ercolani, direttore dell&#8217;Ufficio Multimedialità della SIAE, che in pratica non solo conferma che chiunque pubblichi sul proprio sito deve pagare la ormai famosa licenza da 450€ a trimestre, ma che è anche indifferente il metodo tecnologico con il quale si effettua tale pubblicazione:</p>
<p><blockquote>Le modalità tecnologiche di comunicazione dei contenuti audiovisivi sono indifferenti. Per quanto riguarda la responsabilità per diritto d&#8217;autore risulta indifferente se ciò avviene attraverso embedding o inserimento nel sito o se il sito ospita direttamente il video nella propria banca dati. [...] </blockquote></p>
<p>Non solo, ma pare che questa licenza, chiamata <em>Video on Demand</em> sia in generale applicabile per qualunque video contenente musica:</p>
<p><blockquote>La licenza Video on Demand riguarda tutti i contenuti video che contengono musica.</blockquote></p>
<p>La intervista si conclude con un avvertimento della SIAE: se verrete contattati per il pagamento della licenza, non basterà togliere i video per non pagare: dovrete in ogni caso pagare la licenza per l&#8217;anno in corso e poi eventualmente togliere i video per non doverla pagare il prossimo anno:</p>
<p><blockquote>[...] Abbiamo quindi condotto un monitoraggio dei principali siti di movie magazine e simili e, in base alla documentazione specifica che abbiamo acquisito, sono state inviate lettere invitando i titolari di questi siti a sottoscrivere la licenza, regolarizzando così la loro posizione. Nell&#8217;invito sono anche fornite tutte le informazioni necessarie e, ove richiesto, ci sono stati incontri per una migliore comprensione delle singole situazioni. </p>
<p>Resta il fatto che <strong>gli utilizzi documentati devono essere compensati per l&#8217;anno in corso.</strong> Se poi i siti lo riterranno, potranno sottrarsi dall&#8217;obbligo rimuovendo i contenuti con musica a partire dall&#8217;anno prossimo. Il nostro invito rappresenta anche l&#8217;occasione per evitare le sanzioni di legge, poiché la licenza deve essere chiesta preventivamente e non successivamente all&#8217;uso della musica.</blockquote></p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/3319948/PI/Interviste/trailer-risposte-della-siae.aspx" >Intervista completa su Punto Informatico</a></p>
<p>La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno nella già allucinante situazione giuridica italiana riguardante internet: non so se avete ancora capito, ma la SIAE ha confermato ufficialmente con quella intervista che per pubblicare su internet un trailer, cioè una pubblicità, non scordiamolo, è necessario pagare una licenza.</p>
<p>Sorvolando sulla questione diritti di autore e tutto il resto, troviamo veramente assurda questa decisione e questa posizione di SIAE, che ovviamente non potendo verificare tutta internet stà semplicemente andando a battere cassa sui siti più conosciuti lasciando tutti nel terrore di ricevere la comunicazione di dovuto pagamento.</p>
<p>Non sono ancora chiari molti punti, ma il senso ormai l&#8217;abbiamo capito. Su Lega Nerd stiamo valutando come fare, in ogni caso è molto probabile che elimineremo al più presto tutti i trailer dal sito, se non altro come forma di protesta anche contro alla AGIS che forse non si rende conto di quanto i trailer siano una forma di pubblicità diretta importantissima per l&#8217;industria del cinema che rappresenta e quindi <strong>la loro diffusione su internet andrebbe incentivata, non certo monetizzata!</strong></p>
<p><strong>UPDATE: <a href="http://leganerd.com/2011/10/28/lega-nerd-rimuove-tutti-i-video-dal-suo-sito-per-protesta-contro-la-siae/">Lega Nerd rimuove tutti i video dal suo sito per protesta contro la SIAE</a></strong></p>
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		<title>SIAE e AGIS ci vogliono fare pagare anche i trailer su internet?</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 09:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esiste un limite all&#8217;ignoranza e alla stupidità dell&#8217;ondata di nuove norme e leggi che stanno cercando, da anni, di regolamentare e monetizzare internet? a quanto pare no. Veniamo a sapere oggi su Horror.it che A seguito dei nuovi accordi tra SIAE e AGIS, ogni sito web che pubblica trailer è tenuto alla sottoscrizione di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044499.jpg" /></div></p>
<p>Esiste un limite all&#8217;ignoranza e alla stupidità dell&#8217;ondata di nuove norme e leggi che stanno cercando, da anni, di regolamentare e monetizzare internet? a quanto pare no.</p>
<p>Veniamo a sapere oggi su <a href="http://www.horror.it/a/2011/10/trailer-a-pagamento-sui-siti-web/" >Horror.it</a>  che </p>
<p><blockquote>A seguito dei nuovi accordi tra SIAE e AGIS, ogni sito web che pubblica trailer è tenuto alla sottoscrizione di una licenza SIAE che impone il pagamento di 450 Euro a trimestre per la pubblicazione di un massimo di trenta trailer.</blockquote></p>
<p>In pratica se vuoi fare vedere un trailer,<strong> cioè una pubblicità</strong>, sia bene inteso, sul tuo sito, <strong>devi pagare.</strong></p>
<p>1350 euro all&#8217;anno per far vedere 90 trailer. Oppure anche solo 450 per farne vedere uno, ma poi ne puoi fare vedere altri 29 &#8220;gratis&#8221; se vuoi eh&#8230;</p>
<p>Inutile descrivere l&#8217;assurdità totale della cosa: questi ci chiedono di pagare per mostrare degli spot sui nostri siti, a prescindere da tutto: sei online? hai un sito? hai messo un trailer? <strong>paga.</strong></p>
<p>Ne stanno parlando:<br />
- <a href="http://www.horror.it/a/2011/10/trailer-a-pagamento-sui-siti-web/" >Horror.it</a><br />
- <a href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/15745/rimossi-i-video-fine-dei-trailer-sul-web/" >Fantascienza.com</a><br />
- <a href="http://www.fantasymagazine.it/notizie/15623/fantasymagazine-sospende-i-video/" >FantasyMagazine.it</a><br />
- <a href="http://siamogeek.com/2011/10/ladri/" >SiamoGeek.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Update da <a href='http://leganerd.com/people/follia/' rel='nofollow'>@Follia</a> pubblicato <a href="https://plus.google.com/101856943762597998838/posts">su Google+</a></strong></p>
<p><h3>Riflessione sulla storia Siae e Trailer</h3></p>
<p>Ordunque mi accingo a cercar di far luce sulla ennesima stronzata che circola per il web&#8230; premessa: odio la siae nella sia interezza.</p>
<p><em>NOTIZIA: La siae mette a pagamento i trailer AIUTOOOO AIUTOOO</em></p>
<p>il testo riportato per questa notizia, tratto dalla siae è il seguente: </p>
<blockquote><p>Qualunque utilizzazione di un’opera cinematografica o assimilata su rete telematica deve essere autorizzata dal titolare del diritto, che in genere è il produttore o chi ha acquisito da lui i diritti in base ad un contratto.</p>
<p>La stessa regolamentazione vale anche per le opere su supporti off-line (videocassette, DVD, CD-ROM, ecc.) e per l’utilizzo di frammenti in opere multimediali (CD-I).</p>
<p>In tutti questi casi, oltre ad avere l’autorizzazione del produttore cinematografico o audiovisivo, l’utilizzatore deve anche corrispondere l’equo compenso a favore degli autori di opere cinematografiche ed assimilate (regista, soggettista e sceneggiatore), da negoziare con la SIAE (artt. 46bis e 18bis della L.d.A. n. 633/1941 e successive modificazioni).</p>
<p>Per i portali e i siti che offrono opere cinematografiche o audiovisive, quali film, cartoni animati, fiction, documentari, ecc., unitamente alla licenza per l’uso della colonna sonora, la SIAE prevede tariffe per le distinte forme di utilizzazione via Internet, pubblicate insieme alle modalità per il pagamento nel contratto destinato ai Multimedia Service Provider (MSP).
</p></blockquote>
<p>Il fatto che la collettività abbia pensato solo ai trailer mi fa molto sorridere perchè se analizziamo semanticamente questo pezzo di notizia (di cui faccio notare che non è neanche riportata una data, ne di attuazione, ne di pubblicazione) essa comprende TUTTI i tipi di video. </p>
<p>Ovvero, oramai i video si sono molto evoluti, ci sono produzioni amatoriali che comunque rappresentano reali opere audiovisive complete di titoli, colonna sonora e regia, ergo se questa notizia fosse veramente TERRIBILMENTE sopprimente, come dicono tutti i commenti che ho letto in giro, anche un mio audiovisivo in cui mi gratto per 10 minuti di fila, sarebbe soggetto a questa regolamentazione. </p>
<p>Ora capisco che non è cosa da tutti i giorni interessarsi delle notizie SIAE, ma è inutile cadere dal pero: i diritti ci sono SEMPRE STATI sui trailer (pezzi di produzioni cinematografiche) e sulle musiche cinematografiche.</p>
<p>Ma cerchiamo di leggere le cose come devono essere lette in questo pezzo tratto dalla siae che non c&#8217;entra una ceppa con i trailer in particolare, ma con i video in generale:<br />
utilizzazione , portali o siti che offrono materiale cinematografico e multimedia service provider </p>
<p>Per utilizzo si intende prendere del materiale per farne qualcosa. Se prendo un pezzo di film per farne un video mio personale, cover, parodia ecc ecc o semplicemente se lo scarico per poi ricaricarlo su un mio spazio, DEVO E AVREI SEMPRE DOVUTO, chiedere l&#8217;autorizzazione a farlo, pagando il prezzo pattuito per questo uso. </p>
<p>Per offrono materiale cinematografico si intende offrire, mettere a disposizione per l&#8217;utilizzo e la fruizione a scopo personale o non di film o video. Anche per questo è SEMPRE esistita una normativa che prevede una autorizzazione a monte per farlo. </p>
<p>E per msp si intende le compagnie che gestiscono servizi multimediali, internet e comunicazioni e/o server dove sono allocati questi video. Anche per questo, ci sono SEMPRE state autorizzazioni da rispettare. </p>
<p>CHIARIMENTO in pratica non è cambiato assolutamente un emerito cazzo da come stavano le cose prima, questo tipo di riorganizzazione dei diritti è una cosa che aleggia da sempre e che dovrebbe essere sempre e comunque rispettata. </p>
<p>Sicuramente se i controlli si faranno ferrei, sarà molto più difficile pubblicare video su il tutubo, opere integralmente o in parte coperte da diritti.<br />
Se la PIXAR c&#8217;ha un suo canale ufficiale e sotto intesa la sua volontà di diffusione delle opere lasciando aperta la possibilità di utilizzare link.<br />
Se prendete un link ufficiale e lo pubblicate sul vostro sito non vi è la lesione di un diritto, vi è una diffusione di materiale. Dovrebbe esserci comunque un consenso da parte dell&#8217;autore del materiale stesso, ma non state utilizzando ma semplicemente pubblicando o diffondendo qualcosa che non è materialmente su un vostro server se non in forma di collegamento. Se il VIDEO si trova materialmente allocato in un luogo di legittima proprietà del titolare originario dei diritti e viene raggiunto attraverso un sistema di link autorizzato, il problema non sussiste.<br />
Se prendete, scaricate il video, lo ricaricate su un vostro server, SI. </p>
<p>Vorrei che fosse chiaro che la SIAE copre e protegge(sic.) i diritti e chiede il loro pagamento SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per le opere relative agli associati che hanno versato la quota all&#8217;interno della siae o delle associazioni internazionali ad essa collegate. </p>
<p>Quindi siete ancora liberi di utilizzare o semplicemente pubblicare il mio ipotetico e quantomai favolosissimo, film di 10 minuti di grattata d&#8217;ascella perchè alla siae non gli dò un soldo. </p>
<p>Riporto per concludere un altro pezzo tratto dalla stessa SIAE e dalle leggi del diritto d&#8217;autore: </p>
<p>L’utilizzazione di brani o frammenti di opere cinematografiche o assimilate è libera solo nei casi in cui sia effettuata &#8220;per scopi di critica, discussione o insegnamento nei limiti giustificati da tali finalità e purché non costituisca concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera&#8221;, come previsto dall’art. 70 della L.d.A. n.633/1941 e dall’art. 22 del relativo Regolamento di esecuzione.</p>
<p>IN SINTESI Branco di pecore che non leggete con la vostra fottuta testa. </p>
<p>Il riferimento normativo sui pagamenti dei trailer non si trova come non si trova neanche questo fantomatico accordo tra AGIS e SIAE.<br />
Leggendo tra i forum, pare&#8230; PARE che la notizia risalga a gennaio e che fosse restrittiva ad esercenti di cinema, a quali chiedo conferma (o mi riserbo di chiederla se ne trovo l&#8217;occasione).<br />
NON vi è nessuna specifica &#8220;trailer&#8221; nei pezzi riportati sul sito siae.<br />
NON vi è nessun modulo di versamento diritti &#8220;trailer&#8221; sul sito siae. </p>
<p>Reale o meno che sia questa tassazione, NON è strettamente collegabile al pezzo di testo riportato e tratto dal sito SIAE, citato in molti post accusatori e in epigrafe al presente articolo.<br />
Ciò nonostante, a mio modestissimo e poco significativo parere, è abbastanza plausibile che tale pagamento sia dovuto a fronte di un utilizzo che prevede un (moooolto) ipotetico guadagno per le sale cinematografiche o i siti cinematografici.<br />
Ovvero: tu sala sfrutti un pezzo di film in anteprima per invogliare la gente a tornare nel tuo cinema<br />
tu sito internet sfrutti l&#8217;anteprima cinematografica per incrementare le visualizzazioni del tuo sito e delle relative pubblicità su cui trai profitto </p>
<p>In ogni caso, il prezzario siae in vigore dal 2004 prevede la pubblicazione su siti personali senza scopo di lucro, fino ad un massimo di 50 opere visive (immagini o fotografie!?) coperte da diritti, per 20 euro(o sassolini visto che non è proprio comprensibile se è un prezzo o un numero lanciato a caso nello schema) annui.<br />
E vi state a preoccupare per dei trailer del cazzo? Li avete pagati i diritti per i vostri inutili blog? </p>
<p>Ah.. e per la cronaca, quella grande stronzata che ritagliando una foto essa perde i diritti, è una grande stronzata, quindi smettete di mettere glitter e cuoricini a Edward Cullen che se si incazza (ah quanto avrebbe la mia stima se lo facesse) c&#8217;avete da vedervela con i suoi legali. </p>
<p>Non versate acqua sul fuoco. Il diritto d&#8217;autore è una cosa piuttosto complessa e un coltello dalla parte sbagliata. </p>
<p>Se trovate REALI modifiche al decreto legislativo sul diritto d&#8217;autore,relativamente a questa cosa, indicatemele perchè io nun l&#8217;ho trovate.</p>
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		<title>SIAE e AGIS ci vogliono fare pagare anche i trailer su internet?</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 09:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO: SIAE conferma che bisogna pagare per mostrare trailer online Veniamo a sapere oggi su Horror.it che A seguito dei nuovi accordi tra SIAE e AGIS, ogni sito web che pubblica trailer è tenuto alla sottoscrizione di una licenza SIAE che impone il pagamento di 450 Euro a trimestre per la pubblicazione di un massimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044499.jpg" /></div></p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO: <a href="http://leganerd.com/2011/10/28/siae-conferma-che-bisogna-pagare-per-mostrare-trailer-online/">SIAE conferma che bisogna pagare per mostrare trailer online</a></strong></p>
<p>Veniamo a sapere oggi su <a href="http://www.horror.it/a/2011/10/trailer-a-pagamento-sui-siti-web/" >Horror.it</a>  che </p>
<p><blockquote>A seguito dei nuovi accordi tra SIAE e AGIS, ogni sito web che pubblica trailer è tenuto alla sottoscrizione di una licenza SIAE che impone il pagamento di 450 Euro a trimestre per la pubblicazione di un massimo di trenta trailer.</blockquote></p>
<p>In pratica se vuoi fare vedere un trailer,<strong> cioè una pubblicità</strong>, sia bene inteso, sul tuo sito, <strong>devi pagare.</strong></p>
<p>Ne stanno parlando:<br />
- <a href="http://www.horror.it/a/2011/10/trailer-a-pagamento-sui-siti-web/" >Horror.it</a><br />
- <a href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/15745/rimossi-i-video-fine-dei-trailer-sul-web/" >Fantascienza.com</a><br />
- <a href="http://www.fantasymagazine.it/notizie/15623/fantasymagazine-sospende-i-video/" >FantasyMagazine.it</a><br />
- <a href="http://siamogeek.com/2011/10/ladri/" >SiamoGeek.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Segue chiarimento di <a href='http://leganerd.com/people/follia/' rel='nofollow'>@Follia</a> pubblicato <a href="https://plus.google.com/101856943762597998838/posts">su Google+</a></strong></p>
<p><h3>Riflessione sulla storia Siae e Trailer</h3></p>
<p>Ordunque mi accingo a cercar di far luce sulla ennesima stronzata che circola per il web&#8230; premessa: odio la siae nella sia interezza.</p>
<p><em>NOTIZIA: La siae mette a pagamento i trailer AIUTOOOO AIUTOOO</em></p>
<p>il testo riportato per questa notizia, tratto dalla siae è il seguente: </p>
<blockquote><p>Qualunque utilizzazione di un’opera cinematografica o assimilata su rete telematica deve essere autorizzata dal titolare del diritto, che in genere è il produttore o chi ha acquisito da lui i diritti in base ad un contratto.</p>
<p>La stessa regolamentazione vale anche per le opere su supporti off-line (videocassette, DVD, CD-ROM, ecc.) e per l’utilizzo di frammenti in opere multimediali (CD-I).</p>
<p>In tutti questi casi, oltre ad avere l’autorizzazione del produttore cinematografico o audiovisivo, l’utilizzatore deve anche corrispondere l’equo compenso a favore degli autori di opere cinematografiche ed assimilate (regista, soggettista e sceneggiatore), da negoziare con la SIAE (artt. 46bis e 18bis della L.d.A. n. 633/1941 e successive modificazioni).</p>
<p>Per i portali e i siti che offrono opere cinematografiche o audiovisive, quali film, cartoni animati, fiction, documentari, ecc., unitamente alla licenza per l’uso della colonna sonora, la SIAE prevede tariffe per le distinte forme di utilizzazione via Internet, pubblicate insieme alle modalità per il pagamento nel contratto destinato ai Multimedia Service Provider (MSP).
</p></blockquote>
<p>Il fatto che la collettività abbia pensato solo ai trailer mi fa molto sorridere perchè se analizziamo semanticamente questo pezzo di notizia (di cui faccio notare che non è neanche riportata una data, ne di attuazione, ne di pubblicazione) essa comprende TUTTI i tipi di video. </p>
<p>Ovvero, oramai i video si sono molto evoluti, ci sono produzioni amatoriali che comunque rappresentano reali opere audiovisive complete di titoli, colonna sonora e regia, ergo se questa notizia fosse veramente TERRIBILMENTE sopprimente, come dicono tutti i commenti che ho letto in giro, anche un mio audiovisivo in cui mi gratto per 10 minuti di fila, sarebbe soggetto a questa regolamentazione. </p>
<p>Ora capisco che non è cosa da tutti i giorni interessarsi delle notizie SIAE, ma è inutile cadere dal pero: i diritti ci sono SEMPRE STATI sui trailer (pezzi di produzioni cinematografiche) e sulle musiche cinematografiche.</p>
<p>Ma cerchiamo di leggere le cose come devono essere lette in questo pezzo tratto dalla siae che non c&#8217;entra una ceppa con i trailer in particolare, ma con i video in generale:<br />
utilizzazione , portali o siti che offrono materiale cinematografico e multimedia service provider </p>
<p>Per utilizzo si intende prendere del materiale per farne qualcosa. Se prendo un pezzo di film per farne un video mio personale, cover, parodia ecc ecc o semplicemente se lo scarico per poi ricaricarlo su un mio spazio, DEVO E AVREI SEMPRE DOVUTO, chiedere l&#8217;autorizzazione a farlo, pagando il prezzo pattuito per questo uso. </p>
<p>Per offrono materiale cinematografico si intende offrire, mettere a disposizione per l&#8217;utilizzo e la fruizione a scopo personale o non di film o video. Anche per questo è SEMPRE esistita una normativa che prevede una autorizzazione a monte per farlo. </p>
<p>E per msp si intende le compagnie che gestiscono servizi multimediali, internet e comunicazioni e/o server dove sono allocati questi video. Anche per questo, ci sono SEMPRE state autorizzazioni da rispettare. </p>
<p>CHIARIMENTO in pratica non è cambiato assolutamente un emerito cazzo da come stavano le cose prima, questo tipo di riorganizzazione dei diritti è una cosa che aleggia da sempre e che dovrebbe essere sempre e comunque rispettata. </p>
<p>Sicuramente se i controlli si faranno ferrei, sarà molto più difficile pubblicare video su il tutubo, opere integralmente o in parte coperte da diritti.<br />
Se la PIXAR c&#8217;ha un suo canale ufficiale e sotto intesa la sua volontà di diffusione delle opere lasciando aperta la possibilità di utilizzare link.<br />
Se prendete un link ufficiale e lo pubblicate sul vostro sito non vi è la lesione di un diritto, vi è una diffusione di materiale. Dovrebbe esserci comunque un consenso da parte dell&#8217;autore del materiale stesso, ma non state utilizzando ma semplicemente pubblicando o diffondendo qualcosa che non è materialmente su un vostro server se non in forma di collegamento. Se il VIDEO si trova materialmente allocato in un luogo di legittima proprietà del titolare originario dei diritti e viene raggiunto attraverso un sistema di link autorizzato, il problema non sussiste.<br />
Se prendete, scaricate il video, lo ricaricate su un vostro server, SI. </p>
<p>Vorrei che fosse chiaro che la SIAE copre e protegge(sic.) i diritti e chiede il loro pagamento SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per le opere relative agli associati che hanno versato la quota all&#8217;interno della siae o delle associazioni internazionali ad essa collegate. </p>
<p>Quindi siete ancora liberi di utilizzare o semplicemente pubblicare il mio ipotetico e quantomai favolosissimo, film di 10 minuti di grattata d&#8217;ascella perchè alla siae non gli dò un soldo. </p>
<p>Riporto per concludere un altro pezzo tratto dalla stessa SIAE e dalle leggi del diritto d&#8217;autore: </p>
<p>L’utilizzazione di brani o frammenti di opere cinematografiche o assimilate è libera solo nei casi in cui sia effettuata &#8220;per scopi di critica, discussione o insegnamento nei limiti giustificati da tali finalità e purché non costituisca concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera&#8221;, come previsto dall’art. 70 della L.d.A. n.633/1941 e dall’art. 22 del relativo Regolamento di esecuzione.</p>
<p>IN SINTESI Branco di pecore che non leggete con la vostra fottuta testa. </p>
<p>Il riferimento normativo sui pagamenti dei trailer non si trova come non si trova neanche questo fantomatico accordo tra AGIS e SIAE.<br />
Leggendo tra i forum, pare&#8230; PARE che la notizia risalga a gennaio e che fosse restrittiva ad esercenti di cinema, a quali chiedo conferma (o mi riserbo di chiederla se ne trovo l&#8217;occasione).<br />
NON vi è nessuna specifica &#8220;trailer&#8221; nei pezzi riportati sul sito siae.<br />
NON vi è nessun modulo di versamento diritti &#8220;trailer&#8221; sul sito siae. </p>
<p>Reale o meno che sia questa tassazione, NON è strettamente collegabile al pezzo di testo riportato e tratto dal sito SIAE, citato in molti post accusatori e in epigrafe al presente articolo.<br />
Ciò nonostante, a mio modestissimo e poco significativo parere, è abbastanza plausibile che tale pagamento sia dovuto a fronte di un utilizzo che prevede un (moooolto) ipotetico guadagno per le sale cinematografiche o i siti cinematografici.<br />
Ovvero: tu sala sfrutti un pezzo di film in anteprima per invogliare la gente a tornare nel tuo cinema<br />
tu sito internet sfrutti l&#8217;anteprima cinematografica per incrementare le visualizzazioni del tuo sito e delle relative pubblicità su cui trai profitto </p>
<p>In ogni caso, il prezzario siae in vigore dal 2004 prevede la pubblicazione su siti personali senza scopo di lucro, fino ad un massimo di 50 opere visive (immagini o fotografie!?) coperte da diritti, per 20 euro(o sassolini visto che non è proprio comprensibile se è un prezzo o un numero lanciato a caso nello schema) annui.<br />
E vi state a preoccupare per dei trailer del cazzo? Li avete pagati i diritti per i vostri inutili blog? </p>
<p>Ah.. e per la cronaca, quella grande stronzata che ritagliando una foto essa perde i diritti, è una grande stronzata, quindi smettete di mettere glitter e cuoricini a Edward Cullen che se si incazza (ah quanto avrebbe la mia stima se lo facesse) c&#8217;avete da vedervela con i suoi legali. </p>
<p>Non versate acqua sul fuoco. Il diritto d&#8217;autore è una cosa piuttosto complessa e un coltello dalla parte sbagliata. </p>
<p>Se trovate REALI modifiche al decreto legislativo sul diritto d&#8217;autore,relativamente a questa cosa, indicatemele perchè io nun l&#8217;ho trovate.</p>
<p><strong>Chiarimento di <a href='http://leganerd.com/people/follia/' rel='nofollow'>@Follia</a> pubblicato <a href="https://plus.google.com/101856943762597998838/posts">su Google+</a></strong></p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO: <a href="http://leganerd.com/2011/10/28/siae-conferma-che-bisogna-pagare-per-mostrare-trailer-online/">SIAE conferma che bisogna pagare per mostrare trailer online</a></strong></p>
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		<title>KAU4MNK5GQWH</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 08:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scusate, questo post verrà cancellato, ma purtroppo è l&#8217;unico modo per aggiungere un feed a Technorati, quindi eccoci qua. Ciao, sono un post inutile che serve unicamente a fare vedere questo codice: KAU4MNK5GQWH Avrebbero potuto chiedere al mio papà di mettere un codice nei meta del sito come fa tutto il resto di internet, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044436.jpg" /></div></p>
<p><em>Scusate, questo post verrà cancellato, ma purtroppo è l&#8217;unico modo per aggiungere un feed a Technorati, quindi eccoci qua. </em></p>
<p>Ciao, sono un post inutile che serve unicamente a fare vedere questo codice:</p>
<p>KAU4MNK5GQWH</p>
<p>Avrebbero potuto chiedere al mio papà di mettere un codice nei meta del sito come fa tutto il resto di internet, ma quei simpaticoni di <em>Technorati</em> hanno fatto in modo che io nascessi.</p>
<p>Probabilmente verrò cancellato dopo che mio papà avrà finito con loro, nel caso salutate tutti, è stato bello farmi leggere da voi almeno una volta.</p>
<p>Lascio tutti i miei tag alla <a href="http://leganerd.com/tag/NSFW/" >sezione NSFW</a>, che Dio li benedica, brave persone.</p>
<p><em>Update!</em><br />
Se superati i 50 commenti mio papà ha detto che forse mi risparmia, quindi salvatemi! lasciate un commento! </p>
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		<title>Arriveranno le carte di identità di Facebook?</title>
		<link>http://leganerd.com/2011/10/16/arriveranno-le-carte-di-identita-di-facebook/</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 13:26:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facebook ha richiesto un trademark per l&#8217;uso del suo nome su biglietti da visita e carte d&#8217;identità, includendo un generico &#8220;printing service&#8221;. Questo potrebbe significare l&#8217;arrivo di carte d&#8217;identità / visita stampate da Facebook ed inviate ai propri iscritti per l&#8217;uso nella RL, le possibilità sono infinitie: - Semplici biglietti da visita personalizzabili, più copie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044373.jpeg" /></div></p>
<p>Facebook ha <a href="http://www.trademarkia.com/facebook-85440332.html" >richiesto un trademark per l&#8217;uso del suo nome su biglietti da visita</a> e carte d&#8217;identità, includendo un generico &#8220;printing service&#8221;.</p>
<p>Questo potrebbe significare l&#8217;arrivo di carte d&#8217;identità / visita stampate da Facebook ed inviate ai propri iscritti per l&#8217;uso nella RL, le possibilità sono infinitie:</p>
<p>- Semplici biglietti da visita personalizzabili, più copie<br />
- Singola &#8220;carta d&#8217;identità&#8221; utilizzabile per ottenere sconti, agevolazioni, ecc.<br />
- Carta di credito prepagata e associata ai propri Facebook credits utilizzabile per i pagamenti e al tempo stesso come carta di riconoscimento per sconti, ecc.</p>
<p>Il branding di Facebook è sempre più importante e farlo uscire dal mondo virtuale in questa maniera, facendolo arrivare anche nella vita di tutti i giorni al di fuori di internet è senza dubbio una mossa vincente a prescindere da quello che sceglieranno di fare.</p>
<p>Per ora il trademark fa un distinguo importante, non capisco bene il perché, <em>esclude per ora le carte magnetiche</em>: &#8220;and non-magnetically encoded identity cards&#8221;</p>
<p>Tra le opzioni che ho scritto la terza è quella che mi piace di più, ma è anche la più impegnativa da realizzare ovviamente.</p>
<p>Ho una carta di credito PayPal: non mi dispiacerebbe averne una di Facebook se offrisse anche altri vantaggi reali oltre ai semplice pagamenti.</p>
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		</item>
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		<title>Asteriskscam su Google Plus: Passed</title>
		<link>http://leganerd.com/2011/10/15/asteriskscam-su-google-plus-passed/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 23:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Dopo centinaia di articoli seri tento la trollata, ma i miei epic follower passano il test in modalità like a boss e senza mani.
Comunque la stessa funzione è attiva anche su Lega Nerd, ecco: ********. Figo eh?
&#62; &#8220;Sicurezza e Google&#8221;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044357.jpg" /></div></p>
<p>Dopo centinaia di articoli seri tento la trollata, ma i miei epic follower passano il test in modalità <strong>like a boss</strong> e senza mani.</p>
<p>Comunque la stessa funzione è attiva anche su Lega Nerd, ecco: ********. Figo eh?</p>
<p>> <a href="https://plus.google.com/117395748457451251195/posts/9xbXZsSkdoC" >&#8220;Sicurezza e Google&#8221;</a></p>
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		<item>
		<title>Trova le differenze</title>
		<link>http://leganerd.com/2011/10/13/trova-le-differenze/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 16:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Già nel nostro primo articolo su Google+ vi avevo detto che tutto il meccanismo delle &#8220;cerchie&#8221; veniva paro paro dagli &#8220;aspects&#8221; di Diaspora, un social network opensource in alpha da un paio di anni che sta cercando con grande fatica di finire lo sviluppo. Oggi è uscita la notizia che Diaspora è in cerca di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044335.jpg" /></div></p>
<p>Già nel <a href="http://leganerd.com/2011/07/de-google-e-de-su-fratelli/" >nostro primo articolo su Google+</a> vi avevo detto che tutto il meccanismo delle &#8220;cerchie&#8221; veniva paro paro dagli &#8220;aspects&#8221; di <a href="http://diasporafoundation.org" >Diaspora</a>, un social network opensource in alpha da un paio di anni che sta cercando con grande fatica di finire lo sviluppo.</p>
<p>Oggi è uscita la notizia che Diaspora è in cerca di fondi e accetta donazioni e così mi è venuta voglia di andare a riguardarlo un po&#8217;&#8230; surprise surprise! </p>
<p>L&#8217;immagine qua sopra è imbarazzante sia per Google che per Diaspora: si sono talmente tanto copiati a vicenda idee e design che sono ora praticamente sovrapponibili.</p>
<p>Se avete un account di Google+ vi chiedo di <a href="https://plus.google.com/u/0/117395748457451251195/posts/WZgCpELEJVx" >sharare questo mio post su Google+</a> a tal proposito, in modo da farlo un po&#8217; girare a casa di Google.</p>
<p>Credo che ogni altro commento a quell&#8217;immagine sia superfluo!</p>
<p>- <a href="http://diasporafoundation.org/" >Diaspora Foundation</a><br />
- <a href="https://joindiaspora.com/" >Join Diaspora</a><br />
- <a href="https://plus.google.com/" >Google Plus</a></p>
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		<title>Leaked / Steve Yegge: Google non riesce e non vuole essere una piattaforma</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 22:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da quando è nato Google+ che mi lamento, anzi, ci lamentiamo della poca integrazione con gli altri prodotti di Google e della sua stagnazione insopportabile, del fatto che le API latitano e che non c&#8217;è supporto per l&#8217;epansione e che non è neanche paragonabile con la piattaforma che ha messo in piedi Facebook. Pare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044319.jpeg" /></div></p>
<p>E&#8217; da quando è nato Google+ che mi lamento, anzi, ci lamentiamo della poca integrazione con gli altri prodotti di Google e della sua stagnazione insopportabile, del fatto che le API latitano e che non c&#8217;è supporto per l&#8217;epansione e che non è neanche paragonabile con la piattaforma che ha messo in piedi Facebook.</p>
<p>Pare che avessimo tutti ragione e che il problema sia Google nella sua interezza e non solo Google+</p>
<p>Oggi è venuto fuori un post di uno degli sviluppatori più anziani di Google, <a href="https://plus.google.com/110981030061712822816/posts" >Steve Yegge</a>, originariamente destinato ad uso interno, ma pubblicato per sbaglio come &#8220;public&#8221; su Google+ (how ironic!)&#8230;</p>
<p>Il risultato è uno degli articoli più interessanti che abbia letto da anni, vi porterà via un po&#8217; di tempo, ma se questi argomenti vi interessano, se vi interessa sapere un po&#8217; di retroscena di Amazon, Google e gli altri.. è tutta da leggere.</p>
<p>Mentre lo leggevo è stato cancellato, ho provato a fare un reshare su Google+, ma non è più disponibile, per fortuna avevo ancora il browser aperto e l&#8217;ho copiato.</p>
<p>Eccolo, non lo metto in quote per non renderlo illeggibile.</p>
<p><h3>Stevey&#8217;s Google Platforms Rant</h3></p>
<p>I was at Amazon for about six and a half years, and now I&#8217;ve been at Google for that long. One thing that struck me immediately about the two companies &#8212; an impression that has been reinforced almost daily &#8212; is that Amazon does everything wrong, and Google does everything right. Sure, it&#8217;s a sweeping generalization, but a surprisingly accurate one. It&#8217;s pretty crazy. There are probably a hundred or even two hundred different ways you can compare the two companies, and Google is superior in all but three of them, if I recall correctly. I actually did a spreadsheet at one point but Legal wouldn&#8217;t let me show it to anyone, even though recruiting loved it.</p>
<p>I mean, just to give you a very brief taste: Amazon&#8217;s recruiting process is fundamentally flawed by having teams hire for themselves, so their hiring bar is incredibly inconsistent across teams, despite various efforts they&#8217;ve made to level it out. And their operations are a mess; they don&#8217;t really have SREs and they make engineers pretty much do everything, which leaves almost no time for coding &#8211; though again this varies by group, so it&#8217;s luck of the draw. They don&#8217;t give a single shit about charity or helping the needy or community contributions or anything like that. Never comes up there, except maybe to laugh about it. Their facilities are dirt-smeared cube farms without a dime spent on decor or common meeting areas. Their pay and benefits suck, although much less so lately due to local competition from Google and Facebook. But they don&#8217;t have any of our perks or extras &#8212; they just try to match the offer-letter numbers, and that&#8217;s the end of it. Their code base is a disaster, with no engineering standards whatsoever except what individual teams choose to put in place.</p>
<p>To be fair, they do have a nice versioned-library system that we really ought to emulate, and a nice publish-subscribe system that we also have no equivalent for. But for the most part they just have a bunch of crappy tools that read and write state machine information into relational databases. We wouldn&#8217;t take most of it even if it were free.</p>
<p>I think the pubsub system and their library-shelf system were two out of the grand total of three things Amazon does better than google.</p>
<p>I guess you could make an argument that their bias for launching early and iterating like mad is also something they do well, but you can argue it either way. They prioritize launching early over everything else, including retention and engineering discipline and a bunch of other stuff that turns out to matter in the long run. So even though it&#8217;s given them some competitive advantages in the marketplace, it&#8217;s created enough other problems to make it something less than a slam-dunk.</p>
<p>But there&#8217;s one thing they do really really well that pretty much makes up for ALL of their political, philosophical and technical screw-ups.</p>
<p>Jeff Bezos is an infamous micro-manager. He micro-manages every single pixel of Amazon&#8217;s retail site. He hired Larry Tesler, Apple&#8217;s Chief Scientist and probably the very most famous and respected human-computer interaction expert in the entire world, and then ignored every goddamn thing Larry said for three years until Larry finally &#8212; wisely &#8212; left the company. Larry would do these big usability studies and demonstrate beyond any shred of doubt that nobody can understand that frigging website, but Bezos just couldn&#8217;t let go of those pixels, all those millions of semantics-packed pixels on the landing page. They were like millions of his own precious children. So they&#8217;re all still there, and Larry is not.</p>
<p>Micro-managing isn&#8217;t that third thing that Amazon does better than us, by the way. I mean, yeah, they micro-manage really well, but I wouldn&#8217;t list it as a strength or anything. I&#8217;m just trying to set the context here, to help you understand what happened. We&#8217;re talking about a guy who in all seriousness has said on many public occasions that people should be paying him to work at Amazon. He hands out little yellow stickies with his name on them, reminding people &#8220;who runs the company&#8221; when they disagree with him. The guy is a regular&#8230; well, Steve Jobs, I guess. Except without the fashion or design sense. Bezos is super smart; don&#8217;t get me wrong. He just makes ordinary control freaks look like stoned hippies.</p>
<p>So one day Jeff Bezos issued a mandate. He&#8217;s doing that all the time, of course, and people scramble like ants being pounded with a rubber mallet whenever it happens. But on one occasion &#8212; back around 2002 I think, plus or minus a year &#8212; he issued a mandate that was so out there, so huge and eye-bulgingly ponderous, that it made all of his other mandates look like unsolicited peer bonuses.</p>
<p>His Big Mandate went something along these lines:</p>
<p>1) All teams will henceforth expose their data and functionality through service interfaces.</p>
<p>2) Teams must communicate with each other through these interfaces.</p>
<p>3) There will be no other form of interprocess communication allowed: no direct linking, no direct reads of another team&#8217;s data store, no shared-memory model, no back-doors whatsoever. The only communication allowed is via service interface calls over the network.</p>
<p>4) It doesn&#8217;t matter what technology they use. HTTP, Corba, Pubsub, custom protocols &#8212; doesn&#8217;t matter. Bezos doesn&#8217;t care.</p>
<p>5) All service interfaces, without exception, must be designed from the ground up to be externalizable. That is to say, the team must plan and design to be able to expose the interface to developers in the outside world. No exceptions.</p>
<p>6) Anyone who doesn&#8217;t do this will be fired.</p>
<p>7) Thank you; have a nice day!</p>
<p>Ha, ha! You 150-odd ex-Amazon folks here will of course realize immediately that #7 was a little joke I threw in, because Bezos most definitely does not give a shit about your day.</p>
<p>#6, however, was quite real, so people went to work. Bezos assigned a couple of Chief Bulldogs to oversee the effort and ensure forward progress, headed up by Uber-Chief Bear Bulldog Rick Dalzell. Rick is an ex-Armgy Ranger, West Point Academy graduate, ex-boxer, ex-Chief Torturer slash CIO at Wal*Mart, and is a big genial scary man who used the word &#8220;hardened interface&#8221; a lot. Rick was a walking, talking hardened interface himself, so needless to say, everyone made LOTS of forward progress and made sure Rick knew about it.</p>
<p>Over the next couple of years, Amazon transformed internally into a service-oriented architecture. They learned a tremendous amount while effecting this transformation. There was lots of existing documentation and lore about SOAs, but at Amazon&#8217;s vast scale it was about as useful as telling Indiana Jones to look both ways before crossing the street. Amazon&#8217;s dev staff made a lot of discoveries along the way. A teeny tiny sampling of these discoveries included:</p>
<p>- pager escalation gets way harder, because a ticket might bounce through 20 service calls before the real owner is identified. If each bounce goes through a team with a 15-minute response time, it can be hours before the right team finally finds out, unless you build a lot of scaffolding and metrics and reporting.</p>
<p>- every single one of your peer teams suddenly becomes a potential DOS attacker. Nobody can make any real forward progress until very serious quotas and throttling are put in place in every single service.</p>
<p>- monitoring and QA are the same thing. You&#8217;d never think so until you try doing a big SOA. But when your service says &#8220;oh yes, I&#8217;m fine&#8221;, it may well be the case that the only thing still functioning in the server is the little component that knows how to say &#8220;I&#8217;m fine, roger roger, over and out&#8221; in a cheery droid voice. In order to tell whether the service is actually responding, you have to make individual calls. The problem continues recursively until your monitoring is doing comprehensive semantics checking of your entire range of services and data, at which point it&#8217;s indistinguishable from automated QA. So they&#8217;re a continuum.</p>
<p>- if you have hundreds of services, and your code MUST communicate with other groups&#8217; code via these services, then you won&#8217;t be able to find any of them without a service-discovery mechanism. And you can&#8217;t have that without a service registration mechanism, which itself is another service. So Amazon has a universal service registry where you can find out reflectively (programmatically) about every service, what its APIs are, and also whether it is currently up, and where.</p>
<p>- debugging problems with someone else&#8217;s code gets a LOT harder, and is basically impossible unless there is a universal standard way to run every service in a debuggable sandbox.</p>
<p>That&#8217;s just a very small sample. There are dozens, maybe hundreds of individual learnings like these that Amazon had to discover organically. There were a lot of wacky ones around externalizing services, but not as many as you might think. Organizing into services taught teams not to trust each other in most of the same ways they&#8217;re not supposed to trust external developers.</p>
<p>This effort was still underway when I left to join Google in mid-2005, but it was pretty far advanced. From the time Bezos issued his edict through the time I left, Amazon had transformed culturally into a company that thinks about everything in a services-first fashion. It is now fundamental to how they approach all designs, including internal designs for stuff that might never see the light of day externally.</p>
<p>At this point they don&#8217;t even do it out of fear of being fired. I mean, they&#8217;re still afraid of that; it&#8217;s pretty much part of daily life there, working for the Dread Pirate Bezos and all. But they do services because they&#8217;ve come to understand that it&#8217;s the Right Thing. There are without question pros and cons to the SOA approach, and some of the cons are pretty long. But overall it&#8217;s the right thing because SOA-driven design enables Platforms.</p>
<p>That&#8217;s what Bezos was up to with his edict, of course. He didn&#8217;t (and doesn&#8217;t) care even a tiny bit about the well-being of the teams, nor about what technologies they use, nor in fact any detail whatsoever about how they go about their business unless they happen to be screwing up. But Bezos realized long before the vast majority of Amazonians that Amazon needs to be a platform.</p>
<p>You wouldn&#8217;t really think that an online bookstore needs to be an extensible, programmable platform. Would you?</p>
<p>Well, the first big thing Bezos realized is that the infrastructure they&#8217;d built for selling and shipping books and sundry could be transformed an excellent repurposable computing platform. So now they have the Amazon Elastic Compute Cloud, and the Amazon Elastic MapReduce, and the Amazon Relational Database Service, and a whole passel&#8217; o&#8217; other services browsable at aws.amazon.com. These services host the backends for some pretty successful companies, reddit being my personal favorite of the bunch.</p>
<p>The other big realization he had was that he can&#8217;t always build the right thing. I think Larry Tesler might have struck some kind of chord in Bezos when he said his mom couldn&#8217;t use the goddamn website. It&#8217;s not even super clear whose mom he was talking about, and doesn&#8217;t really matter, because nobody&#8217;s mom can use the goddamn website. In fact I myself find the website disturbingly daunting, and I worked there for over half a decade. I&#8217;ve just learned to kinda defocus my eyes and concentrate on the million or so pixels near the center of the page above the fold.</p>
<p>I&#8217;m not really sure how Bezos came to this realization &#8212; the insight that he can&#8217;t build one product and have it be right for everyone. But it doesn&#8217;t matter, because he gets it. There&#8217;s actually a formal name for this phenomenon. It&#8217;s called Accessibility, and it&#8217;s the most important thing in the computing world.</p>
<p>The. Most. Important. Thing.</p>
<p>If you&#8217;re sorta thinking, &#8220;huh? You mean like, blind and deaf people Accessibility?&#8221; then you&#8217;re not alone, because I&#8217;ve come to understand that there are lots and LOTS of people just like you: people for whom this idea does not have the right Accessibility, so it hasn&#8217;t been able to get through to you yet. It&#8217;s not your fault for not understanding, any more than it would be your fault for being blind or deaf or motion-restricted or living with any other disability. When software &#8212; or idea-ware for that matter &#8212; fails to be accessible to anyone for any reason, it is the fault of the software or of the messaging of the idea. It is an Accessibility failure.</p>
<p>Like anything else big and important in life, Accessibility has an evil twin who, jilted by the unbalanced affection displayed by their parents in their youth, has grown into an equally powerful Arch-Nemesis (yes, there&#8217;s more than one nemesis to accessibility) named Security. And boy howdy are the two ever at odds.</p>
<p>But I&#8217;ll argue that Accessibility is actually more important than Security because dialing Accessibility to zero means you have no product at all, whereas dialing Security to zero can still get you a reasonably successful product such as the Playstation Network.</p>
<p>So yeah. In case you hadn&#8217;t noticed, I could actually write a book on this topic. A fat one, filled with amusing anecdotes about ants and rubber mallets at companies I&#8217;ve worked at. But I will never get this little rant published, and you&#8217;ll never get it read, unless I start to wrap up.</p>
<p>That one last thing that Google doesn&#8217;t do well is Platforms. We don&#8217;t understand platforms. We don&#8217;t &#8220;get&#8221; platforms. Some of you do, but you are the minority. This has become painfully clear to me over the past six years. I was kind of hoping that competitive pressure from Microsoft and Amazon and more recently Facebook would make us wake up collectively and start doing universal services. Not in some sort of ad-hoc, half-assed way, but in more or less the same way Amazon did it: all at once, for real, no cheating, and treating it as our top priority from now on.</p>
<p>But no. No, it&#8217;s like our tenth or eleventh priority. Or fifteenth, I don&#8217;t know. It&#8217;s pretty low. There are a few teams who treat the idea very seriously, but most teams either don&#8217;t think about it all, ever, or only a small percentage of them think about it in a very small way.</p>
<p>It&#8217;s a big stretch even to get most teams to offer a stubby service to get programmatic access to their data and computations. Most of them think they&#8217;re building products. And a stubby service is a pretty pathetic service. Go back and look at that partial list of learnings from Amazon, and tell me which ones Stubby gives you out of the box. As far as I&#8217;m concerned, it&#8217;s none of them. Stubby&#8217;s great, but it&#8217;s like parts when you need a car.</p>
<p>A product is useless without a platform, or more precisely and accurately, a platform-less product will always be replaced by an equivalent platform-ized product.</p>
<p>Google+ is a prime example of our complete failure to understand platforms from the very highest levels of executive leadership (hi Larry, Sergey, Eric, Vic, howdy howdy) down to the very lowest leaf workers (hey yo). We all don&#8217;t get it. The Golden Rule of platforms is that you Eat Your Own Dogfood. The Google+ platform is a pathetic afterthought. We had no API at all at launch, and last I checked, we had one measly API call. One of the team members marched in and told me about it when they launched, and I asked: &#8220;So is it the Stalker API?&#8221; She got all glum and said &#8220;Yeah.&#8221; I mean, I was joking, but no&#8230; the only API call we offer is to get someone&#8217;s stream. So I guess the joke was on me.</p>
<p>Microsoft has known about the Dogfood rule for at least twenty years. It&#8217;s been part of their culture for a whole generation now. You don&#8217;t eat People Food and give your developers Dog Food. Doing that is simply robbing your long-term platform value for short-term successes. Platforms are all about long-term thinking.</p>
<p>Google+ is a knee-jerk reaction, a study in short-term thinking, predicated on the incorrect notion that Facebook is successful because they built a great product. But that&#8217;s not why they are successful. Facebook is successful because they built an entire constellation of products by allowing other people to do the work. So Facebook is different for everyone. Some people spend all their time on Mafia Wars. Some spend all their time on Farmville. There are hundreds or maybe thousands of different high-quality time sinks available, so there&#8217;s something there for everyone.</p>
<p>Our Google+ team took a look at the aftermarket and said: &#8220;Gosh, it looks like we need some games. Let&#8217;s go contract someone to, um, write some games for us.&#8221; Do you begin to see how incredibly wrong that thinking is now? The problem is that we are trying to predict what people want and deliver it for them.</p>
<p>You can&#8217;t do that. Not really. Not reliably. There have been precious few people in the world, over the entire history of computing, who have been able to do it reliably. Steve Jobs was one of them. We don&#8217;t have a Steve Jobs here. I&#8217;m sorry, but we don&#8217;t.</p>
<p>Larry Tesler may have convinced Bezos that he was no Steve Jobs, but Bezos realized that he didn&#8217;t need to be a Steve Jobs in order to provide everyone with the right products: interfaces and workflows that they liked and felt at ease with. He just needed to enable third-party developers to do it, and it would happen automatically.</p>
<p>I apologize to those (many) of you for whom all this stuff I&#8217;m saying is incredibly obvious, because yeah. It&#8217;s incredibly frigging obvious. Except we&#8217;re not doing it. We don&#8217;t get Platforms, and we don&#8217;t get Accessibility. The two are basically the same thing, because platforms solve accessibility. A platform is accessibility.</p>
<p>So yeah, Microsoft gets it. And you know as well as I do how surprising that is, because they don&#8217;t &#8220;get&#8221; much of anything, really. But they understand platforms as a purely accidental outgrowth of having started life in the business of providing platforms. So they have thirty-plus years of learning in this space. And if you go to msdn.com, and spend some time browsing, and you&#8217;ve never seen it before, prepare to be amazed. Because it&#8217;s staggeringly huge. They have thousands, and thousands, and THOUSANDS of API calls. They have a HUGE platform. Too big in fact, because they can&#8217;t design for squat, but at least they&#8217;re doing it.</p>
<p>Amazon gets it. Amazon&#8217;s AWS (aws.amazon.com) is incredible. Just go look at it. Click around. It&#8217;s embarrassing. We don&#8217;t have any of that stuff.</p>
<p>Apple gets it, obviously. They&#8217;ve made some fundamentally non-open choices, particularly around their mobile platform. But they understand accessibility and they understand the power of third-party development and they eat their dogfood. And you know what? They make pretty good dogfood. Their APIs are a hell of a lot cleaner than Microsoft&#8217;s, and have been since time immemorial.</p>
<p>Facebook gets it. That&#8217;s what really worries me. That&#8217;s what got me off my lazy butt to write this thing. I hate blogging. I hate&#8230; plussing, or whatever it&#8217;s called when you do a massive rant in Google+ even though it&#8217;s a terrible venue for it but you do it anyway because in the end you really do want Google to be successful. And I do! I mean, Facebook wants me there, and it&#8217;d be pretty easy to just go. But Google is home, so I&#8217;m insisting that we have this little family intervention, uncomfortable as it might be.</p>
<p>After you&#8217;ve marveled at the platform offerings of Microsoft and Amazon, and Facebook I guess (I didn&#8217;t look because I didn&#8217;t want to get too depressed), head over to developers.google.com and browse a little. Pretty big difference, eh? It&#8217;s like what your fifth-grade nephew might mock up if he were doing an assignment to demonstrate what a big powerful platform company might be building if all they had, resource-wise, was one fifth grader.</p>
<p>Please don&#8217;t get me wrong here &#8212; I know for a fact that the dev-rel team has had to FIGHT to get even this much available externally. They&#8217;re kicking ass as far as I&#8217;m concerned, because they DO get platforms, and they are struggling heroically to try to create one in an environment that is at best platform-apathetic, and at worst often openly hostile to the idea.</p>
<p>I&#8217;m just frankly describing what developers.google.com looks like to an outsider. It looks childish. Where&#8217;s the Maps APIs in there for Christ&#8217;s sake? Some of the things in there are labs projects. And the APIs for everything I clicked were&#8230; they were paltry. They were obviously dog food. Not even good organic stuff. Compared to our internal APIs it&#8217;s all snouts and horse hooves.</p>
<p>And also don&#8217;t get me wrong about Google+. They&#8217;re far from the only offenders. This is a cultural thing. What we have going on internally is basically a war, with the underdog minority Platformers fighting a more or less losing battle against the Mighty Funded Confident Producters.</p>
<p>Any teams that have successfully internalized the notion that they should be externally programmable platforms from the ground up are underdogs &#8212; Maps and Docs come to mind, and I know GMail is making overtures in that direction. But it&#8217;s hard for them to get funding for it because it&#8217;s not part of our culture. Maestro&#8217;s funding is a feeble thing compared to the gargantuan Microsoft Office programming platform: it&#8217;s a fluffy rabbit versus a T-Rex. The Docs team knows they&#8217;ll never be competitive with Office until they can match its scripting facilities, but they&#8217;re not getting any resource love. I mean, I assume they&#8217;re not, given that Apps Script only works in Spreadsheet right now, and it doesn&#8217;t even have keyboard shortcuts as part of its API. That team looks pretty unloved to me.</p>
<p>Ironically enough, Wave was a great platform, may they rest in peace. But making something a platform is not going to make you an instant success. A platform needs a killer app. Facebook &#8212; that is, the stock service they offer with walls and friends and such &#8212; is the killer app for the Facebook Platform. And it is a very serious mistake to conclude that the Facebook App could have been anywhere near as successful without the Facebook Platform.</p>
<p>You know how people are always saying Google is arrogant? I&#8217;m a Googler, so I get as irritated as you do when people say that. We&#8217;re not arrogant, by and large. We&#8217;re, like, 99% Arrogance-Free. I did start this post &#8212; if you&#8217;ll reach back into distant memory &#8212; by describing Google as &#8220;doing everything right&#8221;. We do mean well, and for the most part when people say we&#8217;re arrogant it&#8217;s because we didn&#8217;t hire them, or they&#8217;re unhappy with our policies, or something along those lines. They&#8217;re inferring arrogance because it makes them feel better.</p>
<p>But when we take the stance that we know how to design the perfect product for everyone, and believe you me, I hear that a lot, then we&#8217;re being fools. You can attribute it to arrogance, or naivete, or whatever &#8212; it doesn&#8217;t matter in the end, because it&#8217;s foolishness. There IS no perfect product for everyone.</p>
<p>And so we wind up with a browser that doesn&#8217;t let you set the default font size. Talk about an affront to Accessibility. I mean, as I get older I&#8217;m actually going blind. For real. I&#8217;ve been nearsighted all my life, and once you hit 40 years old you stop being able to see things up close. So font selection becomes this life-or-death thing: it can lock you out of the product completely. But the Chrome team is flat-out arrogant here: they want to build a zero-configuration product, and they&#8217;re quite brazen about it, and Fuck You if you&#8217;re blind or deaf or whatever. Hit Ctrl-+ on every single page visit for the rest of your life.</p>
<p>It&#8217;s not just them. It&#8217;s everyone. The problem is that we&#8217;re a Product Company through and through. We built a successful product with broad appeal &#8212; our search, that is &#8212; and that wild success has biased us.</p>
<p>Amazon was a product company too, so it took an out-of-band force to make Bezos understand the need for a platform. That force was their evaporating margins; he was cornered and had to think of a way out. But all he had was a bunch of engineers and all these computers&#8230; if only they could be monetized somehow&#8230; you can see how he arrived at AWS, in hindsight.</p>
<p>Microsoft started out as a platform, so they&#8217;ve just had lots of practice at it.</p>
<p>Facebook, though: they worry me. I&#8217;m no expert, but I&#8217;m pretty sure they started off as a Product and they rode that success pretty far. So I&#8217;m not sure exactly how they made the transition to a platform. It was a relatively long time ago, since they had to be a platform before (now very old) things like Mafia Wars could come along.</p>
<p>Maybe they just looked at us and asked: &#8220;How can we beat Google? What are they missing?&#8221;</p>
<p>The problem we face is pretty huge, because it will take a dramatic cultural change in order for us to start catching up. We don&#8217;t do internal service-oriented platforms, and we just as equally don&#8217;t do external ones. This means that the &#8220;not getting it&#8221; is endemic across the company: the PMs don&#8217;t get it, the engineers don&#8217;t get it, the product teams don&#8217;t get it, nobody gets it. Even if individuals do, even if YOU do, it doesn&#8217;t matter one bit unless we&#8217;re treating it as an all-hands-on-deck emergency. We can&#8217;t keep launching products and pretending we&#8217;ll turn them into magical beautiful extensible platforms later. We&#8217;ve tried that and it&#8217;s not working.</p>
<p>The Golden Rule of Platforms, &#8220;Eat Your Own Dogfood&#8221;, can be rephrased as &#8220;Start with a Platform, and Then Use it for Everything.&#8221; You can&#8217;t just bolt it on later. Certainly not easily at any rate &#8212; ask anyone who worked on platformizing MS Office. Or anyone who worked on platformizing Amazon. If you delay it, it&#8217;ll be ten times as much work as just doing it correctly up front. You can&#8217;t cheat. You can&#8217;t have secret back doors for internal apps to get special priority access, not for ANY reason. You need to solve the hard problems up front.</p>
<p>I&#8217;m not saying it&#8217;s too late for us, but the longer we wait, the closer we get to being Too Late.</p>
<p>I honestly don&#8217;t know how to wrap this up. I&#8217;ve said pretty much everything I came here to say today. This post has been six years in the making. I&#8217;m sorry if I wasn&#8217;t gentle enough, or if I misrepresented some product or team or person, or if we&#8217;re actually doing LOTS of platform stuff and it just so happens that I and everyone I ever talk to has just never heard about it. I&#8217;m sorry.</p>
<p>But we&#8217;ve gotta start doing this right.</p>
<p>Che dire, una delle migliori analisi degli ultimi anni, che sta già facendo ovviamente il giro di internet, giustamente.</p>
<p>Spero che questo messaggio scuota Google dall&#8217;interno, sicuramente non passerà inosservato e alle sfere alte domani avranno di che parlare.</p>
<p>Dopo aver rimosso l&#8217;articolo l&#8217;autore ha scritto ancora sul suo Google+ pubblicamente, ecco la nuova comunicazione:</p>
<p><blockquote>Hi external-world folks,</p>
<p>I posted a long opinionated rant tonight about how I think Google could be doing a much better job of thinking from the ground up in terms of services rather than products. Sadly, it was intended to be an internal post, visible to everybody at Google, but not externally. But as it was midnight and I am not what you might call an experienced Google+ user, by the time I figured out how to actually post something I had somehow switched accounts.</p>
<p>I&#8217;ve taken the post down at my own discretion. It was kind of a tough call, since obviously there will be copies. And everyone who commented was nice and supportive.</p>
<p>I contacted our internal PR folks and asked what to do, and they were also nice and supportive. But they didn&#8217;t want me to think that they were even hinting at censoring me &#8212; they went out of their way to help me understand that we&#8217;re an opinionated company, and not one of the kinds of companies that censors their employees. That was cool and all, but I still didn&#8217;t know what to do.</p>
<p>So I made the call myself and deleted it. Part of the reason is that for internal posts, it&#8217;s obvious to everyone that you&#8217;re posting your own opinion and not representing the company in any way, whereas external posts need lots of disclaimers so people don&#8217;t misunderstand. And I can assure you, in case it was not obvious, that the whole post was my own opinions and not Google&#8217;s. I mean, I was kind of taking them to task for not sharing my opinions. <img src='http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/ln-smilies//smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>The other reason I deleted it is that it&#8217;s really a private conversation between me and my peers and co-workers at Google. I love working at Google, and I especially love the fact that I&#8217;m comfortable posting something as inflammatory as my post may have been. The company is super open internally, and as I said several times in my post, they really try hard to do everything right. That includes being open to strongly differing opinions, and that has certainly not been true at every company I&#8217;ve worked at.</p>
<p>There are of course lots of parts of my post that I&#8217;d love to talk about externally, except I&#8217;m kinda lazy and complacent these days. Please realize, though, that even now, after six years, I know astoundingly little about Google. It&#8217;s a huge company and they do tons of stuff, and I work off in a little corner of the company (both technically and geographically) that gives me very little insight into anything else going on there. So my opinions, even though they may seem well-formed and accurate, really are just a bunch of opinions from someone who&#8217;s nowhere near the center of the action &#8212; so I wouldn&#8217;t read too much into anything I said.</p>
<p>Anyway, as soon as I&#8217;ve got a good night&#8217;s sleep (unlikely at this point, but I can try), I&#8217;ll repost it internally.</blockquote> </p>
<p>Se ci chiederanno di rimuovere questo articolo lo faremo, ma ripeto: una delle migliori analisi che leggo da anni e anni. Bravo Steve Yegge, simply EPIC.</p>
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		<title>L’iPad domina e gli altri stanno a guardare.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 12:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lega Nerd</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;iPad ha il 75% del mercato mondiale dei tablet, questo lo sappiamo. Il dato secondo me più impressionante però è che l&#8217;iPad ha il 97.2% del traffico internet di tutti i tablet (negli USA). Questo potrebbe significare che su iPad si naviga meglio e/o che gli utenti iPad lo usano di più per navigare e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044304.jpg" /></div></p>
<p>L&#8217;iPad ha il 75% del mercato mondiale dei tablet, questo lo sappiamo.</p>
<p>Il dato secondo me più impressionante però è che <strong>l&#8217;iPad ha il 97.2% del traffico internet di tutti i tablet</strong> (negli USA).</p>
<p>Questo potrebbe significare che su iPad si naviga meglio e/o che gli utenti iPad lo usano di più per navigare e che chi ha comprato un tablet Android (o altro) evidentemente lo usa molto meno per navigare rispetto a chi ha un iPad.</p>
<p><em>Non trovo altre spiegazioni.</em></p>
<p>Se a questo aggiungiamo che i due usi principali di un tablet sono:</p>
<p>- La navigazione internet<br />
- Le App</p>
<p>E che iPad ha il dominio sulle App se confrontato con quelle disponibili su Android (per tablet) &#8230; mi immaginavo che almeno sul campo &#8220;internet&#8221; i tablet Android potessero dire la loro&#8230; <em>evidentemente mi sbagliavo.</em></p>
<p>Ripeto: 97.2% del traffico internet di tutti i tablet</p>
<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044306.jpg" /></div></p>
<p>Il mercato dei tablet è fondamentale per il futuro dell&#8217;informatica, dati su dati su percentuali ci dicono che i tablet stanno sostituendo il computer nell&#8217;uso quotidiano dei babbani. Questo dominio schiacciante di Apple non fa bene all&#8217;informatica ed è sintomo di una incapacità totale dei suoi avversari di proporre qualcosa di anche solo comparabile alla proposta di Apple.</p>
<p>Apple ha inventato un mercato da zero con iPad e lo sta dominando completamente, ovviamente se lo merita, ma, ripeto, tutto questo non giova all&#8217;utente finale.</p>
<p>Google, wake up please. Attendo con ansia ICS, speriamo sia una grande release di Android e che i nuovi tablet possano dire la loro e guadagnarsi uno spazio in questo importante mercato.</p>
<blockquote><p>iPads dominate among tablets in driving digital traffic. In August 2011, iPads delivered 97.2 percent of all tablet traffic in the U.S. iPads have also begun to account for a higher share of Internet traffic than iPhones (46.8 percent vs. 42.6 percent of all iOS device traffic). </p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.comscore.com/Press_Events/Press_Releases/2011/10/Smartphones_and_Tablets_Drive_Nearly_7_Percent_of_Total_U.S._Digital_Traffic" >Comscore</a> <a href="http://www.tuaw.com/2011/10/10/ipad-has-97-2-percent-of-us-tablet-internet-traffic/" >via</a></p>
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		<title>Macchia Nera Blog Awards: Dislike</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 21:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo tra i finalisti di quello che è considerato nella blogosfera italiana il premio più importante. I Macchia Nera Blog Awards. Ormai lo dovreste sapere tutti, abbiamo spammato, creato video, lasciato un messaggio in evidenza in tutto il sito per settimane intere. Ci ho creduto, un premio fa piacere e per questo spammare è d&#8217;obbligo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044009.png?61f4ea" /></div></p>
<p>Siamo tra i finalisti di quello che è considerato nella blogosfera italiana il premio più importante. I Macchia Nera Blog Awards.</p>
<p>Ormai lo dovreste sapere tutti, abbiamo spammato, creato video, lasciato un messaggio in evidenza in tutto il sito per settimane intere. Ci ho creduto, un premio fa piacere e per questo spammare è d&#8217;obbligo, perché viene assegnato unicamente tramite il voto popolare.</p>
<p>Fin dall&#8217;inizio ho però storto il naso. Nel post in cui invitavo a votarci già lo dicevo che era un dito nel culo: ti obbliga infatti a votare ventotto (28!) categorie, ognuna con dieci finalisti. </p>
<p>Le devi votare tutte. Ti devi guardare duecento ottanta (280!) siti, oltretutto neanche linkati nella votazione: ti devi fare un bel copia e incolla, anzi duecento ottanta copia e incolla.</p>
<p>Il risultato è più che ovvio. Voti le due o tre categorie che ti interessano e le altre le voti a caso. Non ci vuole un gran genio a capirlo.</p>
<p>L&#8217;ho fatto notare fin dal primo giorno nei commenti. Non sono certo il solo, il post ha centinaia di commenti a senso unico.</p>
<p><blockquote>Il voto obbligatorio in tutte le categorie (VENTOTTO???) è un errore grave. I risultati saranno falsati…soprattutto in categorie “Sfigate”. Perché non confermare le 8 categorie come per le nominations? Mahhhh passo Falsissimo…..cambiate in corso d’opera…..</p>
<p>Ma non è possibile votare a caso x ogni categoria, per blog che non si conoscono! O cambiate il regolamento od i risultati saranno inevitabilmente falsi.</p>
<p>perché obbligare a votare TUTTE le categorie ?<br />
alcune le ho votate a casaccio xché non ne conosco nessuna</p>
<p>Mi permetto due suggerimenti: rimuovere l’obbligatorietà del voto in tutte le categorie, ed inserire i link cliccabili (per i motivi già detti in molti altri commenti)</p>
<p>Mi associo alle proteste.<br />
Volevo votare, solo in alcune categorie che conosco bene. Siccome ma non voglio votare a casaccio, mi sa che non voto più e amen. Ma che nervi!!!</p>
<p>Ah gianluca: ma come accidenti ti viene in mente di rendere obbligatori il voto per OGNI categoria? Lo capisci vero che un sacco di voti sono/saranno dati a capocchia fornendo risultati alla “schwartzkopf” o “alla testa di neri”? Ma un bel voto libero alla Cuore (“i tre motivi per cui vale la pena vivere” cit.) te lo sei scordato?!?</p>
<p>Anche quest’anno non ho votato, troppe categorie e troppa obbligatorietà. Continuate pure a sucare forte.</p>
<p>Infatti, meglio non votare. Fatto così non ha senso, è evidente che la maggior parte dei voti è completamente a caso. Addio.</p>
<p>ma perchè è obbligatorio votare tutte le categorie? costringete la gente a votare random cosi</p>
<p>Se posso dire la mia, mi accodo a molti altri “commentatori” prima di me… Ho espresso molto volentieri il mio voto, per i blog che seguo abitualmente o che almeno conosco per esserci passato occasionalmente, ma ho la sensazione che almeno l’80% dei blog votati ottiene quei voti perché obbligate, ASSURDAMENTE, a esprimere per forza una preferenza per ogni categoria. Nessuno, e ripeto, NESSUNO conosce almeno un blog per ogni categoria, quindi queste votazioni sono basate sul presupposto che TUTTI esprimeranno una buona dose di voti a caso… È davvero un peccato falsare così tanto la votazione…</p>
<p>non vorrei intromettermi, ma non era meglio separare le categorie? così si rischiano un sacco di voti sparati a caso sulla maggior parte del blog.<br />
io ne conosco metà (forse meno) di quelli qui elencati, e sicuro non vado a leggermi blog di cucina o erotici…</p>
<p>Ho votato quello che volevo. Poi, per tutte le schede che non mi interessavano ho votato a caso. Sarò anche egocentrico, ma penso di non essere il solo. in questo modo il rumore di fondo della classifica sale alle stelle.</p>
<p>Insensato et Invalidante votare Tutte le categorie,regola da Cambiare…</p>
<p>mi unisco al coro delle proteste contro i voti obbligatori per tutte le categorie… ho lo confesso, ho votato a caso per le categorie che non conoscevo…. l’altra alternativa era non votare (o leggere tutti i blog che non conosco…. un pò dura)</p>
<p>mai letto nessuno di questi blog tranne spinoza quindi ho votato a caso votando i capolista cioè quelli primi di ogni lista così penso che vinceranno proprio i blog che sono i primi delle varie liste</p>
<p>Confermo le paure di altri utenti prima di me: io ho votato a caso per la maggior parte delle categorie eccetto per quelle di mio interesse.<br />
E poi lasciatemi dire che le nomination per il sito o blog con la migliore grafica sfiorano davvero il ridicolo.</p>
<p>Perché avete messo tutte le categorie come obbligatorie? che senso ha? così costringete chi non ha un opinione su una categoria a votare comunque un sito a caso per validare il proprio voto. Sarà una votazione sfalsata…</blockquote></p>
<p>E così via, avanti per altre decine di commenti che non ho voglia di copiare e incollare.</p>
<p>Ho pensato che potevo fregarmene. Tanto non mi costa niente, poi cazzo, magari vinciamo no? e invece no, non sto zitto, perché se avessi aspettato i risultati sarebbe solo sembrata la lamentela di un partecipante che non ha vinto il premio.</p>
<p>Ho contattato il fondatore dei Macchia Nera, Gianluca Neri, nessuna risposta. Ho fatto notare la cosa più volte sul mio G+, nessuna risposta. Ho aspettato una risposta ufficiale sul blog ufficiale: cazzo dopo centinaia di commenti mi aspetto almeno che questi dicano la loro.</p>
<p>Potevano dire che volevano che visitassimo tutti i siti, in parte ha anche senso: visitateli tutti e scoprite nuovi blog. Non condivido la scelta, ma almeno avrei saputo che ci credono, che gli importa. </p>
<p>Oppure bastava modificare quel cavolo di form e fare in modo che le categorie non fossero obbligatorie. Ci vogliono dieci secondi a farlo.</p>
<p>Invece a quanto pare di quel premio non frega niente a nessuno degli organizzatori.</p>
<p>Hanno messo online il loro bel form fatto con Google Docs (!!!) e basta, ci vediamo al Lago di Garda e non rompete le palle.</p>
<p>Beh invece al Lago di Garda non ci vado, guarda un po&#8217;!</p>
<p>Questo premio per me è una farsa. Solo il pensiero di tutta la visibilità che gli abbiamo dato su Lega Nerd mi fa incazzare. E tutta quella che gli hanno dato gli altri duecento settanta nove finalisti.</p>
<p>Imbarazzante, inammissibile. Epic Rant.</p>
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		<title>Facebook Timeline e Open Graph: la rivoluzione sociale continua ed è tinta di blu</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 15:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aah Facebook. Ci provo a schifarti, ti ho abbandonato da un paio di mesi per Google+, ma non ti fermi mai e alla fine è dura essere neutrali. Mentre continuavo a fare proseliti su Google+ e ad illudermi che si cazzo, Google stava facendo le mosse giuste nei tempi giusti, che tu eri li a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044006.jpg?61f4ea" /></div></p>
<p>Aah Facebook. Ci provo a schifarti, ti ho abbandonato da un paio di mesi per Google+, ma non ti fermi mai e alla fine è dura essere neutrali. </p>
<p>Mentre continuavo a <a href="http://www.antoniomoro.com" >fare proseliti su Google+</a> e ad illudermi che si cazzo, Google stava facendo le mosse giuste nei tempi giusti, che tu eri li a cercare di buttare su nuove micro feature per stare al passo&#8230; non avevamo capito un cazzo.</p>
<p><div class="dida_right">Tutti sempre pronti a tirare merda.</div></p>
<p>Ho provato anche a <a href="http://leganerd.com/2011/09/20/google-copia-facebook-no-facebook-copia-google-no-facebook-non-cambia-mai-anzi-no/" >difenderti in quei giorni</a>, spiegando a tutti quanto tu abbia spaccato il culo nel tuo campo, quanto ci sia poco da dire: i social network moderni sono roba tua. Tanto da rendere inutile il plurale ormai. Il social network è Facebook, punto.</p>
<p>Mentre Google tirava fuori il suo social network ricalcando in pieno il tuo layout e le tue basi, inserendo l&#8217;idea (presa da Diaspora, ma ok) delle cerchie e poco altro di veramente nuovo (hangout?), tutti pronti a gridare al miracolo, a quanto fosse figa Google, e cazzo ora Facebook chiude! farà la fine di MySpace! si caga nelle mutande eh? paura eh?</p>
<p>Chissà quante risate si stava facendo in quei giorni Mark Zuckerberg. Si è pure <a href="https://plus.google.com/104560124403688998123/posts" >iscritto a Google+</a> per dare un&#8217;occhiata. Grasse risate immagino.</p>
<p>Si, perché mentre Google si affannava a costruire qualcosa che competesse con Facebook&#8230; Facebook stava già mettendo in piedi il <em>nuovo Facebook.</em></p>
<p>Quando insegui, insegui. Se il primo corre forte, difficile arrivare pari, quasi impossibile superare. E&#8217; la solita vecchia storia. Certamente uno che ti insegue ti fa correre più forte e questo merito va dato a Google. Viva la concorrenza.</p>
<p>Facebook corre forte. Come un fulmine.</p>
<p>Durante l&#8217;estate ha tirato fuori un po&#8217; di feature, sicuramente per non sfigurare dopo l&#8217;uscita di Google+, è chiaro e lampante, ma visti oggi il tasto subscribe, le smart list e il resto sono quattro minchiate.</p>
<p>Ieri al F8, la conferenza annuale per gli sviluppatori di Facebook, sono state rivelate due piccole rivoluzioni per Facebook: Timeline e Open Graph.</p>
<p><h3>Facebook Timeline</h3><br />
<div class="video_embed"><object width="640" height="450"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hzPEPfJHfKU&amp;modestbranding=1&amp;rel=0&amp;egm=0&amp;showinfo=0&amp;&fs=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/hzPEPfJHfKU" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="640" height="450"></embed></object></div><img class="logo_head_facebook" src="http://img.youtube.com/vi/hzPEPfJHfKU/0.jpg" width="1" height="1" alt="" /></p>
<p>Avrete già letto e riletto cos&#8217;è Timeline. Una rappresentazione visiva della vostra vita, attraverso tutto quello che avete condiviso su Facebook (foto, eventi, luoghi, interessi, amici, relazioni&#8230; in pratica tutto), disposta su una linea temporale. </p>
<p>Un nuovo modo di visualizzare le proprie informazioni, comodo, intuitivo, diretto. Epic Win. Ma come si è arrivati alla nascita di Timeline?</p>
<p>Chris Cox, Head of Product di Facebook ha fatto due nomi quando ha presentato Timeline: Nicholas Felton e Sam Lessin.</p>
<p>Nicolas Felton è un genio del graphic design. I suoi <a href="http://feltron.com/" >annuari per la Feltron</a> sono nella storia della grafica.</p>
<p>Ecco che quindi lo scorso aprile Facebook ha deciso di <a href="http://techcrunch.com/2011/04/27/facebook-acq-hires-daytum/" >comprarsi la Daytum</a>, la start-up di Felton. Per intero, ce la compriamo, così ci prendiamo Nicolas, non fa una piega.</p>
<p>Poi c&#8217;è Sam Lessin. Un altro grande talento della <em>data organization</em>. Anche lui aveva una start-up che, indovinate un po&#8217;, è stata <a href="http://techcrunch.com/2010/10/29/facebook-acquires-drop-io-nabs-sam-lessin/" >comprata da Facebook nell&#8217;ottobre del 2010</a>.</p>
<p>Lessin fin dal suo primo giorno in Facebook, un anno fa, ha avuto un solo compito: ripensare completamente il profilo di Facebook, la pagina più importante del social network più importante al mondo.</p>
<p><div class="dida_right">Una fila infinita di stampe.</div></p>
<p>Si dice che la prima cosa che abbia fatto sia stata quella di stampare tutto quello che aveva sharato sul suo profilo di Facebook, dal 2004 al 2010, creando una fila infinita di fogli che occupava tutta la sede di Facebook.</p>
<p>Ecco come è nata Timeline. Da li è stata tutta discesa. Facebook ha avuto il coraggio e la lungimiranza di mettere nelle mani di due grandi designer la sua sezione più importante.</p>
<p>Ha capito che il momento dei developer è finito e che <a href="http://techcrunch.com/2011/06/09/facebook-sofa/" >è arrivato il momento</a> di rendere il prodotto usabile e bello, non solo efficiente.</p>
<p>E i risultati si vedono, Timeline spacca. Funziona. Alla grande.</p>
<p>Se la volete vedere subito nel vostro profilo c&#8217;è il modo, fingersi sviluppatori, <a href="http://techcrunch.com/2011/09/22/how-to-enable-facebook-timeline" >ecco come</a>.</p>
<p>Ma Timeline è niente in confronto a Open Graph. E&#8217; il prato nel quale Open Graph andrà a correre.</p>
<p><h3>Facebook Open Graph</h3><br />
<div class="video_embed"><object width="640" height="450"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/q3b94kFBah8&amp;modestbranding=1&amp;rel=0&amp;egm=0&amp;showinfo=0&amp;&fs=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/q3b94kFBah8" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="640" height="450"></embed></object></div><img class="logo_head_facebook" src="http://img.youtube.com/vi/q3b94kFBah8/0.jpg" width="1" height="1" alt="" /></p>
<p>L&#8217;altra grande novità presentata ieri al F8. <a href="http://ogp.me/" >Open Graph è un protocollo</a> di comunicazione.</p>
<blockquote><p>The Open Graph Protocol enables you to integrate your Web pages into the social graph. It is currently designed for Web pages representing profiles of real-world things — things like movies, sports teams, celebrities, and restaurants. Including Open Graph tags on your Web page, makes your page equivalent to a Facebook Page. This means when a user clicks a Like button on your page, a connection is made between your page and the user. Your page will appear in the &#8220;Likes and Interests&#8221; section of the user&#8217;s profile, and you have the ability to publish updates to the user. </p>
<p>Your page will show up in the same places that Facebook pages show up around the site (e.g. search), and you can target ads to people who like your content. The structured data you provide via the Open Graph Protocol defines how your page will be represented on Facebook.</p></blockquote>
<p><a href="http://developers.facebook.com/docs/opengraph/" >Open Graph</a> permetterà agli sviluppatori di creare applicazioni, siano esse siti internet, applicazioni mobili, applicazioni classiche, perfino hardware, che sarà in grado di integrarsi con Facebook come se fosse una <em>Page</em> vera e propria del social network.</p>
<p>E non ci si ferma al mero &#8220;Like&#8221; condiviso poi con i vostri amici. Già sarebbe figo e in parte si può già fare&#8230; si va più in la.</p>
<p>Open Graph permette la creazione di button o elementi interattivi diversi: Listen, Read, Watch (per esempio, ma ne arriveranno altri) che in pratica servono a dire ai vostri amici cosa state facendo ora. E tutto finisce sulla vostra Timeline e negli <del datetime="2011-09-23T16:16:31+00:00">stream</del> news ticker di attività dei vostri amici.</p>
<p><div class="dida_right">Antonio sta leggendo Lega Nerd.</div></p>
<p>Siete su Lega Nerd? cliccate sul Read che implementeremo e magicamente sul vostro profilo comparirà che state leggendo Lega Nerd. State guardando un video su Vimeo? cliccate sul Watch e sul vostro profilo comparirà che state guardando quel video&#8230; e i vostri amici potranno guardare anche loro quel video, <em>condividendo la vostra esperienza.</em> </p>
<p>Il tutto è replicabile per ogni esperienza possibile ed è spiegata fin troppo bene <a href="http://www.youtube.com/watch?v=q3b94kFBah8" >dal video qui sopra</a>. </p>
<p>Qualunque applicazione che vi permette di <em>fare qualcosa</em> è trasformabile in questa maniera in una applicazione sociale, condividendo quel qualcosa con i vostri amici, il vostro network, e mettendo quindi a disposizione di tutti gli sviluppatori l&#8217;intera potenziale rete di contatti di Facebook.</p>
<p>E&#8217; un cambiamento epocale, è il mantenimento della promessa fatta al lancio della Platform nel 2007 da Facebook: la realizzazione di una vera piattaforma sociale condivisa, utilizzabile da tutti, che permetterà la crescita e l&#8217;integrazione totale di migliaia e migliaia di applicazioni.</p>
<p>Nei prossimi mesi e anni vedrete che si integrerà con Facebook, e quindi con la vostra vita e il vostro network di amici, praticamente ogni strumento connesso ad internet.</p>
<p><div class="dida_right">Date una pulita alla vostra lista di amici.</div></p>
<p>E&#8217; tempo di ripulire la vostra lista di amici, di cominciare ad usare Facebook come va usato, di riguardare le preferenze della privacy, perché la nuova rivoluzione sociale sta arrivando e se siete iscritti a Facebook ci siete già dentro fino al collo.</p>
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		<title>Meg Whitman è la nuova CEO di HP</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 13:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[HP ha finalmente dato un sonoro calcio nel culo a quell&#8217;epic fail di Léo Apotheker, che in poco meno di un anno è riuscito quasi a farla fallire, dimezzando il suo valore in borsa, annientando il suo investimento in Palm, uccidendo WebOS e annunciando che voleva smettere di produrre computer per trasformare il primo produttore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044004.jpeg?61f4ea" /></div></p>
<p>HP ha finalmente dato un sonoro calcio nel culo a quell&#8217;epic fail di Léo Apotheker, che in poco meno di un anno è riuscito quasi a farla fallire, dimezzando il suo valore in borsa, annientando il suo investimento in Palm, uccidendo WebOS e annunciando che voleva smettere di produrre computer per trasformare il primo produttore al mondo di computer (HP appunto) in una SAP dei poveri.</p>
<p>Léo veniva da un annetto in SAP, appunto, e poveretto, ha fatto quello che sapeva fare. Stupido il board di HP a lasciarlo in carica per così tanti <del datetime="2011-09-23T14:10:15+00:00">anni</del> <em>mesi</em>.</p>
<p>Il nuovo CEO è una donna, Meg Whitman, la CEO fondatrice di eBay, niente meno, una che in dieci anni ha portato un sitarello di scambi da una quarantina di dipendenti a oltre 15000, con fatturati da miliardi di dollari.</p>
<p>Meg, salvaci tu. Rendi fieri almeno te Bill Hewlett e David Packard, due capi supremi che hanno creato HP in un garage di Palo Alto, mica cazzi.</p>
<p>Certo che con quella faccia da granny sarà durissima. <img src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/ln-smilies/wink.png?61f4ea" alt=';)' class='wp-smiley' />  </p>
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		<title>Knowcamp 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 15:39:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il KnowCamp è un evento no-profit che si pone come obiettivo quello di offrire un’opportunità di condivisione di esperienze ed opinioni attorno a tematiche di forte attualità: il Sapere ed il Web. Sapere inteso come tutto ciò che conosciamo (ed abbiamo conosciuto) attraverso l’esperienza, l’informazione e le relazioni interpersonali. Ciò che sappiamo è ciò che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/LEGANERD_043988.png?61f4ea" /></div></p>
<p><blockquote>Il KnowCamp è un evento no-profit che si pone come obiettivo quello di offrire un’opportunità di condivisione di esperienze ed opinioni attorno a tematiche di forte attualità: il Sapere ed il Web.</p>
<p>Sapere inteso come tutto ciò che conosciamo (ed abbiamo conosciuto) attraverso l’esperienza, l’informazione e le relazioni interpersonali. Ciò che sappiamo è ciò che ci distingue: guida le nostre scelte e determina le nostre opinioni.<br />
In che modo Internet – e le nuove tecnologie- influenzano la creazione del sapere?<br />
Come può il Web, come fonte di informazione e strumento di partecipazione, renderci più responsabili e consapevoli nella creazione e nella diffusione di notizie ed opinioni?</p>
<p>Per rispondere a queste domande l’8 e il 9 Ottobre 2011, Modena ospiterà presso la Camera di Commercio numerosi interventi di esperti, curiosi ed appassionati che proporranno il loro punto di vista su come la Rete possa contribuire alla creazione di un sapere condiviso e costruttivo, attraverso il quale rinnovare, migliorare ed ampliare le modalità di relazione interpersonale.</p>
<p>La formula sarà quella della BarCamp: un raduno aperto a tutti in cui si alterneranno speech e dibattiti incentrati sui temi proposti, offrendo esempi, opinioni e visioni.</blockquote></p>
<p>Il <a href="http://www.knowcamp.it/" >Knowcamp 2011</a> si terrà l&#8217;8 e 9 ottobre prossimi a Modena, presso la <a href="http://www.knowcamp.it/dove-e-quando/" >Camera di Commercio in Via Ganaceto, 134</a>.</p>
<p>In particolare domenica dalle 10.30 (sigh!) ci sarà una interessante tavola rotonda: &#8220;Startup &#8211; Nuovi orizzonti per l’imprenditoria giovanile&#8221;.</p>
<p>Tutte le informazioni le trovate comunque sul loro sito: <a href="http://www.knowcamp.it" >http://www.knowcamp.it</a></p>
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		<title>Knowcamp 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 15:39:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://www.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_043988.png" /></div></p>
<p><blockquote>Il KnowCamp è un evento no-profit che si pone come obiettivo quello di offrire un’opportunità di condivisione di esperienze ed opinioni attorno a tematiche di forte attualità: il Sapere ed il Web.</p>
<p>Sapere inteso come tutto ciò che conosciamo (ed abbiamo conosciuto) attraverso l’esperienza, l’informazione e le relazioni interpersonali. Ciò che sappiamo è ciò che ci distingue: guida le nostre scelte e determina le nostre opinioni.<br />
In che modo Internet – e le nuove tecnologie- influenzano la creazione del sapere?<br />
Come può il Web, come fonte di informazione e strumento di partecipazione, renderci più responsabili e consapevoli nella creazione e nella diffusione di notizie ed opinioni?</p>
<p>Per rispondere a queste domande l’8 e il 9 Ottobre 2011, Modena ospiterà presso la Camera di Commercio numerosi interventi di esperti, curiosi ed appassionati che proporranno il loro punto di vista su come la Rete possa contribuire alla creazione di un sapere condiviso e costruttivo, attraverso il quale rinnovare, migliorare ed ampliare le modalità di relazione interpersonale.</p>
<p>La formula sarà quella della BarCamp: un raduno aperto a tutti in cui si alterneranno speech e dibattiti incentrati sui temi proposti, offrendo esempi, opinioni e visioni.</blockquote></p>
<p>Il <a href="http://www.knowcamp.it/" >Knowcamp 2011</a> si terrà l&#8217;8 e 9 ottobre prossimi a Modena, presso la <a href="http://www.knowcamp.it/dove-e-quando/" >Camera di Commercio in Via Ganaceto, 134</a>.</p>
<p>In particolare domenica dalle 10.30 (sigh!) ci sarà una interessante tavola rotonda: &#8220;Startup &#8211; Nuovi orizzonti per l’imprenditoria giovanile&#8221;.</p>
<p>Tutte le informazioni le trovate comunque sul loro sito: <a href="http://www.knowcamp.it" >http://www.knowcamp.it</a></p>
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		<title>Coderloop, storia di un successo italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 11:04:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La storia di Coderloop è una di quelle storie di successo che vorrei leggere tutti i giorni. Pochi in Italia ci mettono l&#8217;impegno, la grana e il sudore per arrivare ad avere successo online, essere notati in Silicon Valley e addirittura acquisiti da una società americana in forte ascesa. Coderloop ce l&#8217;ha fatta. Coderloop è, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/LEGANERD_043981.jpeg?61f4ea" /></div></p>
<p>La storia di <a href="http://www.coderloop.com/" >Coderloop</a> è una di quelle <em>storie di successo</em> che vorrei leggere tutti i giorni. Pochi in Italia ci mettono l&#8217;impegno, la grana e il sudore per arrivare ad avere successo online, essere notati in Silicon Valley e addirittura acquisiti da una società americana in forte ascesa.</p>
<p>Coderloop ce l&#8217;ha fatta.</p>
<p>Coderloop è, o meglio era, un servizio online che permetteva ai suoi utenti di dimostrare le proprie skills attraverso una serie di quiz e giochi, sbloccando achievements e interagendo con la comunità. Una gamification intelligente per arrivare a costruire una comunità di programmatori con la finalità di mettere in piedi un serbatoio di teste per chi fa recruiting o cerca programmatori, attività importantissima in questi anni di boom tecnologico.</p>
<p>Trovare un programmatore non è facile, trovarne uno bravo è difficilissimo, trovarne uno bravo, rispettato e che ha dimostrato sul campo il suo valore è praticamente impossibile. Coderloop ha creato una comunità che fa proprio questo: mettere in evidenza le teste migliori.</p>
<p>Non serve che vi spieghi quanto questo è importante per un head hunter o per una società in cerca di personale.</p>
<p>Partiti un anno e mezzo fa, italianissimi, i fondatori di Coderloop hanno messo in piedi un servizio online rivolto al mondo, in inglese, l&#8217;hanno promosso, seguito e fatto crescere fino ad arrivare a farsi notare da una start-up americana che ha obbiettivi assolutamente simili, <a href="http://www.gild.com/" >Gild</a>.</p>
<p>Gild ha annunciato questo mese di aver acquisito Coderloop, la sua tecnologia, i suoi utenti, i suoi fondatori. Ma come sono arrivati un paio di italiani a tutto questo?</p>
<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/LEGANERD_043982.jpg?61f4ea" /></div></p>
<p>L&#8217;abbiamo chiesto a Federico Faroldi, CEO e fondatore di Coderloop.</p>
<p><strong>Come è nata Coderloop?</strong><br />
Il tutto è iniziato a fine 2009 quando, mentre lavoravo per Vodafone in Germania su un progetto software molto ambizioso, mi sono scontrato con il problema del recruiting di sviluppatori capaci. L&#8217;idea è nata in realtà da una scommessa fatta con alcuni colleghi (tra cui Luca che sarebbe stato poi mio socio in Coderloop) la cui sfida è stata quella di risolvere quanti più possibili puzzle di programmazione pubblicati su una sezione del sito di Facebook dedicata agli sviluppatori. </p>
<p>Questi puzzle di programmazione consistono in problemi da risolvere scrivendo un programma (software) che risolve il problema e che viene inviato al sistema che lo esegue, verificando che il problema sia corretto e quindi che il problema è stato risolto. Mentre partecipavo a questa sfida ho capito che quello dei puzzle poteva essere uno strumento che poteva aiutare a risolvere il problema di capire se un candidato per una certa posizione da sviluppatore fosse capace o meno. </p>
<p>I puzzle di programmazione non sono cosa nuova, ci sono da molto tempo ma vengono usati più che altro come svago o allenamento da parte dei programmatori (una delle raccolte più popolari si chiama <a href="http://projecteuler.net/" >Project Euler</a>) e sono basati principalmente sulla soluzione di problemi algoritmici più o meno complessi (per esempio il calcolo dei numeri primi) e che quindi richiedono una conoscenza di tematiche di Computer Science generiche. Conoscenze che spesso non sono applicabili al mondo del lavoro. </p>
<p>L&#8217;idea è stata quindi quella di creare dei puzzle che richiedessero competenze specifiche, importanti nel mondo del lavoro (per esempio la scrittura di una servlet in Java o la scrittura di una query SQL secondo certe specifiche). Con questo tipo di puzzle saremmo stati in grado di verificare che i candidati avessero capacità ben specifiche e, selezionando un &#8220;esame&#8221; composto da più puzzle diversi avremmo potuto creare un sistema di valutazione personalizzabile per le esigenze di qualsiasi azienda.</p>
<p>Ed è così che io e Luca iniziammo a lavorare sul progetto, prima di sera e nei weekend fino a quando, nel Maggio 2010, decidemmo di lasciare il nostro ben pagato lavoro da dipendente Vodafone per tornare in Italia e buttarci a tempo pieno nel progetto Coderloop.</p>
<p><strong>Quindi in pratica cosa fa Coderloop?</strong><br />
Coderloop ha sviluppato una tecnologia proprietaria che ha lo scopo di verificare che un candidato ad una posizione di programmatore o system administrator abbia effettivamente le capacità che dice che avere nel suo curriculum.</p>
<p>Questa verifica avviene inviando al candidato una serie di problemi pratici che possono richiedere a seconda del profilo da verificare:<br />
- lo sviluppo di un programma o parte di esso in un determinato linguaggio e secondo certe specifiche<br />
- la creazione di un database strutturato secondo determinate specifiche<br />
- l&#8217;estrazione di dati da un database<br />
- l&#8217;esecuzione di un task su una macchina virtuale (come per esempio installare mysql o fixare un installazione di apache)</p>
<p>In poche parole sono tutti real-world task che basati su skill di cui le aziende hanno bisogno.</p>
<p>La forza del nostro sistema rispetto ad un approccio teorico (domande a risposta chiusa) è che il candidato deve effettivamente scrivere del codice o eseguire dei comandi su un sistema operativo e la nostra tecnologia è in grado del tutto automaticamente di verificare che il task sia stato eseguito correttamente e di dare un punteggio all&#8217;eseguzione secondo vari parametri.</p>
<p>In questo modo se, per una posizione di programmatore Java, l&#8217;azienda riceve un centinaio di application, noi verifichiamo che i candidati abbiano tutte le skill che l&#8217;azienda cerca e verifichiamo anche quanto sono bravi, dando poi all&#8217;azienda una lista filtrata dei migliori. Così l&#8217;azienda può impiegare le proprie risorse umane solo per intervistare i migliori 10 per esempio, invece che tutti e 100 con un notevole risparmio.  </p>
<p><strong>Come avete fondato la società? vi siete appoggiati ad un fondo o vi siete auto finanziati?</strong><br />
Io e Luca, il mio socio, lavoravamo per Vodafone con ottimi stipendi ed abbiamo deciso di licenziarci per fondare Coderloop. Ci siamo autofinanziati con le nostre liquidazioni. Per più di un anno siamo sopravvissuti con quei fondi, poi mentre stavamo cercando altro capitale, Gild ci ha proposto l&#8217;acquisizione.</p>
<p><strong>Da quante persone è composta la società e cosa fanno esattamente?</strong><br />
La società è (era) composta da 3 persone:</p>
<p>- io (CEO) e mi occupavo sia di sviluppo software che di product development<br />
- Luca Bonmassar (CTO) che si occupava di tutta la tecnologia proprietaria per la valutazione dei task<br />
- Andrea La Mesa (Sales and Marketing) che è stato il nostro uomo a San Francisco che ha procurato i clienti e ha diffuso il verbo</p>
<p>Inoltre lungo la vita di Coderloop abbiamo avuto dei collaboratori, tutti ragazzi Italiani, che ci hanno aiutato a sviluppare l&#8217;applicazione.</p>
<p><strong>Quali sono stati i problemi più grossi che avete affrontato all&#8217;inizio?</strong><br />
Dopo l&#8217;entusiasmo di aver realizzato qualcosa che era solo un idea, abbiamo dovuto capire come creare un business sostenibile. Realizzare la tecnologia non basta, devi anche capire come creare un prodotto che qualcuno possa usare e sia disposto a pagare per farlo. </p>
<p>Abbiamo discusso molto internamente ed abbiamo provato diverse strade&#8230; alla fine abbiamo deciso di creare una piattaforma tecnologica che altre aziende che si occupano di recruiting potessero integrare all&#8217;interno dei propri prodotti, pagando la licenza di integrazione.</p>
<p><strong>Come siete riusciti a crescere e a farvi notare negli Stati Uniti?</strong><br />
Principalmente grazie ad Andrea che si trovava là per studiare per un MBA e grazie al mio network di conoscenze (ho lavorato per 6 anni per Yahoo! e conosco molte persone in Silicon Valley). </p>
<p>Io e Luca abbiamo fatto qualche viaggio a San Francisco per andare a trovare Andrea e tutti insieme abbiamo iniziato a prendere contatti e clienti là. Grazie ad Andrea per esempio siamo riusciti ad arrivare a Dropbox, <a href="http://www.dropbox.com/jobs/challenges" >che ha usato la nostra tecnologia</a> per verificare in modo automatico i programming puzzle che sono disponibili sul loro sito nell&#8217;area jobs. </p>
<p><strong>Quando e come vi ha contattato la prima volta Gild?</strong><br />
Li abbiamo contattati noi, come potenziali clienti. Ed infatti loro sono stati tra i primi a licenziare la nostra tecnologia. Dopo qualche mese di collaborazione ci hanno espresso il loro interesse di acquisirci.</p>
<p><strong>Vendere la propria società non è mai facile, per voi era la soluzione a cui arrivare fin dalla nascita o l&#8217;avete valutata unicamente dopo aver ricevuto la proposta?</strong><br />
Coderloop è nata con lo scopo di diventare un business sostenibile, non abbiamo mai pensato di sviluppare qualcosa e di vendere (almeno non nei primi 24 mesi). Ma quando i fondi iniziavano a scarseggiare e abbiamo visto che trovare i capitali di cui avevamo bisogno non era così facile, abbiamo iniziato a pensare alla possibilità di entrare in partnership con qualcuno. Ed è stato in quel momento che abbiamo ricevuto l&#8217;offerta di Gild.</p>
<p><strong>Siete stati inglobati completamente? quali sono i termini dell&#8217;accordo a grandi linee, avrete una certa libertà all&#8217;interno di Gild o semplicemente sarete dei loro dipendenti?</strong><br />
Gild ha acquisito le quote dell&#8217;azienda, la proprietà intellettuale e il team (in realtà soltanto me e Luca poiché Andrea ha deciso di proseguire una strada differente e sentirete parlare presto di lui). All&#8217;interno di Gild abbiamo una certa libertà di azione e a soltanto un mese dall&#8217;acquisizione ci siamo già integrati perfettamente. </p>
<p><strong>Il trasferimento negli Stati Uniti era inevitabile immagino, vi aiuteranno anche per il problema visti ecc?</strong><br />
Si assolutamente, hanno pensato a tutto loro, tant&#8217;è che ho ritirato il mio visto proprio oggi. <img src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/ln-smilies/smile.png?61f4ea" alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Ci sono tanti piccoli imprenditori che stanno cercando, faticosamente, di fare crescere le loro aziende tecnologiche in Italia, quali consigli ti senti di dare?</strong><br />
Cercare di rischiare un po&#8217; di più sul lato tecnologico e guardare quello che sta succedendo al di là dell&#8217;oceano. </p>
<p>Imparare a programmare e sviluppare tecnologie competitive non è mai stato così facile grazie all&#8217;accesso alle informazioni garantito da Internet.</p>
<p>Il problema che spesso vedo in Italia è che ci si ferma alle tecnologie di cui si è sentito parlare da amici o a scuola (ad esempio Java) e si fa fatica ad approfondire o a tenersi al passo con quello che succede in Silicon Valley. Questo deve cambiare e bisogna fare più comunità per condividere le proprie idee e le proprie esperienze. Ma le cose stanno cambiando, su Facebook è nato il gruppo <a href="http://www.facebook.com/groups/italianstartups/" >Italian Startup Scene</a> che conta ormai più di 2600 iscritti. Se solo il 10% fonda una propria startup possiamo diventare la prossima Silicon Valley.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che dire. Complimenti a Federico e Luca, spero di poter scrivere altri articoli come questo nel prossimo futuro, troppo spesso leggo di italiani che vorrebbero, ma non <em>possono</em>.</p>
<p>Troppo facile trovare scuse, mancano i soldi, manca la voglia, manca l&#8217;esperienza, mancano i contatti&#8230; la verità è che bisogna combattere, metterci la faccia, rischiare la bancarotta e avere tanta intraprendenza. Anche un briciolo di culo non guasta sicuramente, ma se il progetto è valido, se le teste sono valide, se le idee sono chiare, i risultati arrivano, sempre.</p>
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		<title>Google Plus ora è aperto a tutti</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 10:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/LEGANERD_043968.jpeg?61f4ea" /></div></p>
<p>Ebbene si, se ancora nonostante le migliaia di inviti che abbiamo messo a disposizione nei mesi scorsi non siete ancora entrati in Google Plus&#8230; ora potete farlo semplicemente <a href="http://plus.google.com" >cliccandoci sopra</a>.</p>
<p><a href="http://plus.google.com" >http://plus.google.com</a></p>
<p>Ovviamente la prima cosa da fare <a href="http://antoniomoro.com" >è aggiungere me alle vostre cerchie</a>, per il resto vi consiglio un po&#8217; di articoli di approfondimento che sono usciti su Lega Nerd:</p>
<p><a href="http://leganerd.com/tag/google-plus" >http://leganerd.com/tag/google-plus</a></p>
<p>Buon divertimento!</p>
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		<title>Google+ copia Facebook, no Facebook copia Google+, no Facebook non cambia mai, anzi no</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 10:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itomi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="img_post"><img width="640" itemprop="image" src="http://leganerd.thirdeyeconsulti.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/LEGANERD_043952.jpeg?61f4ea" /></div></p>
<p>C&#8217;è questa moda ultimamente su Google+ di commentare e scrivere ad ogni piè sospinto di quanto faccia cagare Facebook e di come stia copiando tutto da Google+ e di quanto siano disperati, ormai chiudono cazzo, troppo figa Google, forza Google! abbasso Facebook, Serie B! Serie B! Facebook carogna, ritorna nella fogna e tutta questa roba da ultrà poveretto, in tipico stile italiano. </p>
<p><div class="dida_right">Dobbiamo sempre prendere una parte e fare il tifo come dei coglioni.</div></p>
<p>E le nostre opinioni di ultrà ovviamente non vengono da un&#8217;analisi e conoscenza delle posizioni, ma unicamente dal sentire comune, dalle voci da bar, da quello che si dice in giro, da come gira il vento questo mese.</p>
<p>Adesso fa figo scrivere quanto fa schifo Facebook, visto che ormai è uno strumento vecchio, che usiamo da addirittura interi anni, roba passata, adesso la figaggine suprema è Google+! sei troppo uno sfigato se usi ancora Facebook, quella merda è ferma da sempre! noi eletti di Google+ ce la scialliamo di brutto mentre voi vi sharate ancora i gattini e giocate coi giochini, losers!</p>
<p>Io sono su Google+ dal primo giorno, un <em>First Generation User</em>, come si era messo nell&#8217;avatar qualche pirla un po&#8217; di tempo fa, e tutti questi discorsi da bimbominchia ignorante me li sono dovuti leggere da sempre.</p>
<p><div class="dida_right">AntiFanboy: una crociata contro l&#8217;ignoranza.</div></p>
<p>A me non sta simpatico Google o Facebook o Twitter. Io sono un utilizzatore e lavoro nell&#8217;ambiente dal 1998, ho seguito l&#8217;evoluzione di internet, per diletto e per lavoro. Non parlo a vanvera quasi mai. Odio chi lo fa. Odio i luoghi comuni e le tifoserie, flammo contro i fanboy da quando ho iniziato a scrivere sulle BBS quindici anni fa. C64 contro Spectrum, Amiga contro ST, Nintendo contro Sega, Mac contro PC, iOS contro Android, sempre a cercare di far ragionare gente che non sa un cazzo oppure sa in parte.</p>
<p>Perché lo sport nazionale su internet è parlare senza sapere di quello di cui si sta parlando. Enunciare grandi e nette opinioni basate sul nulla cosmico. In una parola: <em>Fanboy</em>.</p>
<p>Come vi dicevo adesso va di moda tirare merda su Facebook e incensare la grande Google che ha salvato l&#8217;universo introducendo Google+ e facendo vedere a tutti come si fa un social network.</p>
<p>Peccato che ci si dimentichi, o si ignori, che i social network moderni li ha inventati Facebook. Mark Zuckerberg per la precisione.</p>
<p><div class="dida_right">Facebook innova e introduce feature devastanti da quanto è nata.</div></p>
<p>E non è un&#8217;idea isolata, una botta di culo, <em>una roba che ti viene una volta e sei proprio sfondo perché cazzo era proprio il periodo giusto! ah poi l&#8217;hai anche rubata a quei gemelli la, come si chiamano&#8230;</em> no testa di cazzo, Facebook innova e introduce feature devastanti da quanto è nata, se non sai di cosa parli bisogna che stai muto.</p>
<p><h3>Le innovazioni di Facebook</h3></p>
<p>E allora mi rivolgo a te, bimbominchia di internet, te che ti sei iscritto ieri a Google+ e già hai capito tutto, te che non sai un cazzo, ma con i tuoi amici al bar sei troppo l&#8217;esperto di internet che dice a tutti come ci si muove nell&#8217;ambiente, te che ti hanno detto talmente tante volte che ne sai, che alla fine pensi di saperne veramente.</p>
<p>Ti racconto un po&#8217; di piccole ideuzze che ha introdotto Facebook e che tu evidentemente consideri ormai nella normalità, ma non lo sono affatto:</p>
<p><strong>Nome e Cognome:</strong> Facebook è stato il primo social network a rendere obbligatorio l&#8217;uso del proprio nome e cognome vero. Inizialmente era possibile registrarsi unicamente se si possedeva un&#8217;email rilasciata da una delle università &#8220;coperte&#8221; da Facebook che in pratica facevano da garante per la veridicità degli iscritti. Questo semplice sistema ha fatto si che fin dal primo giorno ogni persona iscritta al sito fosse certificata, vera.</p>
<p>Niente spammers, niente doppi account, niente nickname da bimbo minchia. Persone vere che potevano interagire e aggiungere come amici i propri <em>veri</em> amici. Internet è sempre stata la patria dell&#8217;anonimato, un mondo parallelo in cui condurre una vita parallela. Facebook ha portato su internet l&#8217;esperienza sociale dei college americani prima e della real life dopo.</p>
<p>E&#8217; stata una rivoluzione enorme, pochi capiscono quanto ha significato per il concetto stesso di identità online, il valore di Facebook è anche dato dal fatto che è diventato oramai la nostra carta di identità digitale. </p>
<p>Non è affatto un caso che Google stia usando la mano pesante ora con chi si iscrive a Google+ con nomi finti, pseudonimi o altro: vuole replicare lo stesso concetto, questa è la base su cui innalzare un vero social network moderno.</p>
<p><strong>Il Wall e le News Feed:</strong> uno spazio unico in cui finiscono le novità, attività, foto, ecc dai tuoi amici, aziende o entità che ti piacciono, direttamente sulla tua home. Ha rivoluzionato l&#8217;uso del sito in se, aumentandone a dismisura l&#8217;uso e la viralità. <em>E&#8217; la base di ogni applicazione sociale moderna.</em> Il concetto di <em>Friend Activity prima neanche esisteva</em>.</p>
<p>Quando è stato introdotto il wall la prima volta è successo il finimondo, una rivolta interna degli utenti che vedevano i propri contributi sparati sulle pagine di altri o l&#8217;intrusione di contenuti esterni sulle proprie homepage. Si è gridato al disastro, ma Mark ha tenuto duro davanti a tutti, sono stati mesi lunghi in cui si sono sprecate parole su parole su quanto fosse meglio prima e altre sciocchezze. Poi, piano piano, tutti hanno capito la rivoluzione che portava il wall e ora è alla base del concetto stesso di Social Network come lo intendiamo oggi.</p>
<p>Col tempo si sono introdotti vari filtri e addirittura un complesso algoritmo che cerca di capire i tuoi gusti e filtra automaticamente il News Feed per te (Top News), si è lavorato e si lavora incessantemente su questo fronte.</p>
<p><strong>Service as a Platform:</strong> quando tutti chiudevano, Facebook creava una piattaforma condivisa aperta a tutti gli sviluppatori del mondo, mettendo a disposizione tutti i propri utenti e i loro dati. Questo ha creato, gratis, decine di migliaia di applicazioni interne ed esterne, facendo esplodere l&#8217;uso di Facebook. </p>
<p>Tutti i primi problemi di privacy che fa tanto figo ricordare sono <strong>niente</strong> in confronto all&#8217;enorme innovazione, ricchezza e contenuto che questa idea ha portato su internet.</p>
<p>Anche questa è un&#8217;idea fortissima di Mark Zuckerberg, coltivata fin dall&#8217;inizio e introdotta al momento giusto, portando concetti propri dell&#8217;industria del software su internet. Una idea grandiosa.</p>
<p><strong>Facebook Connect:</strong> loggarsi con l&#8217;account di Facebook ha fatto la differenza, c&#8217;era qualcosa di simile (OpenID e altri), ma Connect è stata un&#8217;esplosione vista la base di utenza, certificata, che portava. Anche qui si è saputo farlo al momento giusto e nei giusti modi e ha dato modo a milioni di siti di trovare nuovi utenti con un singolo click, un&#8217;altra rivoluzione straordinaria.</p>
<p><strong>Facebook Share:</strong> il tasto share di Facebook è ormai ovunque. Non ci è arrivato da solo. Digg e soci cazzeggiavano in confronto a quello che ha fatto Facebook con il suo concetto di share. Siti interi come Lega Nerd non esisterebbero neanche senza il social sharing inventato da Facebook.</p>
<p><strong>Il tagging nominale delle foto:</strong> il servizio di upload e tag delle foto di Facebook è diventato il più usato al mondo in una settimana dal suo lancio, grazie a questa piccola idea. Facebook Photos è stato sviluppato in meno di una settimana da tre programmatori interni a Facebook, come la maggior parte delle altre feature. Apparentemente piccole idee che applicate all&#8217;enorme piattaforma che Facebook metteva a disposizione diventavano enormi rivoluzioni sociali.</p>
<p><strong>Il Gaming:</strong> Il gaming sociale è nato su Facebook, grazie a Facebook e alle sua API/Piattaforma, ed è ora una delle più grandi industrie nel campo dell&#8217;entertainment. Aziende da miliardi di dollari come Zynga, PlayFish (EA), Playdom (Disney) e compagnia bella hanno potuto sviluppare il Social Game Marketing moderno unicamente perché avevano a disposizione il terreno fertile e il know how che Facebook gli ha messo a disposizione.</p>
<p><strong>L&#8217;integrazione con il mobile:</strong> fin dagli albori del sito, prima attraverso una integrazione via SMS addirittura, per arrivare poi alla consacrazione con l&#8217;app per iPhone, uno delle prime sviluppate in assoluto. Oggi sviluppare un servizio sociale web senza un companion mobile è impensabile, grazie ad Apple e a Facebook.</p>
<p><strong>Il Social Advertising</strong>: la grande svolta societaria per Facebook è avvenuta quando finalmente, dopo anni di venture backing e bilanci in rosso e dopo aver costruito la sua enorme base utenza, si è resa conto di essere una Advertising Company, proprio come Google, in quanto i profitti maggiori sarebbero da quel momento arrivati proprio dalla pubblicità.</p>
<p>Fino a quel momento gli unici introiti dell&#8217;azienda arrivavano da qualche contratto pubblicitario particolare, pochi lo sanno, ma in particolare un contratto con Apple che portava nelle casse di Zuckerberg un dollaro al mese per ogni fan che la FanPage di Apple aveva sul sito (e ne aveva una milionata&#8230;) permise al sito di stare in piedi nei primi tempi.</p>
<p>Poi arrivò <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sheryl_Sandberg" >Sheryl Sandberg</a> da Google, dopo una lunga danza di corteggiamento fatta da Mark Zuckerberg in persona, e rivoluzionò completamente l&#8217;azienda introducendo il concetto di Social Advertising.</p>
<p>Facebook non ha semplicemente messo dei banner sul suo sito. No. Ha cambiato il concetto stesso di advertising online che esisteva fino a quel momento. La pubblicità su Google è passiva: tu cerchi una macchina fotografica (ricerca su Google) oppure navighi in un sito di macchine fotografiche (Adsense) e Google ti fa vedere la pubblicità di una macchina fotografica. Figata, funziona alla grande, la cercavo, me la proponi, la compro.</p>
<p><div class="dida_right">Cazzo non ci avevo pensato, mi serve una macchina fotografica.</div></p>
<p>Il Social Advertising invece <em>è anche e soprattutto un sistema attivo</em> e si basa sui tuoi gusti, preferenze, statistiche e anagrafica, dati che solo Facebook possiede. Come funziona? un altro semplice esempio: Sei un uomo, sposato, hai appena avuto un figlio, non hai mai postato foto, quindi il sistema presuppone che <em>tu possa volere una macchina fotografica</em>: ecco che ti faccio vedere la pubblicità di una macchina fotografica. Tu non sapevi di volerla, ora la vuoi, così puoi fare le foto a tuoi figlio appena nato. Cazzo non ci avevo pensato, mi serve una macchina fotografica.</p>
<p>E&#8217; una certa feature in più che Facebook ha e Google non può avere. E&#8217; il motivo stesso dell&#8217;esistenza di Google+ e della scesa in campo di Google nei Social Network. </p>
<p>E&#8217; un&#8217;idea di Facebook.</p>
<p>Se Facebook vi sta sul cazzo per qualche motivo, affari vostri, ma il valore di Facebook e l&#8217;importanza che ha avuto e avrà nella storia stessa di internet e del marketing moderno non si tocca e non è contestabile.</p>
<p><h3>Approfondimenti</h3></p>
<p><div class="dida_right">Comprati e leggiti un libro per una volta.</div></p>
<p>A questo punto già mi immagino i commenti che scaturirà questo post, con probabilmente qualche saputello che tirerà fuori che quell&#8217;idea in realtà l&#8217;aveva già cominciata a sviluppare il tal sconosciuto nel suo garage con il suo micro sito nel 1993 e altre cazzate, è normale, let&#8217;s Flame again come non ci fosse un domani. </p>
<p>Ma ora mi rivolgo a voi lurker di Lega Nerd, che ci leggete interessati e che magari volete approfondire questi argomenti, per lavoro o per puro interesse: vi consiglio un paio di libri, con poche decine di euro vi portate a casa un sacco di curiosità e conoscenza e magari la prossima volta che vedete online l&#8217;ennesima cazzata scritta dall&#8217;ennesimo bimbo minchia potete linkare questo articolo oppure rispondere direttamente voi, perchè saprete di cosa parlate per una volta.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/dp/0753522756/ref=as_li_ss_til?tag=legner-21&#038;camp=3458&%23038;creative=23838&%23038;linkCode=as4&%23038;creativeASIN=0753522756&%23038;adid=0582ZT2TQJEFZ1HZMJFA&%23038;" >- The Facebook Effect: The Inside Story of the Company That is Connecting the World</a></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/dp/1416596585/ref=as_li_ss_til?tag=legner-21&#038;camp=3458&%23038;creative=23838&%23038;linkCode=as4&%23038;creativeASIN=1416596585&%23038;adid=1CWKYA0HVVZDMZHQMHN5&%23038;" >- In The Plex: How Google Thinks, Works, and Shapes Our Lives</a></p>
<p><h3>Conclusione</h3></p>
<p><div class="dida_right">Confrontato al gigante che è Facebook, Google+ attualmente fa solo ridere.</div></p>
<p>Google+ fino ad ora non ha innovato in niente. Ha saputo prendere le migliori idee in circolazione (da Facebook, Twitter e Diaspora in particolare), ha assunto un grande esperto di UX (ex Apple), ha saputo rivoluzionare il proprio approccio utente e ha introdotto un ottimo <em>prototipo di social network</em>, per ora niente di più.</p>
<p>Confrontato al gigante che è Facebook, con un miliardo di utenti previsti per fine anno, Google+ attualmente fa solo ridere.</p>
<p>Ma le feature attuali di Google+ sono ancora troppo limitate, è ancora in beta d&#8217;altronde, e tutta l&#8217;industria sta aspettando, molto pazientemente, che Google finisca il suo prodotto e che lo apra a tutti.</p>
<p>Il fatto che Facebook stia cambiando anche in funzione delle scelte fatte da Google+ non è una novità dell&#8217;ultimo periodo. Facebook cambia da quando è nata. Semmai è vero il contrario: Facebook spesso cambia troppo e troppo in fretta, non lasciando ai suoi utenti il tempo di abituarsi o anche solo di notare alcuni dei cambiamenti.</p>
<p>Questa sua caratteristica gli fa comunque onore, non è certo una colpa ammettere che ci sono modi migliori di fare le cose ed implementarli in tempi velocissimi come sta facendo, ripeto, <strong>da sempre</strong>.</p>
<p>Oggi ringrazio Google+ di aver fatto cambiare strada su certe scelte a Facebook facendogli vedere come gestire gli status update e le liste, ieri ringraziavo Twitter e altri servizi online. Su internet si innova e ci si influenza vicendevolmente da sempre, sarebbe stupido non farlo.</p>
<p><div class="notamargine">La risposta è arrivata in fretta da Facebook&#8230; <a href="http://leganerd.com/2011/09/23/facebook-timeline-e-open-graph-la-rivoluzione-sociale-continua-ed-e-tinta-di-blu/">Facebook Timeline e Open Graph: la rivoluzione sociale continua ed è tinta di blu</a></div></p>
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